Cuba: gli Usa ci stanno asfissiando

“Vogliono spezzare l’unità tra leadership e popolo”.
Cuba inserita nella lista nera dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo.

Gli Stati Uniti stanno “asfissiandoCuba: lo ha sostenuto il presidente dell’isola caraibica, Miguel Díaz-Canel, un’intervista alla televisione statale cubana.

Più nel dettaglio, come riporta Ansa, Díaz-Canel, che ha sostituito Raúl Castro al potere nel 2018, ha dichiarato quanto di seguito:

Ci hanno messo in una situazione di massima pressione, di asfissia economica, per provocare il crollo della Rivoluzione, per spezzare l’unità tra la leadership e il popolo“.

Secondo il capo dello Stato, Cuba sta attraversando una “situazione molto complessa” sul piano economico dopo la pandemia, che ha cominciato a peggiorare durante “la seconda metà del 2019” e che è stata amplificata, tra l’altro, “dall’intensificazione dell’embargo” (americano) durante l’amministrazione di Donald Trump (2017-2021).

Un altro fattore di freno, ha aggiunto, è l’inclusione di Cuba nella lista nera dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo.

Trump: sul muro avevo ragione

Si chiede: chissà se Biden si scuserà.
Poi continua: l’ambientalismo è cosato 15 milioni di migranti.

Sul muro al confine (con il Messico) avevo ragione”.

Queste le parole di Donald Trump sul social Truth, come riporta Ansa.

Più nel dettaglio, ecco quanto scritto dall’ex presidente a stelle e strisce:

È così interessante vedere Joe Biden dover infrangere ogni regola ambientalista per dimostrare che avevo ragione nel costruire il muro al confine. Chissà se Biden si scuserà con me e con l’America per averci messo così tanto tempo e per aver consentito al nostro paese di essere inondato con 15 milioni di migranti“.

Il segretario alla sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, ha lanciato l’allarme al confine ed invocato l’adattamento di una ventina di norme per consentire la costruzione del muro al confine con il Messico in Texas.

Sondaggio Usa: Biden indietro di 10 punti su Trump

Wp-Abc sonda il popolo americano in vista delle elezioni del 2024.
Biden perde terreno su economia, immigrazione ed Ucraina.

Joe Biden è indietro di 10 punti rispetto a Donald Trump in un sondaggio per la Casa Bianca targato Washington Post-Abc News (42% a 52%).

Il risultato, stando a quanto riporta Ansa, risulta però essere un’eccezione rispetto a tutti gli altri sondaggi che indicano un testa a testa.

Dalla rilevazione, comunque, emerge come il presidente continui a perdere terreno mentre aumenta l’insoddisfazione per la sua gestione dell’economia e dell’immigrazione, un crescente numero di americani dice che gli Usa stanno facendo troppo per aiutare l’Ucraina (approfondimento al link) e restano diffuse preoccupazioni per la sua età avanzata.

Più di 3 democratici su 5 ed indipendenti di orientamento democratico affermano che preferirebbero un candidato diverso dal presidente.

I consiglieri di Biden, invece, sostengono che sia il democratico più forte per il 2024 e che quanti desiderano qualcun altro non concordano su chi dovrebbe essere, con l’8% che indica la vicepresidente Harris, l’8% il senatore Bernie Sanders ed il 20% che peferisce “semplicemente qualcun altro“.

Trump è in una posizione forte a livello nazionale nonostante debba affrontare molteplici processi penali.

È favorito dal 54% dei repubblicani e degli indipendenti di orientamento repubblicano, rispetto al 51% di maggio.

Il governatore della Florida Ron DeSantis è secondo con il 15%, in calo rispetto al 25% di maggio; nessun altro repubblicano raggiunge la doppia cifra.

Trump è in testa ai suoi rivali repubblicani anche nei recenti sondaggi statali, che probabilmente offrono indicatori più affidabili rispetto ai sondaggi nazionali sull’andamento della corsa repubblicana nei prossimi mesi.

Armi Usa all’Ucraina: dissenso dei cittadini

Il sondaggio della Cnn preoccupa Biden.
Netto calo del consenso a stanziamenti e finanziamenti.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden incontra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e annuncia un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev.

Ad una fetta rilevante di americani, però, “questo contenuto non piace”.

Il sondaggio della Cnn fotografa una spaccatura davanti all’ipotesi di continuare a sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia con stanziamenti e finanziamenti costanti: per il 55% degli interpellati, infatti, il Congresso non dovrebbe dare il via libera a nuovi fondi.

Per il 45%, invece, bisogna proseguire.

Per un americano su due (51%), gli Stati Uniti hanno già fatto abbastanza per Kiev; per il 48%, invece, bisognerebbe fare di più.

A febbraio 2022, quando è iniziata la guerra, i favorevoli all’invio di armi in abbondanza erano il 62% del totale.

La divisione appare evidente e rischia di diventare ancora più profonda a poco più di un anno dalle elezioni presidenziali 2024, quando potrebbe andare in scena il secondo round tra Biden e Donald Trump, al momento dominatore della scena repubblicana.

L’ex presidente continua a criticare l’attuale gestione della Casa Bianca e, a intervalli regolari, ribadisce che sarebbe in grado di porre fine alla guerra in pochi giorni, se non ore, con un’intesa tra le parti coinvolte.

Intanto, come riporta Adnkronos, gli americani favorevoli agli aiuti si dividono tra diverse sottocategorie: l’ipotesi di aiutare con la raccolta di informazioni di intelligence è condivisa (63%), l’attività di training viene promossa dal 53% mentre la fornitura di armi (43%) è solo la terza opzione.

Pochissimi (17%) vedrebbero di buon occhio soldati americani in campo.

Sullo sfondo, il dato forse più chiaro: 8 americani su 10, a prescindere dall’orientamento politico, credono che la guerra andrà avanti ancora a lungo.

Corea del Nord nel board dell’Oms

Trump si congratula con Kim Jong Un: polemiche sul messaggio invece che sul fatto.

La Corea del Nord è stata eletta nel board esecutivo dell’Oms e Donald Trump si congratula con Kim Jong Un, attirandosi una valanga di critiche.

Congratulazioni a Kim Jong Un!“, scrive l’ex presidente Usa sulla sua piattaforma Truth.

Immediata la risposta dei suoi rivali repubblicani nella corsa alla Casa Bianca, come riporta Rai News, con Nikky Haley, ex governatrice del South Carolina, che osserva come “non ci si congratula con un delinquente che ha minacciato l’America e i nostri alleati“.

Ron DeSantis si dice “sorpreso. Kim Jong Un è un dittatore omicida“.

L’ex vicepresidente Mike Pence, la cui candidatura è attesa per la prossima settimana, critica il suo ex boss: “Nessuno dovrebbe lodare il dittatore della Corea del Nord o il leader della Russia che ha lanciato l’aggressione dell’Ucraina. Questo è il momento in cui dovremmo dire chiaramente che siamo per la libertà e per coloro che difendono la libertà“.

La polemica, però, si è scatenata contro Trump anziché, casomai, commentare il fatto di aver eletto la Corea del Nord nel board dell’Oms.