Automotive: a Torino sciopero provinciale

Parteciperanno i lavoratori del gruppo Stellantis e aziende dell’indotto.
Crollo dei volumi dovuti alla 500 elettrica e alle mancate nuove assegnazioni di Stellantis.

È stato fissato per venerdì 12 aprile lo sciopero di otto ore dei lavoratori del settore automotive della provincia di Torino, lanciato la settimana scorsa dai principali sindacati di categoria.

Lo comunicano Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e Aqcf Torino in una breve nota, ripresa da Reuters.

La mobilitazione coinvolgerà sia i lavoratori del gruppo Stellantis sia quelli delle aziende dell’indotto.

L’obiettivo è sensibilizzare le istituzioni e l’intero comparto riguardo la situazione di difficoltà che sta attraversando il settore auto a Torino.

Alla base dell’iniziativa ci sono le crescenti preoccupazioni legate al futuro di Mirafiori.

L’impianto torinese sta infatti soffrendo un notevole calo dei volumi, causato dalla debole domanda di mercato per la Fiat 500 elettrica e dall’uscita di produzione di modelli Maserati, mentre al momento mancano ancora nuove assegnazioni produttive da parte di Stellantis.

Germania: stop ai sussidi per veicoli elettrici

Saranno finanziati solo i progetti già approvati.
Il sussidio per i camion è durato solo 2 cicli.

La Germania ha interrotto i suoi programmi di finanziamento per veicoli commerciali e autobus green.

È quanto riporta AGI, aggiungendo che verranno comunque finanziati i progetti già approvati.

Un portavoce del Ministero federale per il digitale e i trasporti (BMDV) ha dichiarato a Electrive in risposta a un’inchiesta che non tutti i programmi di finanziamento potranno essere proseguiti nella misura prevista a causa del necessario consolidamento del bilancio e dell’attenzione agli investimenti essenziali:

Ciò include anche la promozione di veicoli commerciali rispettosi del clima (KsNi). I progetti approvati nelle linee guida saranno interamente finanziati sulla base del budget 2024. Non ci sono fondi disponibili per un nuovo bando di finanziamento“.

Il portavoce ha fatto una dichiarazione simile riguardo al finanziamento degli autobus:

Il finanziamento di sistemi di guida alternativi per gli autobus nel trasporto passeggeri non può essere portato avanti nella stessa misura di prima. Tuttavia, anche in questo caso il finanziamento dei progetti approvati è garantito sulla base del budget 2024.

Il sussidio per i camion elettrici è durato solo due cicli di finanziamento, e l’attuale programma di sussidi per gli autobus elettrici solo tre (per l’approvvigionamento di veicoli).

Il portavoce del ministero ha sottolineato che il governo si concentrerà sull’espansione delle infrastrutture di rifornimento e ricarica per le misure finanziate dal Fondo tedesco per il clima e la trasformazione (KTF):

Sono disponibili circa 1,8 miliardi di euro. Questi investimenti sono necessari per creare le condizioni per la diffusione dei veicoli rispettosi del clima. I progetti principali includono la Deutschlandnetz [rete di ricarica tedesca], che garantirà un minimo di stazioni di ricarica per veicoli elettrici in alcune regioni e lungo le autostrade, e lo sviluppo di una prima rete di ricarica per i camion elettrici“.

Il gelo blocca le colonnine di ricarica: veicoli elettrici bloccati

Accade ai punti di ricarica Tesla a Chicago.
Veicoli abbandonati nei pressi dei punti di ricarica.

Auto elettriche a terra.

A causa del gelo, infatti, le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici Tesla hanno smesso di funzionare.

Come riporta Fox News pubblicando anche i video relativi al problema, è accaduto precisamente a Chicago, dove decine di veicoli sarebbero stati abbandonati nei pressi dei punti di ricarica in diverse parti della città.

Germania, governo elimina 45 mld dal fondo per clima e taglia sussidi per auto elettriche

12 miliardi in meno nel 2024, 45 entro il 2027.
Introdotte nuove tasse ed aumentate alcune delle esistenti.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e i due vicecancellieri del governo, Christian Lindner (ministro delle Finanze) e Robert Habeck (ministro degli Affari economici) hanno presentato oggi la nuova legge di bilancio bilancio 2024, dopo la sentenza della Corte Costituzionale di un mese fa secondo cui la riallocazione di 60 miliardi di debito inutilizzato dall’era Covid al Fondo per il clima non era in linea con la Costituzione (approfondimento al link).

L’esecutivo tedesco, secondo quanto sintetizzato dalla banca Ing in un’analisi, ha deciso quanto di seguito:

Ridurre i sussidi dannosi per il clima, di interrompere prima del previsto i sussidi per i veicoli elettrici e l’industria dei pannelli solari, di diminuire alcune spese dei singoli ministeri e di cercare di rendere più efficienti le spese sociali. Ci sarà anche un aumento del prezzo delle emissioni di CO2 e l’introduzione di una nuova tassa sugli imballaggi di plastica”.

Infine, il Fondo per il clima e la transizione sarà ridotto di un totale di 45 miliardi di euro per il periodo dal 2024 al 2027.

Il cancelliere Scholz, stando a quanto riporta Il Messaggero, ha affermato in conferenza che l’accordo significa che la Germania si atterra al suo obiettivo chiave di realizzare una trasformazione climaticamente neutrale dell’economia, ma ha aggiunto che “dovremo utilizzare molto meno denaro per raggiungere i nostri obiettivi”.

Il leader dell’Spd ha aggiunto che i partiti della coalizione hanno concordato le priorità nel bilancio, nonchè i tagli alla spesa e l’aumento delle entrate per rispettare le regole di bilancio, aggiungendo che ciò è stato “spiacevole ma necessario”.

Il principale strumento finanziario del Paese per i progetti di azione climatica, il Fondo per il clima e la trasformazione (CTF), sarà dotato di circa 12 miliardi di euro in meno nel 2024 e di 45 miliardi di euro in meno fino al 2027, ha affermato la cancelleria.

Tuttavia, ha affermato che il fondo avrà ancora “un volume totale molto elevato” di 160 miliardi di euro, il che significa che saranno coperti progetti di trasformazione centrali.

Italia: l’auto elettrica non va. Pichetto: stipendi troppo bassi

Auto elettriche troppo care: servirebbe stipendi più alti del 50%-60%.
Rottamazione auto più inquinanti va fatta secondo il bilancio dello Stato.

L’auto elettrica italiana viaggia ancora lentamente.

Basta un dato per fotografare la mobilità nella Penisola: 4,1%.

È questa la quota di mercato tricolore a ottobre scorso; una percentuale quattro volte inferiore al resto d’Europa, dove le immatricolazioni delle vetture full electric raggiungono un market share del 16,8%, come riporta motor1.com.

Ma perché il nostro Paese è così in ritardo rispetto alla media del continente? Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, responsabile dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), ha la sua riposta: la colpa è degli stipendi troppo bassi.

Più precisamente, le sue parole all’Automotive Business Summit 2023 de Il Sole 24 Ore sono state le seguenti:

È un fatto principalmente di ordine economico, perché il salario medio italiano avrebbe bisogno di un’integrazione almeno del 50% o 60% per essere alla pari del salario tedesco e, quindi, si dovrebbe di fatto avere un incentivo, una contribuzione pubblica per l’elettrico di dimensioni, triple, quadruple rispetto all’attuale stanziamento. La rottamazione delle auto più inquinanti è un’azione da farsi compatibilmente con il bilancio dello Stato, ma il Mimit non ha un quantitativo enorme di risorse per fare questa operazione realistica e massiccia. L’Italia ha 40 milioni di veicoli, di cui 2 milioni e mezzo di Euro 1 ed Euro 2 che inquinano 28 volte più di un Euro 6. Valgono 300 euro e fanno pochi chilometri al mese, ma sono comunque da togliere”.