Netanyahu: a Gaza non ci saranno né Hamas né Fatah

Il premier: “non permetterò che Israele ripeta l’errore di Oslo”.
Ma in molti lo accusano della situazione.

Gaza non sarà un Hamastan e nemmeno un Fatahstan“.

Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu, come riporta Ansa, riferendosi al futuro della Striscia e alle “divergenze d’opinione con gli Usa” su questo tema.

Lo stesso ha poi aggiunto quanto di seguito:

Non permetterò che Israele ripeta l’errore di Oslo, non consentirò che dopo l’enorme sacrificio compiuto dai nostri combattenti entri a Gaza chi educa al terrore, chi lo sostiene, chi lo finanzia“.

Proprio su questi temi, però, i media israeliani ritengono lo stesso Netanyhau responsabile per l’attuale situazione, accusandolo di aver promosso la crescita di Hamas per frammentare la Palestina anche tramite l’afflusso di capitali dal Qatar (approfondimento al link); proprio quei finanziamenti che oggi lui attacca.

Caccia americano si schianta nel mar Giallo

Decollo avvenuto a Gunsan (180 km da Seul).
Pilota tratto in salvo.


Un caccia F-16 americano si è schiantato nel mar Giallo.


Lo riferisce l’agenzia sudcoreana Yonhap, secondo cui il pilota è riuscito a catapultarsi seguendo le procedure d’emergenza prima della caduta.


Come riporta Tgcom24, il jet è finito in acqua dopo il decollo, avvenuto da una base aerea a Gunsan, a circa 180 chilometri a sud di Seul, nella ricostruzione fatta da fonti a conoscenza del dossier, che hanno anche chiarito che il pilota è stato tratto in salvo.


Siria: base Usa sotto attacco da milizie filo-Iran

Altro attacco alle basi Usa in Siria a distanza di poco tempo.
Prima attaccata anche la base in Iraq.

Combattenti filo-iraniani presenti in Siria hanno annunciato poco fa di aver preso di mira la base militare statunitense di Tell Baydar, nella Siria nord-orientale.

Stando a quanto riporta Ansa, lo si apprende da un comunicato diffuso sugli account social della Resistenza islamica in Iraq, sigla che raccoglie una serie di gruppi armati operativi in Siria e in Iraq e sostenuti da Teheran.

Non è la prima negli ultimi tempi che accade qualcosa simile, dati i recenti attacchi via drone alle basi Usa sempre in Siria (approfondimento al link) e quelli precedenti in Iraq (approfondimento al link).

Usa: Congresso approva piano per evitare shutdown ma ferma finanziamenti a Ucraina e Israele

Erano previsti oltre 61 miliardi per l’Ucraina.
Cambio di decisione: pesano crollo dei consensi di Biden e avversione americani a guerra in Ucraina.

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la proposta del neo presidente della Camera Mike Johnson, eletto meno di un mese fa dopo che Kevin McCarthy è stato estromesso all’inizio di ottobre, per evitare lo shutdown del governo: i finanziamenti al governo verranno mantenuti fino all’inizio del prossimo anno, anche se verranno rimandati i miliardi di dollari di finanziamenti per Ucraina e Israele.

Un totale di 209 democratici hanno votato con 127 repubblicani per sostenere il piano, che necessita di una maggioranza di due terzi per essere approvato utilizzando un processo accelerato, come riporta First Online.

93 repubblicani hanno votato contro il piano del loro nuovo leader, insieme a 2 democratici.

La decisione cade nel giorno dell’incontro tra Xi Jingping e Joe Biden, primo tentativo di disgelo dopo un anno difficile, e che forse può aver influenzato la decisione presa.

La misura tampone passerà ora all’aula del Senato, dove i leader di entrambe le parti hanno indicato che la sosterranno.

I leader del Senato avranno bisogno della collaborazione di tutti i senatori per superare gli ostacoli procedurali e rispettare la scadenza di venerdì sera, quando scadono i finanziamenti federali, per evitare uno shutdown che potrebbe portare tra l’altro al licenziamento di milioni di lavoratori federali.

Poi dovrà essere firmata dal presidente Joe Biden, mentre Johnson avrà tempo fino al prossimo anno per negoziare la spesa annuale.

La Casa Bianca, che inizialmente aveva reagito duramente al disegno di legge, ha ammorbidito la sua posizione. Probabilmente hanno pesato i recenti sondaggi che vedono Biden a picco nei gradimenti e gli americani stufi di finanziare guerre non loro (approfondimento al link).

Il disegno di legge non comprende i miliardi di dollari di aiuti aggiuntivi per Israele e Ucraina richiesti in un primo tempo dalla Casa Bianca, che aveva richiesto più di 61 miliardi di dollari di ulteriore assistenza per l’Ucraina come parte di un pacchetto complessivo di quasi 106 miliardi di dollari che comprende finanziamenti per Israele, operazioni sul confine tra Stati Uniti e Messico e il rafforzamento degli alleati nella regione indo-europea (compreso Taiwan).

Argentina, Milei: se vinco, non avrò relazioni con Russia, Cina e Brasile

L’ultraliberale ritiene che i due Paesi non rispettino le libertà individuali. A rischio 2 milioni di posti di lavoro.
Si schiera con Usa e Israele.

Il candidato ultraliberale alla presidenza dell’Argentina, Javier Milei, ha ribadito che un suo eventuale governo non manterrà relazioni con Paesi che non rispettano le libertà individuali come Russia e Cina, ma ha smentito che questo implicherebbe la chiusura delle relazioni commerciali con tali Paesi.

Nell’ultimo dibattito televisivo in vista del ballottaggio del 19 novembre, come riporta Ansa, Milei ha detto quanto di seguito:

Ho affermato in ripetute occasioni il mio allineamento con gli Stati Uniti, con Israele e con il mondo libero e non sono disposto a intavolare relazioni con quelli che non rispettano la democrazia liberale, e che non rispettano le libertà, ma le relazioni commerciali le stabiliscono i privati“.

Il candidato del peronismo moderato (centro sinistra), Sergio Massa, ha sottolineato a sua volta che una rottura delle relazioni commerciali con il Brasile, il cui presidente è stato tacciato di “comunista” da Milei, signifcherebbe “la perdita di due milioni di posti di lavoro“.