Autore: Francesco Puppato
Stellantis investe 200 milioni in Algeria
Prevista la costruzione dello stabilimento entro agosto 2023.
Verranno prodotti 6 modelli Fiat.
Stellantis pronta ad investire 200 milioni di euro in Algeria.
Il gruppo ha annunciato il lancio dello stabilimento di Tafraoui-Orano (appunto in Algeria) del marchio Fiat con un’ampia gamma di modelli per soddisfare le aspettative dei clienti algerini.
Come riporta Today Online, l’annuncio è arrivato durante una cerimonia presieduta da Ali Aoun, Ministro dell’Industria e della Produzione Farmaceutica e da Tayeb Zitouni, Ministro del Commercio e delle esportazioni.
Presenti anche Giovanni Pugliese, Ambasciatore d’Italia in Algeria, Abdelkrim Touahria, Ambasciatore d’Algeria in Italia, Samir Cherfan, Chief Operating Officer di Stellantis Middle East and Africa, Olivier François, Chief Executive Officer di FIAT e Global Chief Marketing Officer di Stellantis e Hakim Boutehra, Managing Director di Stellantis Algeria, Tunisia.
Ali Aoun, Ministro dell’Industria e della Produzione Farmaceutica, ha dichiarato quanto di seguito:
“Sostenere il progetto Fiat e quindi lo sviluppo dell’ecosistema automobilistico in Algeria ha un significato simbolico storico che riflette le buone relazioni di lunga durata tra i due Paesi. Unendo i nostri sforzi, questo progetto diventerà un punto di riferimento in termini di integrabilità e complementarità. Attualmente, stiamo conducendo uno studio nella fabbrica che probabilmente aprirà grandi orizzonti per andare oltre le ambizioni primarie“.
Questa fase di investimento concretizza l’accordo sulle specifiche automobilistiche sottoscritto a novembre 2022 con l’Agenzia algerina per la promozione degli investimenti (Algerian Investment Promotion Agency – AAPI) che ratifica l’accordo quadro firmato il 13 ottobre, che a sua volta ha dato il via allo sviluppo delle attività industriali, post-vendita e di ricambi per FIAT, uno dei marchi simbolo di Stellantis, e del settore automobilistico in Algeria.
La prima serie di investimenti da parte di Stellantis e dei suoi fornitori per la produzione dei quattro modelli ammonterà a oltre 200 milioni di euro.
L’Algeria rappresenta uno dei fattori chiave del piano strategico Dare Forward 2030 di Stellantis per il Medio Oriente e l’Africa (MEA).
Il lancio del marchio FIAT aprirà la strada per realizzare l’ambizione di Stellantis MEA di raggiungere un milione di veicoli venduti nella regione entro il 2030 con un’autonomia produttiva regionale del 70% e di avvicinarsi, in tal modo, alle esigenze dei clienti.
La fase di costruzione dello stabilimento di Tafraoui-Orano sarà completata entro agosto 2023 e la produzione della prima Fiat 500 è prevista per la fine del 2023.
Entro il 2026, lo stabilimento creerà quasi 2.000 nuovi posti di lavoro in loco, raggiungerà un tasso di localizzazione superiore al 30%, una capacità produttiva di 90.000 veicoli all’anno e realizzerà quattro modelli FIAT.
Per garantire un elevato livello di assistenza ai clienti algerini, la rete di vendita e post-vendita coprirà 28 Wilaya in Algeria entro la fine del 2023.
Sul tema è intervenuto anche Samir Cherfan, Chief Operating Officer di Stellantis Middle East and Africa:
“Stellantis è fortemente attiva in Algeria e metterà a disposizione il suo vasto know-how globale e regionale in termini di produzione e prestazioni commerciali. Stiamo mettendo questa esperienza al servizio del progetto Fiat in Algeria per garantire una produzione all’avanguardia, servizi commerciali di alto livello e la migliore customer experience sul mercato. Desidero ringraziare le autorità algerine, i nostri partner locali e i team che stanno lavorando con impegno per rendere possibile il progetto FIAT in Algeria!“.
Infine Olivier François, CEO del marchio FIAT, ha concluso:
“Celebriamo il ritorno in Algeria di Fiat: un marchio iconico con una delle cinque tradizioni automobilistiche più longeve al mondo. Dal 1899 la missione del nostro brand non è cambiata: fornire risposte accessibili e intelligenti alle esigenze di mobilità di ogni cliente. La 500 Hybrid sarà la prima FIAT a essere costruita in Algeria, seguita rapidamente dal Doblò e, tra qualche anno, anche da un nuovissimo modello (al momento ancora tra le mani dei nostri designer). Ma già oggi stiamo aprendo gli ordini per la 500 Hybrid e per le due “stelle per la famiglia”, la Tipo e la 500X, e per le nostre stelle del mondo LCV: Ducato, Scudo e Doblò. In Algeria, quindi, c’è già una FIAT per ogni esigenza“.
Ungheria: non arresteremo Putin. Cpi: siete obbligati
Budapest si oppone alla Corte penale internazionale: decisione ostacola fine della guerra.
L’Ungheria non arresterebbe Vladimir Putin se mettesse piede sul suo territorio.
Budapest, quindi, dichiara di non aver intenzione di rispettare la decisone presa della Cpi di emanare un mandato d’arresto per Putin.
A dirlo, come riporta ANSA, è Gergely Gulyás, capo di gabinetto del premier ungherese Viktor Orban.
Sebbene Budapest abbia aderito alla Corte penale internazionale, ha spiegato, il trattato “non è stato ancora promulgato” poiché “contrario alla Costituzione“.
Il mandato di arresto, ha aggiunto Gulyàs, è inoltre “infelice” perché ostacola ulteriormente la fine della guerra.
Di contro, secondo un portavoce della Corte penale internazionale interpellato dall’ANSA, l’Ungheria invece “ha ratificato il trattato nel 2001″ ed ha “l’obbligo di cooperare con la Corte nel quadro dello Statuto di Roma“.
Ue: sì a motori a combustione dal 2035 se e-fuel
Cambio di rotta: si vira sui combustibili sintetici.
Decisivo il pressing della Germania.
Dopo aver fortemente puntato sull’elettrico, l’Ue cambia rotta.
La Commissione europea ha proposto di consentire la vendita di nuove auto con motori a combustione interna dopo il 2035, purché funzionino solo con e-fuel (combustibili sintetici) a impatto climatico zero, secondo un documento mostrato martedì.
Cedendo alle pressioni tedesche, la commissione ha suggerito che tali veicoli potrebbero essere tra quelli consentiti dal 2035, ma la loro tecnologia deve essere in grado di impedire al veicolo di circolare se vengono utilizzati altri carburanti.
Così il documento che delinea le proposte della Commissione al ministero dei Trasporti tedesco, ministero che lunedì ha affermato che i colloqui con la Commissione sulla prevista fine dei nuovi motori a combustione a partire dal 2035 stanno andando avanti, ma ha aggiunto di non poter dire quando sarà raggiunto un accordo.
Dopo mesi di trattative, l’anno scorso il Parlamento europeo, la Commissione europea e gli Stati membri dell’Unione europea hanno concordato la legge che renderebbe di fatto impossibile vendere auto con motore a combustione a partire da quella data.
Sul tema è intervenuta anche Giorgia Meloni che, come riporta RaiNews, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo, ha dichiarato quanto di seguito:
“Ci opponiamo a proposte come il regolamento delle emissioni di CO2 per le auto e a quella di efficientamento degli edifici. Rischiano di esporci a nuove dipendenze strategiche. Il percorso verso una economia verde deve essere sostenibile dal punto di vista sociale ed economico, per questo ci opponiamo a proposte come il regolamento sulle emissioni dell’anidride carbonica delle auto ed alle norme sull’efficientamento energetico degli immobili perché così si traducono in una penalizzazione dei nostri cittadini e delle nostre imprese e rischiano di sottoporci ad altre dipendenze energetiche. Il Consiglio europeo affronterà nuovamente il tema della sicurezza energetica, con l’obiettivo principale di valutare l’efficacia delle misure intraprese finora e di verificare lo stato di preparazione in vista del prossimo inverno“.
Giorgetti: sistema bancario italiano tranquillo
Preoccupazioni generali dopo il caso Credit Suisse.
Il ministro: situazione europea sotto controllo.
C’è tensione nel mercato.
Sia per i casi di SVB (approfondimento al link) e di Silvergate Bank (approfondimento al link), ma soprattutto a causa del recente caso legato a Credit Suisse e la trattativa in corso con Ubs per il salvataggio (approfondimento al link).
Il ministro dell`Economia Giancarlo Giorgetti, a margine di un evento organizzato da Intesa Sanpaolo, in merito alla tenuta del sistema bancario dopo il salvataggio di Credit Suisse e più in generale sull`intervento delle banche centrali, è intervenuto sul tema portando rassicuraizoni verso il sistema bancario italiano ed europeo.
Più precisamente, come riporta Italia Oggi, le sue parole sono state le seguenti:
“Mi sembra che adesso i mercati si siano un attimino calmati, credo che la situazione in Europa sia sotto controllo. Noi siamo in costante contatto con le autorità di regolazione soprattutto per il sistema bancario italiano siamo tranquilli“.