Sottoscritto l’accordo ponte ARIS per il personale dei Centri di Riabilitazione e le RSA

Raggiuta l’intesa per i lavoratori dei Centri di Riabilitazione e delle RSA. Una trattativa complessa, il cui esito positivo rappresenta un passo in avanti verso il contratto unico di settore.

Si tratta di un risultato di enorme importanza, che garantisce incrementi retributivi a tutto il personale e ristabilisce, dopo oltre 11 anni, l’unità sindacale”.

Così l’avvocato Giovanni Costantino, Capodelegazione ARIS, dopo la ratifica, il 25 gennaio, dell’accordo ponte per i lavoratori dei Centri di Riabilitazione e delle RSA.

Una intesa di rilievo sottoscritta con tutte le sigle sindacali a differenza del contratto del dicembre 2012 che non aveva registrato la firma della FP CGIL.

L’accordo, ratificato oggi dal Consiglio Nazionale dell’ARIS – prosegue il giuslavorista – senza eliminare i migliori trattamenti già in essere, allinea la retribuzione fissa di ARIS a quella dei CCNL più recenti e, in questo modo, costituisce un passo importante verso la definizione di un contratto unico di settore, che consentirà alle strutture di area territoriale una maggiore rilevanza a livello nazionale”.

L’intesa, inoltre, regola anche la formazione in materia di sicurezza sul lavoro, estendendo la possibilità di ricorrere alle modalità e-learning e introduce alcune specifiche causali per il contratto a tempo determinato.

In particolare, l’accordo – precisa Costantino – consentirà di assumere a termine i lavoratori, sanitari e sociosanitari, in possesso di un titolo straniero non riconosciuto in Italia, così dando piena operatività alla vigente normativa sul reclutamento temporaneo di questi professionisti e rimuovendo ogni criticità interpretativa in materia”.

Lavoro: ecco i Paesi che pagano di più in Europa

Ecco come impattano genere, età, località e titolo di studio.
Le lauree italiane le più penalizzate.

È uscita la rilevazione della “Structure of Earnings Survey” (Eurostat 2018) che riguarda occupazione e salari.

Il report ha il limite di non coprire tutto l’insieme degli occupati perchè esclude il settore agricolo, le imprese con meno di 10 addetti e tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, ma il pregio di tenere conto del diverso costo della vita in ogni Paese, in quanto gli importi sono calcolati a parità di potere d’acquisto.

In 15 dei 27 Paesi europei si guadagna meno che in Italia, che a sua volta si colloca a 146 euro lordi in meno rispetto la media europea. In Italia, però, va ricordato che la struttura economica è fortemente rappresentata da micro e piccole imprese che sono sono spesso escluse dai parametri sopracitati.

Dalla rilevazione si nota che la componente maschile riceve la paga più alta in Lussemburgo (3.625 euro); seguono Danimarca (3.479 euro) e Germania (3.461 euro).

L’Italia si piazza a metà graduatoria con 2.620 euro. Chiude invece la classifica la Bulgaria con 1.256 euro lordi al mese.

Poco o nulla cambia per quanto riguarda la componente femminile: il Lussemburgo rimane primo in classifica (3.497), l’Italia a metà (2.201) ed ultima la Bulgaria (1.078).

Ad ogni modo, le donne guadagnano mediamente meno degli uomini ovunque, con il divario massimo di genere in Estonia (22,9%), seguita da Austria (22,4%) e Slovacchia (22,1%), ed il divario minimo in Romania (2,8%), seguita da Lussemburgo (3,5%) e Belgio (97%).

Spostando la lente di ingrandimento sull’età, invece, vediamo che il Paese che paga lo stipendio più alto ai giovani sono la Svezia per i maschi (2.372 euro) ed il Lussemburgo per le donne (2.531).

Un giovane italiano guadagna mediamente 1.854 euro lordi al mese; più precisamente 1.914 se maschio, 1.756 se donna.

Il Paese che paga lo stipendio più bassi ai giovani risulta essere il Portogallo, con 1.054 euro.

Per quanto riguarda gli over 50, invece, rimangono il Lussemburgo il Paese che meglio paga (4.446 euro per gli uomini e 3.947 euro per le donne) e la Bulgaria quello con gli stipendi più bassi (1.053 in media).

In Italia, un uomo guadagna mediamente 3.043 euro mentre una donna 2.384. La media tra i due è pari a 2.737 euro, contro i 2.896 euro della media europea.

Infine, l’impatto del titolo di studio. In Romania la retribuzione di un laureato è più che doppia rispetto a quella di un diplomato (+114%) mentre in Italia il premio è addirittura sotto la media europea: 30% italiano contro 48% europeo.

C’è però anche chi fa peggio di noi: in Danimarca ed a Malta il premio è del 29% mentre in Svezia scendo fino al 24%.

Tuttavia, in nessun altro Paese l’incremento retributivo rispetto alle diplomate è così contenuto (23%) a fronte del 44% per gli uomini.

Il premio per la componente femminile è invece superiore rispetto a quello per la componente maschile in Estonia, Cipro, Spagna, Portogallo e Malta.

Norme UE: Stellantis chiude lo stabilimento Fiat di Bielsko-Biala

Già nel 2023 erano stati licenziati 300 dipendenti.
Ora lo storico stabilimento ne lascerà a casa altri 486.

La società FCA Powertrain Poland, gestore della fabbrica Fiat a Bielsko-Biała, è stata messa in liquidazione a seguito delle normative dell’Unione Europea sulle emissioni dei motori, con la conseguente diminuzione degli ordini per prodotti di questo genere.

Tutti ce lo aspettavamo“, ha dichiarato Wanda Stróżyk, presidente dell’Organizzazione Sindacale Interaziendale NSZZ “Solidarność” FCA Poland, in un’intervista al “Dziennik Zachodni“.

Nel 2023, 300 dipendenti sono stati licenziati e il futuro dell’azienda era incerto.

Adesso la situazione è chiara: questa decisione implicherà il licenziamento di 486 persone.

Le decisioni sui licenziamenti di gruppo sono state consegnate 2 giorni fa, il 3 gennaio.

Tuttavia, come riporta Polonia Oggi, lo stabilimento non chiuderà immediatamente: l’intero processo dovrebbe durare fino alla fine del 2024.

Fino alla fine di marzo verranno ancora prodotti motori a benzina, mentre fino alla fine di maggio saranno realizzate unità diesel.

I dipendenti avranno la possibilità di negoziare delle condizioni di licenziamento e alcuni potrebbero essere trasferiti presso altri stabilimenti vicini del gruppo Stellantis, come Tychy e Skoczów.

Il primo incontro su questo argomento è previsto per martedì 9 gennaio.

La presidente del sindacato “Solidarność” aggiunge anche che “le indennità non dovrebbero essere peggiori di quelle dell’anno scorso“.

Germania: aumenta il numero dei disoccupati

Incremento di 5.000 unità per un totale di 2,703 milioni (5,9%).
Il 2023 è comunque uno dei risultati migliori dalla riunificazione.

Il numero di disoccupati in Germania è aumentato leggermente in dicembre, anche se molto meno di quanto previsto dagli analisti (gli analisti interpellati da Reuters avevano previsto un aumento di 20.000 unità), ed il tasso del 2023 è uno dei più bassi dalla riunificazione.

L’Agenzia federale del lavoro riferisce che il numero di persone senza lavoro è aumentato di 5.000 unità in termini destagionalizzati, raggiungendo i 2,703 milioni; il tasso di disoccupazione destagionalizzato è cresciuto leggermente a dicembre, raggiungendo il 5,9%.

Andrea Nahles, presidente dell’agenzia, osserva quanto di seguito:

Il mercato del lavoro regge ancora bene se si considerano gli oneri e le incertezze. Guardando al 2023, possiamo vedere che la debolezza dell’economia non ha lasciato indenne il mercato del lavoro“.

Il numero di disoccupati è cresciuto di 191.000 unità rispetto all’anno precedente.

La domanda di lavoro si è notevolmente indebolita nella seconda metà del 2022 e la tendenza è proseguita nel 2023. Tuttavia, rimane elevata in un confronto a lungo termine, come riporta Reuters.

Nel 2023 ci sono state in media 761.000 offerte di lavoro, 84.000 in meno rispetto all’anno precedente, ha detto l’agenzia.

Welfare aziendale: il Veneto si conferma leader in Italia grazie alle sue PMI

In Italia solo il 24% delle PMI investe in sostegni “di alto livello”.
L’esempio di Agenzia Omnia: asili nido, master all’estero per i figli, vacanze, check up sanitari per tutta la famiglia tra i servizi “spesati” per i dipendenti.

Tempo libero, ricreazione, assistenza sanitaria, educazione, fondi di previdenza. Gli ambiti di intervento previsti dai benefit inseriti nel Decreto Aiuti Quater approvato dal Governo per il 2023 sono molteplici e dimostrano quanto il Welfare Aziendale costituisca il futuro per il sistema imprenditoriale del Paese. Stando ai dati offerti dal Welfare Index PMI Report, oltre il 66% delle PMI italiane ha adottato, nel corso dell’anno, almeno un’iniziativa di welfare esterna ai Contratti collettivi di lavoro (CCNL) mentre il 34% ha adottato iniziative in applicazione ai Contratti nazionali. Nel dettaglio, le iniziative sono state rivolte principalmente alla “formazione professionale specialistica avanzata” (34,7%), alla “partecipazione a convegni o giornate di studio” (18,4%), al “sostegno alla spese per i tragitti casa/lavoro” (12,7%) e per l’erogazione “dei buoni pasto” (12,3%). Poco, o quasi nulla, è stato destinato dalle PMI italiane al sostegno alla cultura dei figli dei dipendenti, allo sviluppo del capitale umano, alla conciliazione vita/lavoro. Il Veneto, sempre secondo i dati del Report promosso da Generali, con una percentuale del 25,5% contro la media nazionale del 24,7% è la regione italiana più performante sul versante del welfare aziendale “di livello alto”, ossia con un’incidenza di valore sulle necessità esterne alla quotidianità operativa del lavoro di tutti i giorni. Un esempio virtuoso di welfare aziendale di “livello alto” è quello di Agenzia Omnia, storica società di pratiche auto di Padova, che, proprio sul finire del 2023, ha ampliato il proprio pacchetto di welfare per tutti i dipendenti integrandolo con incentivi per asili nido, master universitari all’estero per i figli dei dipendenti, sussidi per le vacanze estive, check up sanitari rivolti a tutti i membri della famiglia. Grazie alla consulenza di Patrimonio Assicurato, società che aiuta gli imprenditori ad accrescere il valore aziendale grazie all’utilizzo di ISO 31000 (certificazione sulla gestione del rischio), il piano integrato di welfare è stato ideato da Synotius, società specializzata nella realizzazione di piani integrati di welfare aziendale, in collaborazione con Riccardo Zanon, consulente legale per Agenzia Omnia: «Per studiare un piano su misura di Agenzia Omnia –spiega Riccardo Zanon– abbiamo cercato di intercettare prima di tutto le esigenze dei lavoratori anche al di fuori del contesto lavorativo, grazie ad alcuni questionari mirati, incontri per gruppi individuando le strategie adeguate a favorire sia il miglioramento della produttività aziendale sia il benessere e la soddisfazione dei lavoratori». Il piano di Welfare strutturato per i dipendenti comprende una cassa sanitaria che prevede la copertura per visite mediche e interventi specifici come richiesti dai dipendenti dell’agenzia a cui si aggiungono servizi gratuiti quali l’asilo nido, la babysitter, il doposcuola e i centri estivi oltre e ancora sostegni economici per università e libri scolastici, vacanze studio e master all’estero oltre a sostegni per lavoratori e familiari per le attività sportive e vacanze per famiglie. Inoltre, Synotius ha attivato alcune convenzioni e agevolazioni per tutti i lavoratori di Agenzia Omnia su viaggi e articoli di abbigliamento.

«Si tratta di un piano di livello elevatissimo di welfare –sottolinea Carlo Mastella, titolare di Agenzia Omnia– che abbiamo voluto fortemente e senza tentennamenti perché siamo consapevoli che la qualità di un’attività come la nostra si fonda sul valore delle persone che ne fanno parte, di come collaborano tra loro e interagiscono con i clienti. Non bisogna mai dimenticare il valore e la centralità dell’elemento umano. Ogni persona che fa parte di Omnia è più di un insieme di competenze professionali. Lavoriamo quotidianamente sul concetto di gruppo e di come questo si traduca in un valore aggiunto per i nostri clienti». L’impatto del welfare aziendale di alti livello, di cui il Veneto è esponente di prestigio nel panorama economico italiano, ha un impatto sulla produttività aziendale del 10% annuo (dati SDA Bocconi): «Un’azienda che sceglie di attivare un piano di welfare aziendale –conclude l’avvocato Zanon– ha a disposizione strumenti e può usufruire di fondi, per la maggior parte delle aziende ancora sconosciuti, che si traducono in una migliore qualità della vita e in benessere delle persone, con conseguente maggior profitto e riduzione del rischio di assenteismo o turn over, oltre a importanti sgravi fiscali».