La gamma dei modelli sarà ridotta del 50% in base ai mercati più attrattivi.
Le possibilità di allestimento e optional vari saranno ridotti fino al 75%.
Dopo le recenti notizie inerenti alla chiusura di 4 stabilimenti, il taglio di 100.000 dipendenti e la riduzione di 50 miliardi di investimenti (approfondimento al link), dopo la riunione del consiglio avvenuta ieri 9 luglio, ecco il quadro della situazione, come riporta motor1.com:
“Nel corso della riunione odierna, il consiglio di amministrazione del Gruppo ha presentato al consiglio di sorveglianza un ampio pacchetto di misure articolato in 12 iniziative e la visione-obiettivo 2030. In un contesto di mercato globale, è fondamentale rendere l’azienda ancora più solida, efficiente e rapida. Il consiglio di amministrazione del Gruppo ha già avviato l’attuazione delle prime misure del suo piano per il futuro. Tra queste rientrano, nell’immediato, la riduzione della complessità e della varietà di versioni nel portafoglio prodotti, un orientamento ancora più regionale di prodotti, tecnologie e sviluppo nei mercati, l’adeguamento delle capacità della rete produttiva alle attese del mercato, nonché la semplificazione delle strutture e del portafoglio partecipazioni.“
In parole povere: il Gruppo Volkswagen – ed è bene sottolineare la parola Gruppo, la strategia comprenderà infatti tutti i brand (Volkswagen, Audi, Porsche, Seat, Lamborghini, Ducati e Skoda) – produrrà meno modelli di auto.
Più precisamente, la gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e si concentrerà sui segmenti di mercato più attrattivi. La complessità dell’offerta – per esempio il numero di possibili opzioni di allestimento – sarà ridotta fino al 75%.
La riduzione dell’organico potrebbe arrivare a 100.000 dipendenti.
Previsti anche tagli di 50 miliardi di investimenti.
Volkswagen intende chiudere quattro stabilimenti a partire dal 2031: lo rivela lo Spiegel, poi citato da Agi, spiegando che il più grande gruppo automobilistico tedesco intende attuare tagli massicci.
Oltre alla chiusura degli impianti, è previsto infatti che gli investimenti diminuiscano di circa 50 miliardi di euro.
Volkswagen, che già a marzo aveva annunciato 50.000 tagli di posti di lavoro in Germania entro il 2030, sta valutando di procedere a ulteriori tagli.
Lo riporta, citando due fonti anonime, il quotidiano tedesco Manager Magazin secondo il quale la riduzione dell’organico potrebbe arrivare fino a 100 mila dipendenti nei prossimi anni. Il gruppo tedesco, come il resto dell’industria automobilistica, è in crisi, colpito dall’impennata dei costi energetici, dalla crescente concorrenza cinese, dalle difficoltà nel passare all’elettrico e dalle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
Lo scorso 30 aprile, il gruppo che riunisce in totale dieci marchi (tra cui, oltre a VW, Audi, Lamborghini, Porsche, Skoda, Ducati e Seat) aveva annunciato un calo del 28% dell’utile netto nel primo trimestre e aveva dichiarato di voler accelerare, di conseguenza, il proprio programma di risparmio.
Tra gli stabilimenti più orientati alla chiusura, troviamo quelli di Emden e Zwickau.
L’azienda italiana partecipa al progetto Life Biobcompo sponsorizzato dall’ue.
La produzione avverrà nello stabilimento di Sosnowiec, in Polonia.
Vera e propria rivoluzione nel mondo dell’automotive: componentistica a base di plastica e fibre di cellulosi biocompositi.
Regina e pioniera del progetto è l’azienda SAPA Group s.p.a. che produrrà a Sosnowiec, in Polonia, prodotti per il mondo dell’automotive sulla base del progetto Life17 sponsorizzato dall’Unione Europea.
Il Gruppo beneventano SAPA, fornitore di componenti per le principali case automobilistiche mondiali, implementerà la produzione dell’ultimo tipo di bio-componenti nello stabilimento polacco.
I nuovi componenti contribuiranno a ridurre il peso dei veicoli e quindi l’impatto ambientale dell’industria automobilistica; la produzione rientra nel progetto europeo Life Biobcompo, che coinvolge il Gruppo SAPA, FCA Italy e il Centro Ricerche Fiat (Gruppo Stellantis) e il Gruppo Sòphia.
l progetto europeo ha prodotto una tecnologia innovativa basata su nuove formulazioni di materiali biocompositi a base di plastica e di fibre di cellulosi biocompositi: materie prime per la produzione di componenti automobilistici, destinati alle auto del gruppo Stellantis, che consentiranno di ridurre il peso dei componenti.
Questo, a sua volta, ridurrà il peso complessivo dell’auto e quindi ridurrà anche le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Più precisamente, le nuove tecnologie adottate consentono di ridurre il peso di un singolo componente fino all’8% rispetto alle plastiche comunemente utilizzate nella produzione attuale.
SAPA, come riporta anche Il Sole 24 Ore, si è inoltre avvantaggiata del know how del metodo One-Shot: il metodo brevettato più veloce e sostenibile al mondo per la produzione di componenti automobilistici.
Alfonso Molaro, ingegnere del dipartimento R&S di SAPA, afferma quanto di seguito:
“Il progetto LifeBiobcompo mira a una significativa riduzione delle emissioni complessive di anidride carbonica. Durante il progetto, realizzato con l’aiuto dello strumento finanziario comunitario LIFE17 per la mitigazione dei cambiamenti climatici, sono state sviluppate e ottimizzate formulazioni di biocompositi a bassa densità per sostituire i materiali tradizionalmente utilizzati nei componenti automobilistici. I componenti automobilistici prodotti con i nuovi biocompositi hanno superato tutti i test di qualificazione e saranno installati nelle auto del gruppo Stellantis. Un esempio è il cruscotto della Lancia Ypsilon, che sarà realizzato con un biocomposito termoplastico ad alte prestazioni termiche e meccaniche, composto da polipropilene rinforzato con il 20% in peso di fibra di cellulosa e il 10% in peso di fibra di vetro“.
SAPA, fondata nel 1974 da Angelo Affinita, è un gruppo industriale italiano specializzato nella produzione di componentistica all’avanguardia nell’industria automobilistica ed è un fornitore diretto per note case automobilistiche come Volkswagen, FCA, CNH, Iveco, BMW, Ferrari, Aston Martin, Rolls Royce, Porsche, Audi, Skoda, Seat.
Gestisce 10 stabilimenti in Italia, in Europa e Asia con 140 presse e impiega oltre 1.700 persone.
L’azienda, che nel 2021 prevede un fatturato di circa 250 milioni di euro, ognianno produce oltre 61 milioni di pezzi per autoveicoli.
La produzione comprende componenti degli interni vettura, esterni e vano motore.
Per mantenere la sua posizione di leadership nel mercatoSAPA, da sempre orientata all’innovazione, investe il 4,5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo.
La famiglia Affinita, proprietaria di SAPA Group S.p.A.