È Brexit!

La Brexit è ufficiale: Nigel Farage chiude con un discorso al Parlamento europeo in cui critica aspramente l’Ue.
Sulla stessa linea Boris Johnson.

La Brexit è ufficiale.

Alla mezzanotte, 23:00 ora inglese, di oggi 31 gennaio 2020 scatterà la Brexit.

Dal quel momento ci sarà tempo fino alla fine dell’anno per l’uscita soft, intesa come la preparazione degli accordi commerciali tra il Regno Unito e l’Ue ma anche per la documentazione inerenti ai singoli expats.

Come promesso, il primo ministro britannico Boris Johnson ha portato a termine ciò che il popolo ha richiesto tramite referendum e si sta già procedendo alla rimozione di tutti i simboli dell’Ue da un alto, piuttosto che della Gran Bretagna dall’altro.

Nel suo ultimo discorso al Parlamento europeo (video sottotitolato al link), Nigel Farage ha detto:

Niente più contributi finanziari, niente più Corte di giustizia europea, niente più politica comune della pesca, niente più discorsi, niente più bullismo!” (e sventola l’Union Flag, anche nota come Union Jack).

Anche se non dalla stessa sede, gli fa appunto eco lo stesso Boris Johnson:

Sta notte non segna una fine, ma un inizio. È l’inizio di una nuova era; un momento in cui spunta l’alba e si alza il sipario per un nuovo atto. È tempo che il Regno ed il popolo britannico tornino ad unirsi per andare oltre”.

Per festeggiare l’evento, luci bianche, rosse e blu formanti la bandiera britannica illumineranno gli edifici governativi a Whitehall, al centro di Londra. Non solo: verranno anche stampate 3 milioni di monete da 50 penny celebrative della Brexit.

M5S apre a possibilità di non revocare concessioni autostradali: Atlantia sale in borsa

Dopo la batosta alle regionali cambiano gli equilibri di governo ed il M5S apre alla possibilità di non revocare le concessioni autostradali: schizza in Borsa il titolo di Atlantia.

Dopo la batosta subìta alle elezioni regionali, il M5S figura come il grande sconfitto e sembra destinato ad uscire di scena, lasciando spazio ai due poli per lo scontro che conta.

Drastico calo nei consensi anche per il Pd, che tuttavia mantiene la leadership in Emilia Romagna (la perde invece rovinosamente in Calabria) e punta ad un riassetto degli equilibri di governo, visto che ad oggi il M5S è di fatto inconsistente.

Infatti, ecco i effetti: il viceministro alle Infrastrutture, il grillino Giancarlo Cancelleri, ha dichiarato a Radio 24 che il Movimento apre per la prima volta la strada alla non revoca delle concessioni autostradali. Più precisamente:

Per noi non è possibile che si arrivi a non revocare le concessioni, ma tutto può accadere. Spingo per la revoca delle concessioni, ma la convinzione in politica conta poco, dobbiamo batterci per dare ai cittadini una risposta seria. Il governo è ancora seduto al tavolo e nessuna decisione è ancora stata persa”.

La concessione ad Autostrade per l’Italia (Aspi), controllata di Atlantia, è entrata nella bufera dopo il disastro del Ponte Morandi a Genova e, fin dall’inizio, il M5S si era dichiarato fermamente contrario al rinnovamento delle concessioni.

Ora pare che i grillini debbano adattarsi alle volontà del Pd per non perdere la poltrona e, quindi, abbiano rivisto le loro posizioni.

I mercati sembrano aver capito benissimo il messaggio: il titolo di Atlantia è infatti tornato a salire in borsa subito dopo le dichiarazioni di Cancelleri.

Gentiloni: fondi green per Ilva possono arrivare, ma bilancio limitato

Il Commissario agli Affari Esteri ritiene possibile la destinazione di fondi green all’Ilva. Tuttavia il bilancio è limitato perché l’Italia paga più di quanto riceve.

Intervistato a margine del World Economic Forum, l’ex presidente del Consiglio ed attuale Commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, ha detto che per l’Ilva ci sono possibilità di ricevere i fondi green previsti dal piano Ue per la transizione energetica; questo perché l’acciaio è un settore che ha certamente bisogno di essere reso più compatibile con l’ambiente.

Più nel dettaglio, le sue parole sono state le seguenti:

Certamente dai fondi europei e da eventuali cofinanziamenti degli Stati può venire un contributo alla soluzione dei problemi dell’Ilva, che poi deve venire anche dal mantenimento degli impegni presi da ArcelorMittal”.

Poi, però, Gentiloni precisa anche che i fondi scarseggiano e bisogna puntare sul fatto che facciano da moltiplicatore ed attraggono gli investimenti privati:

I fondi che arrivano dalla Ue sono limitati, il bilancio è limitato, ma possono fare da moltiplicatore sia di cofinanziamenti pubblici degli Stati sia di ulteriori investimenti privati”.

Perché i fondi sono limitati? Perché l’Italia per i fondi green, e più in generale trovandosi nella situazione di Paese finanziatore netto, versa all’Ue più di quanto riceve.

Nello specifico, per la rivoluzione green riceverà dall’Ue 364 milioni di euro a fronte di un versamento di 900 (approfondimento al link).

La finanza influenza ancora la politica: Gabriel nel consiglio di sorveglianza di DB

Altro caso di sliding doors: dopo il passaggio di Barroso da presidente della Commissione Europea alla Goldman Sachs, Sigmar Gabriel passa dal governo tedesco alla Deutsche Bank.
E’ la finanza ad influenzare la politica e non il contrario.

È successo e si ripete.

Altro caso di sliding doors tra politica e finanza dopo quello di Josè Manuel Barroso; dopo dieci anni alla guida della Commissione Europea, Barroso aveva infatti accettato la proposta di Goldman Sachs e ne era diventato il presidente non esecutivo per l’Europa ed advisor.

Ora è il turno di Sigmar Gabriel, ex ministro degli Esteri, dell’Economia e dell’Ambiente del governo tedesco e sostenitore dei forti legami europei e transatlantici, che ha accettato di diventare membro di sorveglianza di Deutsche Bank.

La proposta di Gabriel, proveniente dal Partito socialdemocratico (Spd), è arrivata dal presidente di Deutsche Bank, Paul Achietner, dopo che la nomina di Juerg Zeltner è stata rifiutati dai regolatori a causa di un conflitto di interessi.

Può essere visto come un tentativo da parte della banca di riallacciare i rapporti con Berlino dopo i danni dovuti alla crisi finanziaria globale che ha messo in discussione lo stato di salute della banca, creando pressioni per fusioni e ristrutturazioni, tra sanzioni per riciclaggio di denaro e altri scandali.

Di fatto, benché lecito e legale, siamo di fronte ad un altro episodio di promiscuità tra politica e finanza, dove indubbiamente si sono invertiti i ruoli ed è la seconda a condizionare la prima.

L’Ue riattiva l’operazione Sophia che Salvini aveva bloccato

Fatta passare come controllo sul’embargo delle armi, serve a gestire i migranti economici.
Bloccata dall’allora ministro Salvini, l’operazione Sophia viene riattivata dall’Ue.

L’operazione Sophia va rivista.

È quanto ha dichiarato l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Josep Borrell, durante la conferenza stampa al termine del consiglio Esteri dell’Ue a Bruxelles.

Più nel dettaglio, le sue parole sono state le seguenti:

Non si tratta di cambiare, ma di rifocalizzare il mandato dell’operazione Sophia, in modo che la sua priorità sia il monitoraggio del rispetto dell’embargo sulle armi dirette alla Libia e non si occupi di migranti.

L’embargo sulle armi non si controlla solo via mare, anzi, la maggior parte delle armi passa via terra, per il deserto. Possiamo controllare il mare, ma dobbiamo controllare anche la terra e i cieli. Servono satelliti e asset aerei che per ora non sono inclusi nella missione Sophia”.

L’operazione aeronavale dell’Ue era stata bloccata dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, che si opponeva all’obbligo di sbarcare in Italia i migranti salvati dalle navi partecipanti. Ora il consiglio europeo l’ha riattivata a livello politico.

Ora è necessaria la proposta formale discussa dagli ambasciatori nel Cops (Comitato politico e di sicurezza); lo stesso Borrell ha poi continuato:

Spero si possa avere una risposta al prossimo Consiglio Esteri dell’Ue. Alla conferenza di Berlino è stata decisa una tregua in Libia ma non ancora il cessate il fuoco, senza il quale è difficile immaginare un impegno dell’Ue sul terreno.

Ad ogni modo non penso che il cessate il fuoco sia una condizione necessaria per riattivare Sophia, che c’era già in precedenza e che si svolge in mare.

Per una parte dell’opinione pubblica italiana Sophia è un’operazione che riguarda solo la questione dei migranti; ma non è per questo che la riattiviamo. Originariamente l’operazione aveva entrambi i mandati, lotta al traffico di esseri umani e lotta al traffico d’armi, ed ha fatto molto contro il traffico d’armi, sequestrandone molte e impedendo che arrivassero in Libia. Ma certamente la missione navale avrà ancora l’obbligo di effettuare salvataggi in mare, in ossequio alle norme del diritto internazionale”.

Il sentore è quello che si voglia riattivare il business dei migranti economici, mascherato sotto il controllo del traffico d’armi.