Pfizer avvia sperimentazione orale per farmaco anti-Covid

La nuova terapia sotto test negli Usa, dove c’è viva concorrenza.
Il farmaco impedirebbe al virus di replicarsi nelle cellule.

Pfizer sta testando un nuovo farmaco anti-Covid da assumere per via orale.

Il farmaco, denominato PF-07321332, è fase di sperimentazione negli Stati Uniti; si tratterebbe di un inibitore della proteasi che impedisce al virus di replicarsi nelle cellule (come quelli utilizzati contro l’Epatite e l’HIV).

Non solo. L’azienda sta anche studiando un candidato antivirale somministrato per via endovenosa in uno studio in fase iniziale su pazienti COVID-19 ospedalizzati.

Di seguito, quanto dichiarato da Mikael Dolsten, Chief Medical Officer di Pfizer:

I due candidati (orale e endovenoso) hanno il potenziale per creare un paradigma di trattamento end-to-end che integra la vaccinazione nei casi in cui la malattia è ancora presente.

Ma Pfizer non è l’unico produttore: un farmaco sostanzialmente analogo è in via di sperimentazione anche da parte della rivale Merck & Co con Ridgeback Bio e da Roche Holding in collaborazione con Atea Pharmaceuticals.

Merkel: niente lockdown duro a Pasqua. Colpa mia

Annullati i provvedimenti restrittivi previsti per le festività.
La Cancelliera: chiederò scusa al Paese.

Dietrofront.

Angela Merkel torna sui propri passi e disdice il lockdown duro che era in programma per Pasqua.

Il ministro della salute, Jens Spahn, aveva recentemente dichiarato che proprio per le festività si prevedeva un inasprimento delle restrizioni, visto anche l’aumento dei contagi (approfondimento al link).

Le proteste contro i lockdown stanno andando in scena ormai un po’ ovunque e la Cancelliera tedesca, per non dover vivere le rivolte interne che si stanno verificando in altri Stati, avrebbe deciso di non attuare il lockdown duro in Germania.

A dare l’informazione è l’agenzia tedesca Dpa, che cita fonti informate a pochi minuti dall’inizio di un nuovo vertice fra governo e Laender, aggiungendo che la Merkel ha riconosciuto l’errore e chiederà scusa al Paese.

Più nel dettaglio, le dichiarazioni sarebbero state le seguenti:

“È stato un errore, e gli errori vanno corretti in tempo, questo è ancora possibile. Me ne assumo la responsabilità. Chiederò scusa al Paese.”

Vaccino: altra sconfitta dell’Ue

Pachidermica negli aiuti economici, priva di solidarietà ed ora sconfitta sui vaccini.
L’Unione si conferma un macchinoso carrozzone burocratico privo di efficacia.

Un piano di aiuti economici fatto di soli slogan, mentre da altre parti si stampava moneta per farla entrare direttamente nei conti correnti dei cittadini. Le liti del premier olandese e dei Paesi del Nord per non dare soldi all’Italia ed agli Stati in maggiore difficoltà per la pandemia da Covid-19, un virus che mette a nudo il vero funzionamento dell’Ue, ovvero un’unione finanziaria voluta e gestita dall’asse franco-tedesco (approfondimento al link).

Ora anche i vaccini.

Lo smacco più grande, aldilà del confronto internazionale, arriva proprio dentro i confini europei: Regno Unito e Serbia sono, infatti, i primi due Paesi in Europa per numero di vaccini effettuati in rapporto alla popolazione.

Entrambi, non fanno parte dell’Unione europea.

Stando ai dati di “Our Wolrd in Data” e riportati anche su “Ansa”, elaborati ed aggiornati al primo febbraio, vediamo quanto di seguito: Regno Unito 14.42 (dosi per 100 abitanti), Serbia 6.43, Romania 3.75, Slovenia 3.67, Lituania 3.52, Italia 3.36 Polonia 3.25, Ungheria 3.23) e Germania 2.95.

La Serbia, nello specifico, ha iniziato le vaccinazioni il 24 dicembre, anticipando l’Ue, ed utilizza tre tipi di vaccino: l’americano Pfizer, il russo Sputnik V ed il cinese Sinopharm.

Non solo. La Serbia ha anche dato ai suoi cittadini la possibilità di scegliere con quale di questi vaccinarsi.

La Germania verso nuove restrizioni

In aumento il numero dei casi.
Più che alla riapertura, si pensa di dover fare qualche passo indietro.

Mentre la popolazione attende con ansia la riapertura, il ministro della Sanità tedesca, Jens Spahn, ha affermato che il numero dei contagi è purtroppo in aumento.

Questo potrebbe portare al ripristino delle misure restrittive, mirate al rallentamento della diffusione del virus.

Più nel dettaglio, le dichiarazioni di Spahn durante una conferenza stampa settimanale sono state le seguenti:

“Il crescente numero di casi potrebbe implicare che non possiamo prendere ulteriori passi verso la riapertura nelle prossime settimane. Al contrario, potremmo anche dover fare dei passi indietro.”

Von der Leyen: 70% dell’Europa vaccinata entro l’estate

Limitare il virus e stabilizzare le forniture di vaccini le priorità.
“Scelta giusta restare nell’Ue”.

In un’intervista rilasciata a “Repubblica”, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, si è mostrata assolutamente fiduciosa del piano anti-covid e degli strumenti messi in campo per attuarlo.

Le priorità sono quelle di limitare l’espandersi del virus e garantire un adeguato approvvigionamento ai vaccini.

L’obiettivo è quello di vaccinare il 70% dei cittadini europei entro l’estate.

Più precisamente, sostenendo che il tutto sarà possibile solo grazie al coordinarsi come Unione europea, le sue parole sono state le seguenti:

“Sono estremamente fiduciosa. Ora siamo concentrati a fare di tutto per ridurre la diffusione del virus aumentando e stabilizzando le forniture dei vaccini. Sono profondamente convinta che capiremo tutti che l’approccio giusto era di stare insieme come Unione europea.”