Cile: rivolte contro gli immigrati venezuelani

Aumento della criminalità nel Paese.
I manifestanti chiedono al governo maggiore sicurezza.

Il Cile è in rivolta contro gli immigrati.

Sono perlopiù i cittadini del nord del Paese a manifestare, geograficamente più interessati al fenomeno; come riporta “Euronews”, le proteste si sono concentrate contro gli immigrati venezuelani ai quali sono stati distrutti gli effetti personali.

Il motivo risiede nell’incremento della criminalità seguito al flusso di migranti, con migliaia di cittadini cileni scesi per le strada a manifestare per chiedere al governo maggiore sicurezza.

Crisi Russia-Ucraina, Usa: Siamo pronti a tutto

Mosca respinge ogni accusa, ma sposta truppe ed attrezzature militare al confine?

È un tema molto caldo, quello inerente al conflitto tra Russia ed Ucraina.

Si è detto che il clima teso terrà alti i livelli di inflazione ed i costi energetici (approfondimento al link), con l’Ue che si è schierata al fianco dell’Ucraina (approfondimento al link) e le almeno apparenti due settimane di tregua diplomatica che potrebbe portare ad una soluzione non violenta (approfondimento al link).

Ora interviene anche Joe Biden e lo fa per mettere bene in chiaro che gli Usa sono pronti a tutto, in caso di atteggiamento violente da parte di Vladimir Putin.

Più precisamente, le parole del presidente americano sono state le seguenti:

Alle Nazioni Unite abbiamo mostrato la piena natura della minaccia di Mosca alla sovranità ed integrità territoriale dell’Ucraina e ad i principi base dell’ordine internazionale.

Biden, comunque, ha invitato a seguire innanzitutto la strada della diplomazia per uscire dalla crisi.

Mosca, da parte sua, respinge ogni attacco ma stando a quanto riporta “Euronews” sta spostando truppe ed attrezzature militare al confine con l’Ucraina.

Enel Energia: multa da 26,5 milioni dal Garante della privacy

Telemarketing aggressivo.
La società si dichiara estranea ai fatti.

Il Garante della privacy ha multato Enel Energia per 26,5 milioni di euro.

L’accusa è quella di aver trattato illecitamente i dati personali degli utenti ai fini di telemarketing aggressivo, con la società che dovrà anche adottare una serie di misure dettate dell’Autorità per conformarsi alla normativa nazionale ed europea sulla tutela dei dati.

L’attività di verifica e controllo da parte del Garante era stata avviata a causa di numerose segnalazioni avvenute da parte degli utenti che lamentavano la ricezione di telefonate promozionali indesiderate, in nome e per conto di Enel Energia, a volte anche su disco preregistrato.

L’autorità ha notato un netto e preoccupante aumento del fenomeno di telemarketing con l’approssimarsi della scadenza per il passaggio dal mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas al mercato libero, facendo chiaramente intuire che il trattamento dei dati personali fosse stato violato.

Nel corso dell’istruttoria è emerso un cronico, intenso e sempre più invasivo fenomeno di telefonate promozionali indesiderate, in assenza del necessario consenso, verso utenze riservate o iscritte al Registro delle opposizioni, oltre al tardivo o mancato riscontro a istanze di esercizio dei diritti di accesso ai dati personali o di opposizione al trattamento per finalità di marketing.

Come riporta “Il Sole 24 Ore”, la società si ritiene estranea ai fatti e ritiene l’accaduto un fenomeno fraudolento; più precisamente, le dichiarazioni di Enel Energia sono state le seguenti:

Con riferimento al provvedimento emesso in data 18 gennaio 2022 dal Garante Privacy, Enel Energia, Società del Gruppo Enel, precisa di aver sempre agito nel pieno rispetto della normativa, di essere estranea alle condotte di ’chiamate indesiderate’ e di aver sempre applicato misure di prevenzione dei rischi per la gestione di canali telefonici a scopo commerciale.

La società, nella nota, conclude poi dicendo che il fenomeno fraudolento dell’esistenza di operatori abusivi che si spacciano per agenti di Enel Energia esponga la stessa società a “danni rilevanti anche sotto il profilo dell’immagine.

Portogallo: socialisti al governo

Vince il partito del premier Costa.
Forte crescita dell’estrema destra.

Antonio Costa, leader del partito socialista, ha vinto le elezioni generali anticipate del Portogallo.

La vittoria è stata consistente, tanto da permettere al premier di formare una maggioranza parlamentare monopartitica, superando i 117 seggi sui 230 totali ancora prima della fine dello scrutinio che gli hanno permesso di staccarsi anche dai vecchi alleati della sinistra radicale e governare da solo.

Proprio la sinistra radicale aveva causato le elezioni anticipate rifiutando la bozza di bilancio per il 2022, ma Costa ha superato addirittura il numero di preferenze raccolte nel 2019.

A fare notizia però, come riporta “Tgcom24”, è anche la forte crescita dell’estrema destra.

Antonio Costa, 60enne ex sindaco di Lisbona, ha dichiarato quanto di seguito:

Una maggioranza assoluta non è il potere assoluto, ma una accresciuta. È una vittoria per l’umiltà, la fiducia e la stabilità.

Emanuele Filiberto pronto a dare guerra per i gioielli

Pronti ad andare fino alla Corte Europea.
I gioielli di Casa Savoia sono nel caveau della Banca d’Italia dal 1946.

Emanuel Filiberto di Savoia, erede della Casa Reale, rivendica la titolarità dei gioielli di Casa Savoia custoditi nel caveau della Banca d’Italia dal giugno 1946 e si dice disposto ad andare fino alla Corte Europea, se sarà necessario.

Come riporta “HuffPost”, durante un’intervista a “Il Corriere della SeraEmanuele Filiberto ha dichiarato quanto di seguito:

Non è un atto ostile verso l’Italia, tantomeno verso il premier Draghi. Ha tutta la stima della famiglia Savoia e personalmente ricordo di aver già affrontato con lui il tema dei gioielli anni fa. Su questa battaglia la famiglia è molto unita. Anche perché a 75 anni da quel 1946 era tempo di venire allo scoperto per chiedere indietro quanto è di Casa Savoia: solo la restituzione di beni privati di famiglia. Come è stato restituito negli anni alle ex famiglie regnanti di Jugoslavia o Bulgaria, persino agli eredi degli zar. Ho il massimo rispetto delle istituzioni e della figura di Draghi. Anzi ricordo che già al tempo dei Giochi invernali di Torino 2006 anche la regione Piemonte s’interessò per esporre a Torino i gioielli. Da Bankitalia non ci furono questioni, ma tutto si bloccò perchè serviva il nullaosta della presidenza del Consiglio. L’importante è che dopo averli tenuti sotto chiave per 75 anni tornino alla luce. Ma prima che ce li restituiscano, poi decideremo in quale forma renderli di fruizione pubblica.”