Hong Kong abbraccia la Cina: giganti del web se ne vanno

Al centro del dibattito la nuova legge sulla privacy.
L’ex colonia britannica sempre più nelle mani del Dragone.

Hong Kong si spinge sempre più verso la Cina.

Negli ultimi tempi abbiamo visto come la Cina abbia imposto leggi inerenti alla “sicurezza nazionale” che prevedano l’assenza di giuria nei processi (approfondimento al link) e come qualsiasi forma di democrazia stia per essere repressa (approfondimenti ai link 1 e link2).

Vista questa volontà dell’ex colonia britannica di abbracciare sempre più la Cina, i giganti del web minacciano di lasciare il Paese, smettendo di fornire servizi in segno di protesta per la decisione di modificare la legge sulla privacy.

Google, Facebook, Twitter ed Apple hanno infatti mandato una lettera all’Asia Internet Coalition, sostenendo che gli emendamenti proposti alla legge sulla privacy ad Hong Kong potrebbero vedere le persone colpite da “sanzioni severe”.

La lettera inviata al commissario della privacy dei dati personali, Ada Chung Lai-ling, è stata pubblicata anche dal Wall Street Journal e riporta quanto di seguito:

L’introduzione di sanzioni rivolte non è in linea con le norme e le tendenze globali. L’unico modo per evitare queste sanzioni per le società tecnologiche sarebbe quello di astenersi dall’investire e offrire i propri servizi a Hong Kong, privando così le imprese ed i consumatori di Hong Kong, creando al contempo nuove barriere al commercio.

Hong Kong, dal lato suo, non intende indietreggiare; la governatrice Carrie Lam, per esempio, ha detto che estenderà a più aree della società la legge sulla sicurezza nazionale ed ha descritto la legge imposta da Pechino come di seguito:

Il principale punto di svolta nel passaggio di Hong Kong dal caos all’ordine, con un effetto indiscutibile nella stabilizzazione della società. Faremo in modo che questo progetto venga compreso ed instaurato pienamente, estendendosi ad aree come la politica, società, economia, cultura, tecnologia, Internet, finanza e salute pubblica.

Tunisi in lockdown per 2 week-end

La misura restrittiva partirà il 10 luglio e non sarà rinnovabile.
Interessate 2,6 milioni di persone.

Stando a quanto riporta l’Ansa, Tunisi intende effettuare due week-end di lockdown a causa della pandemia da Covid-19.

La misura restrittiva è stata voluta dalla Commissione regionale di prevenzione delle catastrofi di Tunisi, indicando che il lockdown avverrà a partire dal 10 luglio, durerà due settimane e non sarà una misura rinnovabile.

Il lockdown interesserà l’area urbana di “Grand Tunis”, comprendente i governatorati di Tunisi, Ariana, Ben Arous e Manouba, per un totale di circa 2,6 milioni di persone.

L’annuncio è stato dato proprio dal governatore di Tunis, Chedly Bouallegue, a assuré à Mosaïque Fm.

Nigeria: rapiti liceali cristiani

Irruzione dei terroristi in una scuola.
Rapite anche infermiere e bambini piccoli.

Continuano le scorribande dei terroristi in Nigeria.

Stando a quanto riportato da Quotidiano.Net, infatti, è stata fatta irruzione da parte di uomini armati in un liceo cristiano protestante a Kaduna (nel Nord-Est della Nigeria), dove sono stati rapiti almeno 140 studenti.

A denunciare l’accaduto è Emmanuel Paul, un insegnante della Bethel Baptist High School, aggiungendo che almeno altri 25 studenti sarebbero riusciti a fuggire.

Un agente della polizia, invece, sostiene che non si sia ancora in possesso del numero esatto degli studenti sequestrati.

Poco tempo dopo, in un Centro medico nazionale per la tubercolosi situato a Kano, sono poi state rapite almeno 8 persone; un testimone citato anche dalla Bbc sostiene che le persone prese in ostaggio sarebbero più precisamente 12, tra cui 3 bambini piccoli ed un adolescente, oltre a diverse infermiere.

In merito a quest’ultimo episodio, la polizia ha dichiarato di essere stata attaccata da un gruppo armato che avrebbe usato l’assalto alla centrale come “diversivo per arrivare ai dormitori dei lavoratori del centro medico”, per poi scappare con i rapiti dileguandosi nella foresta vicina.

Daily Expose: i vaccinati hanno l’885% in più di possibilità di morte per Covid

Le persone completamente vaccinate sarebbero molto più soggette a morte per Covid dei non vaccinati.
Ecco i dati e le disamine pubblicati dalla rivista.

Le persone completamente vaccinate avrebbero un’ampia probabilità in più di morire di Covid rispetto alle persone non vaccinate.

Più precisamente, addirittura l’885% in più.

È quanto riporta il The Daily Expose, ripreso anche dal canale Telegram Giubbe Rosse, i cui dati a la discussione degli stessi è reperibile in forma completa a questo a link.

Marcia dei taleban su Kabul dopo ritiro Nato

Disertano i commando americani; polizia e militari passano dalla parte degli insorti.
I taleban impongono un governo parallelo: vicino il ritorno ad un narco-Stato.

Il ritiro delle truppe Nato dall’Afghanistan si è appena concluso (approfondimento al link) e già i taleban hanno raddoppiato i distretti che controllano.

Italia e Germania avevano ritirato i loro soldati in prima battuti, seguiti poi dagli Usa che hanno accelerato il ritiro sotto l’ordine del presidente Biden. Questo ha dato strada libera ai taleban che, dopo aver già messo a ferro e fuoco le province di Baghlan e Badakhshan, si sono imposti anche nei due distretti della provincia di Kapisa e puntano verso Faizabad con Kunduz ormai pronta a capitolare.

La capitale Kabul dista solo 65 chilometri ed in brevissimo tempo i taleban sono passati dal controllare 73 distretti ad amministrarne oltre 160 sui 407 totali, con altri 157 ormai prossimi a passare sotto il loro controllo.

Hanno disertato anche i “commando” addestrati dagli americani. Non solo: polizia e soldati passano, armi n pugno, dalla parte degli insorti.

Senza uomini sul campo non ci sarà più intelligence accurata, sostiene il Direttore della Cia William Burns:

La capacità di contrastare le minacce si ridurrà.

Nel giro di un anno i campi di oppio sono aumentati del 37% ed ora ricoprono una superficie pari a 224mila ettari: primo segnalo che l’Afghanistan stia tornando ad esse un narco-Stato.