Venezuela: riprende la produzione di 1 milioni di barili al giorno

Annuncio del ministro Tareck El Aissami.
Raddoppiata la produzione rispetto all’anno scorso.

Superata la soglia di un milione di barili al giorno.

La produzione di petrolio venezuelana ha fatta registrare un record di estrazione: 1.041.660 barili al giorno.

Ad annunciarlo è il ministro del petrolio, Tareck El Aissami, sottolineando che nonostante le misure restrittive unilaterali imposte dal governo degli Stati Uniti, il dato che raddoppia i 500.000 barili al giorno estratti a fine 2020.

Putin: Russia non colpevole del prezzo del gas

Gazprom sta rispettando gli obblighi di fornitura.
Colpa della Germania?

Il prezzo del gas è schizzato alle stelle.

Ma la colpa non è della Russia. Almeno è quanto sostiene Vladimir Putin, sottolineando che è ingiusto incolpare Mosca dato che Gazprom, la società fornitrice di gas, sta rispettando tutti gli obblighi di fornitura previsti dagli accordi a lungo termine.

Il presidente russo specifica inoltre che i Paesi che godono di accordi a lungo termine sono forniti prima di soddisfare i mercati spot e ad un prezzo ben inferiore; questo dà loro la possibilità di rivendere il gas agli Stati confinanti ad un prezzo vantaggioso.

Uno dei Paesi che ha accordi a lungo termine con Gazprom sulla fornitura del gas è la Germania e, stando a quanto riporta “Reuters”, Putin sospetta che una parte del gas russo inviato ai tedeschi sia in realtà rivenduto all’Ucraina.

Per questo motivo il presidente russo ritiene che l’Europa sia responsabile dei suoi problemi col gas e debba quindi risolverli autonomamente.

Nigeria: sotterrati i vaccini scaduti

Oltre 1 milione i vaccini buttati.
Contagi in aumento del 500%.

Più di 1 milione di vaccini scaduti sotterrati.

È quanto accaduto in Nigeria dove, per un gesto dimostrativo, il direttore esecutivo della National Primary Health Care Development Agency (NPHCDA), Faisal Shuaib, ha dichiarato che i vaccini ricevuti erano a breve durata di conservazione.

Più precisamente, stando a quanto riporta “Euronews“, le sue parole sono state le seguenti:

Voglio garantire ad ogni nigeriano che gli eroi di oggi sono in realtà gli operatori sanitari di prima linea; quando questi vaccini ci sono stati offerti sapevamo che avevano una breve durata di conservazione, ma vivevamo una situazione in cui la fornitura di vaccini Covid-19 era molto scarsa. Non erano disponibili a causa del nazionalismo vaccinale, ci sono stati paesi sviluppati che si sono procurati questi vaccini e li hanno accumulati nei loro magazzini, e poi, una volta vicini alla scadenza, li hanno offerti per la donazione.”

Sempre stando a quanto riporta “Euronews“, in Nigeria negli ultimi gironi si stanno registrando contagi in aumento del 500%.

La Parola ai Lettori – Fauci “bloccò” la Great Barrington Declaration

3 scienziati intervenuti in una conferenza all’American Institute for Economic Research, rilasciarono una dichiarazione che Fauci ed altri vollero presto far passare in sordina.

Dai nostri lettori ci arriva una segnalazione inerente alla Great Barrington Declation, una dichiarazione fatta da tre scienziati ospiti di una conferenza all’American Institute for Economic Research dal 2 al 4 ottobre del 2020.

La loro tesi attaccava le modalità di gestione della pandemia attuate dalla maggior parte dei governi, con particolare riferimento ai lockdown ed all’immunità di gregge.

Solo 4 giorni dopo, il dottor Francis Collins, direttore in pensione del National Institutes of Healt (NIH), avrebbe fatto di tutto per sminuire la tesi portata alla conferenza dai tre scienziati, ovvero Martin Kulldorff di Harvard, Jay Bhattacharya di Standford e Sunetra Gupta di Oxford.

Con Collins, avrebbero agito nell’intento di di far passare il più in sordina possibile la Great Barrington Declation anche altre persone, tra le quali Anthony Fauci.

A riportare la notizia completa di mail ed informazioni è stato il sito “ScenariEconomici.it” (reperibile al link), mentre la dichiarazione Great Barrington Declation è reperibile qui.

Si ringrazia M. C. per la segnalazione.

Conference call tra Putin e Xi

Al centro dell’incontro le tensioni in Europa.
Ritenuta aggressiva la retorica Usa e Nato.

Una conference call tra il presidente russo Putin e quello cinese Xi, in programma per domani.

A riportarlo è il Cremlino, aggiungendo che il tema del meeting saranno le tensioni in Europa; il clima tra Occidente ed Oriente è infatti sempre più teso dopo che l’Ucraina, gli Stati Uniti e le capitali occidentali hanno espresso diversi timori a causa della mobilitazione di truppe russe verso il confine ucraino.

Dall’altra parte, invece, si reputa “aggressiva” la retorica degli Usa e della Nato più in generale.