Dall’Europa 130 miliardi in 3 anni.
Il controsenso: l’Ue è però la prima a dire che per Salute, Ricerca e altro non ci sono soldi per i cittadini degli Stati membri.
In tre anni di conflitto, Unione europea, Svizzera, Regno Unito e Norvegia hanno fatto partire aiuti per 130 miliardi di euro all’Ucraina.
Dagli Stati Uniti, invece, sono arrivati 114 miliardi.
I dati sono riportati da Il Sole 24 Ore che, a sua volta, cita l’Istituto di Kiel per l’economia mondiale, che precisa anche come dagli Usa i finanziamenti fossero stati ridimensionati verso la metà del 2023: il Congresso aveva infatti al tempo bloccato le leggi sugli aiuti anche per il crescente malcontento nazionale (approfondimento al link).
I trasferimenti sono poi tornati a crescere negli ultimi mesi di governo Biden ma ora sarà Trump a decidere la linea.
Quello che fa discutere, con particolare riferimento all’Europa, è il sentirsi dire che per la Salute, la Ricerca o altre cose non vi siano soldi e vi siano vincoli di bilancio da rispettare, quando poi si vanno a donare 130 miliardi di euro in 3 anni ad un Paese che non è nemmeno uno Stato membro dell’Ue o della Nato.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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