Europa, industria: La Polonia può superare la Germania

La Polonia può diventare il nuovo centro industriale europeo.
Produzione pro capite polacca +85%, quella tedesca +46%. Media Ue +55%.

Il giornale britannico “Daily Telegraph” scrive del crescente potenziale industriale della Polonia, notando che il paese potrebbe assumere il ruolo di centro industriale europeo al posto della Germania.

La Germania sta affrontando problemi come l‘aumento dei prezzi del gas e una diminuzione della produzione industriale, mentre la Polonia sta crescendo rapidamente.

I dati mostrano che la produzione industriale pro capite in Polonia è aumentata dell’85% nell’ultima decade, raggiungendo un livello di 43.113 USD.

In Germania, questa crescita è stata solo del 46% e l’Unione Europea nel suo complesso ha una media del 55%.

La quota dell’industria nel PIL della Germania è diminuita, mentre è aumentata in Polonia, come riporta Polonia Oggi.

I fattori che contribuiscono alla resilienza dell’economia polacca includono il sostegno governativo, i minori costi del lavoro e la crescente tendenza al “nearshoring“, in cui le aziende spostano la produzione più vicino al loro paese d’origine.

La Polonia è diventata una posizione attraente per gli investimenti industriali, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto.

La Polonia mira ad attirare investimenti stranieri in nuove tecnologie, come fabbriche di chip Intel e per batterie per veicoli elettrici.

L’infrastruttura è un fattore chiave per il successo e la Polonia ha costruito significativamente più autostrade della Germania nell’ultima decade.

Allo stesso tempo, la Germania sta affrontando problemi legati ai prezzi del gas e dell’elettricità, con alcune aziende che spostano o riducono le proprie attività.

La Polonia, d’altro canto, sta cercando di implementare fonti di energia rinnovabile, tra cui centrali nucleari, per garantire stabilità energetica per la propria industria.

Mentre la Germania rimane leader nella produzione industriale nell’UE, la Polonia sta crescendo dinamicamente e potrebbe presto assumere la corona del centro industriale europeo.

Migranti: Polonia dice no al patto Ue

Morawiecki: i migranti illegali compiono il 70% dei crimini.
In Svezia si deve ricorrere all’esercito perchè la Polizia non basta.

Non bastavano le recenti tensioni tra Berlino e Varsavia, scaturite da uno spot di Jarosław Kaczyński, il capo del partito del governo, in cui si mette in luce la fine dell’obbedienza polacca verso la Germania al contrario di quanto accadeva invece con Donald Tusk (approfondimento al link), ora arriva anche la questione immigrazione.

Quando Italia e Germania sembravano aver trovato la quadra per firmare il patto europeo sulla gestione dell’immigrazione, ecco che arriva il “No” della Polonia a mandare tutto lall’aria.

il premier polacco Mateusz Morawiecki, infatti, ha detto che la Polonia non aderirà ad alcun sistema di ricollocamento o distribuzione dei migranti.

Morawiecki ha precisato che la decisione poggia su motivi di sicurezza per il proprio Paese; più nel dettaglio, riporta che, prendendo i dati delle Polizie europee si noto come il 70% dei crimini sia effettuato dagli immigrati illegali e che, parlando con gli altri premier, si evincono situazioni in cui la Polizia non è più sufficiente a gestire i crimini portati dal medesimo fenomeno e che i governi si trovano a dover far intervenire l’esercito (citando Svezia e Marsiglia).

Di seguito, il video dell’intervista con le dichiarazioni del premier polacco, in lingua originale e con i sottotitoli in inglese, rilasciata a Granada, in Spagna:

Tensione alle stelle tra Berlino e Varsavia

Spot polacco sulla fine della “sudditanza” verso la Germania.
La Polonia chiede 1,3 miliardi in riparazioni di guerra.

Il quotidiano Financial Times ha pubblicato un articolo nel quale si sottolinea la relazioni sempre più difficile tra Varsavia e Berlino, facendo riferimento allo spot elettorale del PiS in cui Jarosław Kaczyński (il capo del partito del governo) recita una scena di un chiamata con un funzionario tedesco.

Nello spot, come riporta Polonia Oggi, un funzionario a quanto pare sta convincendo Kaczyński ad aumentare l’età pensionabile. Il presidente dice: “Non c’è più Tusk e queste cose sono finite.

Il Financial Times scrive che “l’intenzione politica di questo spot era seria: presentare il leader dell’opposizione come una marionetta tedesca che agisce contro gli interessi dei polacchi“.

Il quotidiano ricorda che la Germania è il più grande partner economico della Polonia, ma i rapporti politici sono in pessime condizioni da anni, eppure il governo di Varsavia ha chiesto 1,3 miliardi di euro di riparazioni di guerra.

Sempre il Financial Times, aggiungendo che ciò minaccia di aggravare ulteriormente i legami tra Varsavia e Berlino, riporta inoltre quantodi seguito:

Le affermazioni di ingerenza della Germania e dell’UE nella campagna hanno aggiunto un nuovo elemento di scontro alla già velenosa rivalità tra il nazionalista, euroscettico PiS e la centrale Platforma Obywatelska di Tusk“.

Ue: controlli alle frontiere in area Schengen

La Commissione: “Misura eccezionale e di ultima istanza”.
Hipper: “Gli Stati dimostrino proporzionalità”.

Controlli alle frontiere Schengen.

Questa è la misura che l’Ue sta pensando di adottare, benchè sia una misura eccezionale, limitata nel tempo e di ultima istanza in caso di minacce serie.

A dirlo, come riporta RaiNews, è Anitta Hipper, portavoce della Commissione Ue, rispondendo nel corso del briefing con la stampa ad una domanda sulla volontà di Berlino di aumentare i controlli alle frontiere con la Polonia dopo lo scandalo sui visti truccati:

Siamo stati molto chiari, la reintroduzione dei controlli dei confini all’interno di Schengen deve essere una misura eccezionale, limitata nel tempo e di ultima istanza in caso di serie minacce. Gli Stati devono dimostrare che ci sia proporzionalità, è una situazione complessa che stiamo affrontando”.

Orban: “Il patto sui migranti è fallito”

Il premier ungherese attacca l’Ue.
Confini sotto assedio con scontri a fuoco di notte.

Un fallimento totale.

Questo è il patto sui megranti messo in piedi dall’Unione europea secondo il premier ungherese Viktor Orban che, più precisamente, citato su X dal direttore politico e braccio destro, Balasz Orban, in un intervento all’Assemblea magiara e poi ripreso da Ansa, ha dichiarato quanto di seguito:

Il Patto sulla migrazione di Bruxelles è fallito. Al confine meridionale dell’Ungheria, la violenza è in aumento poiché i migranti illegali sparano di notte con armi automatiche. Finora l’Ungheria ha impedito 128.000 attraversamenti illegali delle frontiere, con 168 attacchi gravi contro le pattuglie di frontiera“.

Francia, Austria e Polonia hanno già espresso il loro secco “No” alle quote di ripartizione (approfondimento al link), seguite immediatamente anche dalla Germania (approfondimento al link).