Regno Unito: i migranti illegali saranno trasferiti in Ruanda

Sunak tenta di recupoerare voti visti gli ultimi sondaggi.
La legge passa con 320 voti favorevoli e 276 contrari.

Via libera dalla Camera dei Comuni alla legge per trasferire immigrati in Ruanda.

Con 320 sì e 276 no, infatti, il testo è stato approvato in terza lettura.

Un successo in extremis per il primo ministro britannico Rishi Sunak e la sua leadership che salva così una delle situazioni più spinose del suo mandato.

La cruciale legge attuativa del cosiddetto piano Ruanda bis per il trasferimento nel Paese africano di quote di richiedenti asilo sbarcati illegalmente nel Regno Unito, come riporta Quotidiano.net, era infatti centrale nella linea dura sul controllo dei confini adottata dal premier nel tentativo di risalire la china dei disastrosi sondaggi attuali in vista delle elezioni politiche in calendario entro l’anno.

Francia: nuovo premier, vecchie abitudini

Attal, premier più giovane della storia francese ed apertamente omosessuale, nomina suo marito Ministro degli Esteri.

Il 34enne Gabriel Attal è il nuovo premier della Francia.

Apertamente omosessuale, è il più giovane premier della storia francese, ma pare mantenere le stesse abitudini della vecchia classe politica: ha infatti nominato suo marito, Stephane Sejourne, alla guida del ministero degli Esteri e dell’Europa.

Premier nuovo, vecchie abitudini, insomma.

Ecco, di seguito, le altre cariche tra confermati e nuovi:

Economia e Finanze: Bruno Le Maire, confermato. Interni: Gérald Darmanin, confermato. Giustizia: Eric Dupond-Moretti, confermato.

Forze armate: Sébastien Lecornu, confermato. Europa e Affari Esteri: Stéphane Séjourné (al posto di Catherine Colonna). Lavoro: Catherine Vautrin (al posto di Olivier Dussopt). Educazione nazionale e Gioventù, Sport e Giochi Olimpici: Amélie Oudéa-Castèra (già ministra dello Sport, aggiunge l’Educazione Nazionale di Gabriel Attal).

Cultura: Rachida Dati al posto di Rima Abdul-Malak. Insegnamento superiore e Ricerca: Sylvie Retailleau, confermata. Agricoltura e Sicurezza alimentare: Marc Fesneau, confermato. Transizione ecologica: Christophe Béchu, confermato. Ministra delegata alle Pari opportunità: Aurore Bergé. Portavoce del governo: Prisca Thevenot (al posto di Olivier Véran).

Michel si candida alle europee: Orban potrebbe prendere il suo posto

Se l’attuale presidente del Consiglio diventasse eurodeputato, il suo posto passerebbe allo Stato membro che detiene la presidenza semestrale.

L’annuncio del presidente del Consiglio europeo è arrivato lo scorso sabato.

L’attuale presidente del Consiglio europeo correrà il prossimo giugno per la nomina al parlamento come capolista del suo partito, il Movimento riformista e, se eletto come eurodeputato, Charles Michel dovrà dimettersi dal suo attuale incarico a luglio, aprendo la strada alla possibilità di vedere il presidente ungherese Viktor Orbán nelle vesti di presidente del Consiglio dell’Ue.

In teoria, l’ex primo ministro belga dovrebbe rimanere in carica fino alla fine di novembre ma secondo il regolamento Ue in assenza di un presidente permanente l’incarico spetta allo Stato membro che detiene la presidenza semestrale a rotazione: il 1 luglio prossimo sarà il turno dell’Ungheria.

“No” del Parlamento al Mes: la reazione dei lettori

Ecco il nostro sondaggio in merito alla decisone del Parlamento di non ratificare il Mes.
Risposta sostanzialmente unanime.

Recentemente il Parlamento italiano ha detto “No” alla ratifica del Mes (meccanismo europeo di stabilità).

Il dibattito era ed è ancora molto acceso: per alcuni il Mes andava assolutamente ratificato, per altri evitate come la peste.

Ma cosa ne pensano i nostri lettori in merito alla decisione del Parlamento? Abbiamo lanciato un sondaggio sulla piattaforma “X” (ex Twitter) chiedendo se, secondo loro, il Parlamento avesse fatto bene o meno a decidere di non ratificare il Mes.

La risposta è stata praticamente all’unanimità, con i lettori che hanno ritenuto opportuno non ratificare il Mes nel 93% dei casi; delusi, invece, dalla decisione del Parlamento il 4% dei lettori.

Gli indecisi, infine, sono risultati in percentuale uguale ai contrari.

Di seguito lo screenshot del quesito con l’esito del sondaggio: