Autore: Francesco Puppato
Politecnico Milano: primi 6 laureati in Ingegneria della mobilità
Corso di laurea magistrale interamente in inglese attivato nel 2019/20.
Svolto con la collaborazione di 19 enti/imprese del settore.
Ecco i primi sei laureati del corso di laurea magistrale in Mobility Engineering creato due anni fa dal Politecnico di Milano e svoltosi interamente in lingua inglese.
Il corso di laurea è stato svolto con la collaborazione di 19 enti/imprese del settore, tra cui Ferrovie dello Stato, Società Autostrade, Alstom e Brebemi.
Il Rettore di PoliMi, Ferruccio Resta, ha dichiarato che l’iniziativa consente di “anticipare le evoluzioni in atto e le esigenze del mercato del lavoro”.
Trattandosi di una nuova figura professionale, secondo il Politecnico il vantaggio occupazionale, per loro e per i futuri iscritti al corso, sarà decisamente competitivo: attualmente infatti una figura del genere in ingresso nel mondo del lavoro non esiste. I professionisti attualmente impiegati nel settore dei trasporti sono infatti ingegneri con un elevato livello di anzianità che provengono sì da una formazione specialistica (Ingegneria meccanica o elettrica), ma hanno completato e affinato le loro competenze nel corso dell’esperienza lavorativa, maturando una visione del settore che invece il neolaureato in Mobility Engineering governerà da subito. Essendo pronto ad affrontare il tema della mobilità a più livelli, partendo dalle infrastrutture terrestri (strada e rotaia) e dai sistemi regolatori e di sicurezza per passare all’erogazione di servizi di mobilità e agli scenari futuri di innovazione.
La materia ha un forte impatto anche con la transizione ecologica e digitale; il presidente della Conferenza dei rettori (Crui) sottolinea, infatti, quanto di seguito:
“Un percorso unico nel panorama accademico italiano che, dall’evoluzione tecnologica ai servizi, dalle infrastrutture all’ambiente, affronta un tema chiave per la competitività e lo sviluppo dei territori.”
Renato Mazzoncin, docente del corso di Mobility: infrastructures and services al Politecnico di Milano, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo A2A, continua:
“Il settore della mobilità ad oggi contribuisce a produrre circa un terzo dei consumi finali di energia e di questi il 92% è prodotto da combustibili fossili, i principali colpevoli del climate change. È chiaro che i prossimi trent’anni dovranno rivoluzionare il settore per come lo conosciamo.”
Migranti, Stati Ue a Bruxelles: “Finanziate i muri alle frontiere”
La richiesta arriva da 12 Stati.
Il tema sarà affrontato dai 27 membri a Lussemburgo.
Nuovi strumenti per proteggere le frontiere esterne di fronte ai flussi migratori, anche col finanziamento europeo di recinzioni e muri.
Questo è quanto hanno chiesto 12 Stati firmatari di una lettera inviata alla Commissione ed alla presidenza del Consiglio Ue.
I ministri dell’interno a firmatari sono stati quelli di Cipro, Austria, Polonia, Danimarca, Repubblica Ceca, Lettonia, Grecia, Ungheria, Slovacchia, Lituania, Bulgaria ed Estonia
Il tema del rafforzamento dei confini esterni dell’Unione sarà affrontato dalla riunione dei ministri dell’Interno dei 27 Stati membri in programma a Lussemburgo, ma come già visto in passato le forze messe in campo dall’Ue si sono sempre rivelate inconsistenti e dispendiose (approfondimento al link).
Nella lettera, più precisamente, si legge quanto di seguito:
“Evitare di sovraccaricare i sistemi di accoglienza. Si chiedono nuovi strumenti che permettano di evitare, piuttosto che affrontare in seguito, le gravi conseguenze di sistemi migratori e di asilo sovraccarichi e capacità di accoglienza esaurite, che alla fine influiscono negativamente sulla fiducia nella capacità di agire con decisione quando necessario. Queste soluzioni europee dovrebbero mirare a salvaguardare il sistema comune di asilo riducendo i fattori di attrazione; per garantire l’integrità e il normale funzionamento dell’area Schengen tutte le nostre frontiere esterne devono essere protette con il massimo livello di sicurezza. Le barriere fisiche sembrano essere un’efficace misura di protezione delle frontiere che serve l’interesse di tutta l’Ue, non solo degli Stati membri di primo arrivo. Questa misura legittima dovrebbe essere ulteriormente e adeguatamente finanziata dal bilancio dell’Ue in via prioritaria.”
Svezia e Danimarca sospendono Moderna per i giovani
In Svezia sospeso il vaccino per i nati dopo il 1991, in Danimarca per gli under 18.
Continua invece la vaccinazione con Pfizer.
Sospeso il vaccino Moderna per under 20 in Svezia e per gli under 18 in Danimarca.
L’agenzia sanitaria svedese ha preso la decisione a seguito di segnalazioni di possibili effetti collaterali rari, come la miocardite.
Stando a quanto riporta quotidianosanità.it, il rischio è stato definito “molto piccolo” e riguarderebbe in particolare la somministrazione della seconda dose.
In Danimarca, analogamente, a seguito dei dati preliminari di un nuovo studio che sembrano evidenziare rischi di miocardite ed un aumento del rischio di infiammazione cardiaca a seguito della vaccinazione con Moderna, si è deciso per la sospensione agli under 18.
Più precisamente, riscontrando un aumento di miocardite e pericardite tra i giovani e i giovani adulti che erano stati vaccinati, l’agenzia svedese ha dichiarato quanto di seguito:
“La connessione è particolarmente chiara quando si tratta del vaccino Spikevax di Moderna, specialmente dopo la seconda dose.”
Entrambi i Paesi procederanno esclusivamente con la vaccinazione Pfizer.