Russia: nuovo gasdotto verso la Cina

Previsto il passaggio tramite la Mongolia.
Lo annuncia direttamente Putin.

La compagnia energetica russa Rosneft, controllata dal governo, ha raggiunto accordi con la Mongolia per costruire un gasdotto attraverso il territorio di questo Paese che porterà il gas russo alla Cina.

Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin che oggi a Vladivostok ha incontrato il primo ministro della Mongolia, Luvsannamsrai Oyun-Erdene.

Il nuovo gasdotto, denominato “Forza della Siberia 2“, stando a quanto riporta “Ansa” è progettato per consolidare i sistemi per il trasporto di gas nell’est della Russia.

Tangenti al Miur

La confessione dell’ex capo dipartimento HR.
Boda: “Ero depressa, spendevo in maniera sfrenata”.

Vittima” di una cura ormonale che le ha generato “comportamenti compulsivi e depressivi” tali da impedirle di restituire al suo presunto corruttore, l’imprenditore, tutte le somme che periodicamente le versava come “regal”.

È la difesa esposta dalla ex capo dipartimento delle risorse umane del Miur Giovanna Boda ai pm della procura di Roma in un verbale pubblicato dal quotidiano “La Verità” è antecedente alla richiesta di rinvio a giudizio depositato dalla procura di Roma, che evidentemente non ha ritenuto valida questa argomentazione.

Boda come dimostrazione della sua vulnerabilità nel periodo in cui ha ricevuto le some di denaro e altri regali si sarebbe già impegnata a restituirne una parte in contanti e con la vendita di una casa di famiglia punterebbe a restituire una ulteriore parte:

Non ricordo le singole dazioni avevo perso il senso della realtà, ma non mi sono arricchita perché molte volte ho rimandato indietro i soldi. Sul mio conto, al momento del sequestro, c’erano trentamila euro”.

La notizia è stata riportata anche da “il Corriere della Serra” e, secondo l’accusa, Boda avrebbe ricevuto a vario titolo circa tre milioni di euro in cambio di affidamenti all’imprenditore per 23,5 milioni di euro.

Insieme a Boda e Bianchi di Castelbianco la procura ha chiesto il processo per altri 13 soggetti, tra cui collaboratori della ex direttrice che avrebbero agevolato lo scambio illecito.

Tra le spese contestate ci sono anche 80mila euro per ristrutturare casa, 105mila di paga all’autista personale, 50mila euro in contanti e 41mila in bonifici. E poi pagamenti per corsi di musica, di sci, vacanze (“in parte pagate da me in parte da Bianchi di Castelbianco”, ha ammesso Boda), bollette del gas, un intervento estetico, la promessa assunzione di 20 persone nelle tre società riconducibili all’imprenditore, che è stato a capo anche della agenzia di stampa Dire: Istituto di Ortofonologia, la Com.E – Comunicazione & Editoria, la Edizioni Scientifiche Ma.Gi. e la fondazione M.I.T.E. – Minori Informazione Tutela Educazione.

L’inchiesta era emersa nell’aprile del 2021 quando Boda, appreso di essere indagata, aveva tentato il suicidio lanciandosi da una finestra del ministeroTrastevere.

Così scriveva il gip Annalisa Marzano:

Il desolante fenomeno corruttivo che ha pervaso il settore del Dipartimento dedicato all’Istruzione, all’università e alla ricerca… non era circoscritto ai rapporti tra l’imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco e la capo del dipartimento per le Risorse umane, finanziarie e strumentali del ministero dell’Istruzione, Giovanna Boda, ma era più ampio”.

Oltre agli affidamenti Bianchi di Castelbianco avrebbe avuto in cambio le anticipazioni di futuri bandi.

L’ex direttrice ha infine riassunto:

Nel 2016 dissi a Federico di essere stanca di aver bisogno dell’aiuto economico di mia madre e mia suocera. Da allora cominciò a darmi soldi in contanti come prestito”.

Tassista insulta i turisti: rischia la licenza

I due volevano pagare con carta.
Accade a Milano, battibecco filmato.

È scattato ufficialmente il procedimento disciplinare per il tassista che ha inveito a Milano contro due turisti stranieri che volevano pagare la corsa con la carta di credito.

La Commissione tecnica disciplinare, come riporta “La Stampa”, competente su tutti i taxi del bacino aeroportuale ha aperto il procedimento disciplinare nei confronti dell’uomo che al termine del battibecco filmato da alcuni cittadini aveva anche scaricato con forza i bagagli dei turisti dall’auto rompendo alcuni souvenir delle vacanze.

Ora sarà la commissione a valutare il comportamento del tassista: ieri, dopo l’episodio, è stato rintracciato e individuato dalla squadra della Polizia locale di Milano adibita al controllo del trasporto pubblico locale, a stabilire il tipo di sanzione.

Per lui potrebbe scattare la sospensione della licenza.

Turchia: diversi Stati Nato vogliono che guerra Russia-Ucraina continui

Cavusoglu: lo vogliono anche Paesi europei, non solo gli Usa.
Il Ministro attacca anche la Grecia e parla del giacimento di gas scoperto.

Diversi Stati della Nato vogliono che il conflitto tra Russia ed Ucraina continui.

Il Ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato martedì che diversi Stati membri dell’Alleanza Atlantica, non solo gli Stati Uniti, vogliono che la guerra tra Russia e Ucraina continui.

C’è chi ha voluto sabotare l’accordo sul grano. Ma non sono gli Stati Uniti:

Il contributo di Washington è stato la rimozione delle restrizioni all’esportazione di fertilizzanti russi, lo sblocco dei porti, (la rimozione delle restrizioni) sulle operazioni bancarie“.

Il ministro degli Esteri turco ha inoltre spiegato, durante un’intervista al canale Haber Global, che 33 navi hanno già lasciato l’Ucraina grazie all’accordo di protezione firmato il mese scorso a Istanbul tra Ucraina, Russia, Turchia e Nazioni Unite.

Nella prima mattinata di martedì, il Ministero della Difesa nazionale ha riferito sul suo account ufficiale di Twitter che un’altra nave era partita dal porto ucraino di Chernomorsk e ha affermato che tre navi provenienti dall’Ucraina e tre dirette in Ucraina sarebbero state ispezionate martedì.

Le navi stanno attraversando il Mar Nero per raggiungere lo stretto del Bosforo in Turchia, dove un centro di coordinamento congiunto a Istanbul, che comprende rappresentanti delle Nazioni Unite, dell’Ucraina, della Russia e della Turchia, sta controllando le navi che entrano in Ucraina per assicurarsi che non trasportino armi o attrezzature da combattimento.

Non solo.

Come riporta “News 360”, il ministro degli Esteri turco ha anche sottolineato durante l’intervista che la Greciaviola i diritti dei cittadini turchi nella Tracia occidentale (parte europea della Turchia)“, così come lo status delle isole del Mediterraneo.

Aggiungendo che la parte turca negli ultimi due anni ha salvato 41.000 persone, Cavusoglu ha dichiarato quanto di seguito:

La Grecia dovrebbe abbandonare queste politiche. Se collaborano, non devono calcolare i loro guadagni e le loro perdite“.

La Grecia ha accusato la Turchia di attività “illegali” di prospezione ed esplorazione di idrocarburi al largo di diverse sue isole. Tuttavia, il governo turco respinge le accuse e sostiene che le acque in cui si sta perforando il gas in via sperimentale appartengono alla piattaforma continentale turca.

Le autorità turche accusano inoltre Atene di condurre manovre militari legate alla NATO e a Paesi terzi sulle isole demilitarizzate, cosa vietata dal Trattato di Losanna del 1923 e dal Trattato di Parigi del 1947. Le autorità greche sostengono che i militari si trovano nell’area per impedire alle navi turche di avvicinarsi alle coste greche.

Cavusoglu ha anche commentato la scoperta di un pozzo di gas vicino all’isola di Cipro (approfondimento al link):

Anche la nostra piattaforma continentale la attraversa. Non permettiamo loro di entrare nella nostra piattaforma continentale in questo modo. La soluzione nel Mediterraneo orientale è un’equa ripartizione delle entrate. Abbiamo fatto le necessarie notifiche sia alle Nazioni Unite che all’Unione Europea su questo tema“.

Eni scopre riserva di gas a Cipro

Localizzata a circa 160 km al largo di Cipro a 2.278 metri di profondità.
Proprietà divisa tra Eni Cyprus e TotalEnergies.

Una nuova riserva di gas per l’Europa.

Eni ha annunciato di aver scoperto un’importante riserva di gas a circa 160 chilometri al largo di Cipro con il pozzo Cronos-1, nel Blocco 6, a una profondità d’acqua di 2.287 metri.

Il blocco è operato da Eni Cyprus con una quota del 50% mentre TotalEnergies è partner con il restante 50%.

Le stime preliminari indicano circa 2,5 TCF (trilioni di piedi cubi) di gas in posto, con un significativo potenziale aggiuntivo che verrà valutato con un ulteriore pozzo esplorativo.

Come riporta “La Stampa”, il pozzo ha incontrato un’importante colonna di gas in una sequenza di roccia serbatoio carbonatica con proprietà da discrete ad eccellenti. L’intensa campagna di acquisizione dati ha evidenziato un net pay complessivo di oltre 260 metri con intervalli caratterizzati da ottima permeabilità.

Sono già in corso studi di ingegneria per uno sviluppo accelerato della scoperta; il pozzo Cronos-1 è il quarto pozzo esplorativo perforato da Eni Cyprus e il secondo nel Blocco 6, dopo la scoperta a gas di Calypso-1 nel 2018.

La scoperta di Cronos-1 crea le condizioni per portare a sviluppo ulteriori potenziali volumi di gas nella regione e rappresenta una delle azioni conseguite da Eni a supporto della fornitura di ulteriore gas all’Europa.

Questa scoperta conferma l’efficacia della strategia esplorativa di Eni, volta a creare valore attraverso la profonda conoscenza dei bacini geologici e l’applicazione di tecnologie geofisiche proprietarie.

Eni è presente a Cipro dal 2013: la società opera i blocchi 2, 3, 6, 8 e 9 detenendo partecipazioni nei blocchi 7 e 11 operati da TotalEnergies.