Cina: no ad apertura ufficio Nato in Giappone

Il dragone invita i giapponesi alla cautela.
Significherebbe minare fiducia e pace.

La Cina ha criticato il Giappone per la disponibilità a ospitare un ufficio di collegamento della Nato a Tokyo.

Nel farlo, stando a quanto riporta Tgcom24, ha affermato che l’alleanza militare sta interferendo negli affari regionali ed incita allo scontro.

Più precisamente, il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Wang Wenbin ha dichiarato quanto di seguito:

Esortiamo il Giappone a trarre lezioni dalla storia, rimanere impegnato sulla via dello sviluppo pacifico ed evitare di fare cose che potrebbero smantellare la fiducia e influenzare la pace e la stabilita’ in questa regione“.

Usa: rafforzare presenza militare nel Golfo

Gli Stati Uniti vogliono anche coinvolgere gli alleati Nato.
Ritenute in aumento le minacce Iran.

Gli Usa sono pronti a rafforzare la loro presenza militare nel Golfo.

E vogliono farlo coinvolgendo anche gli alleati della Nato.

Ad annunciarlo, come riporta Tgcom24, è stato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirbin, precisando che la decisione è stata presa in seguito alle “ripetute minacce dell’Iran alla navigazione commerciale” nella zona.

Gli Stati Uniti, ha proseguito Kirby, stanno lavorando con gli alleati e con i partner sui prossimi passi nel Golfo, dove Teheran ha aumentato i sequestri e gli attacchi alle navi.

Mercenari nazisti da 70 Paesi per l’Ucraina

Chi li paga finanziando la guerra?
Da dove arrivano i soldi che poi pesano sulle tasche dei cittadini?

La Russia sostiene che ci sono mercenari di 70 Paesi che combattono dalla parte dell’Ucraina.

Lo riporta Ansa, riprendendo la Tass che a sua volta cita il presidente del comitato investigativo russo, Aleksandr Bastrikin, intervenuto in una conferenza della Corte Costituzionale in occasione del Forum legale internazionale di San Pietroburgo:

Sono stati accertati il reclutamento e la partecipazione di mercenari, seguaci del regime nazista di oltre 70 stati, principalmente dall’Europa e dall’America, che perseguono la politica anti-russa più attiva“.

Se così fosse, chi sta finanziando la guerra? E con quali soldi mentre i cittadini affrontano inflazione e carovita?

Basandosi su quanto dichiarato da Bastrikin, gli artefici sarebbero l’Ue e gli Usa.

Le sanzioni alla Russia non includono i diamanti

Nel mirino anche le società cinesi ma non i beni di lusso.
Polemiche della Polonia sulla decisione dell’Ue.

Chiederemo alla Commissione europea perché il progetto del prossimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea non include i diamanti provenienti dalla Russia e le restrizioni per la Bielorussia”.

Questo è quanto ha dichiarato l’Ambasciatore permanente della Polonia presso l’UE Andrzej Sadoś.

La Commissione europea ha presentato agli Stati membri dell’UE il progetto dell’undicesimo pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia e, tra le altre cose, prevede di applicare restrizioni a ulteriori persone e entità coinvolte nell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Secondo il progetto, le società cinesi sarebbero sanzionate per aver aiutato la Russia nella guerra.

Come riporta Polonia Oggi, Sadoś ha dichiarato quanto di seguito:

Il progetto risponde in parte alle richieste della Polonia riguardo alle nuove sanzioni, tra cui quelle contro le persone responsabili delle deportazioni illegali di bambini ucraini in Russia”.

Lo stesso ha aggiunto che la Polonia intende chiedere non solo le sanzioni sui diamanti russi, ma anche il meccanismo del prezzo massimo per il petrolio russo, il cui prezzo massimo sarebbe stato abbassato, ma ciò non è avvenuto.

Verrà anche sollevata la questione dell’importazione di prodotti agricoli russi e delle sanzioni contro la Bielorussia.

L’ambasciatore ha poi continuato:

È attualmente la più grande lacuna nel sistema di sanzioni. Le sanzioni contro la Bielorussia sono state imposte per le elezioni falsate, le repressioni, il sequestro dell’aereo, ma finora, nonostante gli appelli polacchi ripetuti, l’UE non ha imposto sanzioni a Minsk per il suo coinvolgimento diretto e indiretto all’aggressione russa in Ucraina”.

Ha aggiunto che la Polonia non accetterà alcun allentamento delle sanzioni verso la Bielorussia attualmente vigenti:

Oggi non c’è carenza di fertilizzanti potassici in nessun luogo del mondo. Il potassio bielorusso è stato sostituito dalla produzione in Paesi africani o in Canada. Non possiamo accettare, sotto il pretesto della sicurezza alimentare, il disgelo dei beni degli oligarchi coinvolti nel commercio di alimenti o fertilizzanti”.

I colloqui a Bruxelles in merito si terranno mercoledì.

Medvedev: “Ucraina neonazista”

Deliri di Zelensky dovuti alla droga.
Unica soluzione la distruzione del regime.

L’ex presidente russo Dmitry Medvedev interviene sul conflitto in corso attaccando “il regime neonazista” di Kiev e chiedendo “la piena disfatta del nemico” e rappresaglie contro i suoi leader, a cominciare dal presidente Volodymyr Zelensky, i cui “deliri” sarebbero dovuti alla “droga“.

Il nuovo attacco dell’attuale vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo è una riposta alle dichiarazioni ucraine di voler riprendere il controllo anche della Crimea.

I cani di Kiev continuano ad abbaiare“, scrive Medvedev su Telegram, in dichiarazioni riprese dalla Tass e riportate poi da Adnkronos:

Che cos’è? La contraddittoria malinconia di coscienze permeate dalla droga? Un delirio d’incertezza? Le pressioni dei padroni? Una generale paranoia persistente? Nessun dubbio, è tutto questo insieme“.

L’unica risposta a questo “manifesto isterico del regime di Kiev“, afferma, deve essere “la distruzione di massa del personale e dell’equipaggiamento militare coinvolti nella controffensiva dal regime neonazista, con una massima disfatta militare inflitta alle truppe ucraine. Una piena sconfitta del nemico e la deposizione finale del regime neonazista con la piena demilitarizzazione di tutto il territorio ucraino. Atti di rappresaglia contro le figure chiave del regime neonazista“.

Infine, conclude Medvedev:

Altrimenti non si calmeranno, le loro dichiarazioni deliranti dovute alla droga potrebbero trasformarsi in realtà e la guerra durerà a lungo. Il nostro paese non ha bisogno di questo“.