Categoria: Politica
“No” del Parlamento al Mes: la reazione dei lettori
Ecco il nostro sondaggio in merito alla decisone del Parlamento di non ratificare il Mes.
Risposta sostanzialmente unanime.
Recentemente il Parlamento italiano ha detto “No” alla ratifica del Mes (meccanismo europeo di stabilità).
Il dibattito era ed è ancora molto acceso: per alcuni il Mes andava assolutamente ratificato, per altri evitate come la peste.
Ma cosa ne pensano i nostri lettori in merito alla decisione del Parlamento? Abbiamo lanciato un sondaggio sulla piattaforma “X” (ex Twitter) chiedendo se, secondo loro, il Parlamento avesse fatto bene o meno a decidere di non ratificare il Mes.
La risposta è stata praticamente all’unanimità, con i lettori che hanno ritenuto opportuno non ratificare il Mes nel 93% dei casi; delusi, invece, dalla decisione del Parlamento il 4% dei lettori.
Gli indecisi, infine, sono risultati in percentuale uguale ai contrari.
Di seguito lo screenshot del quesito con l’esito del sondaggio:

La Russa vende il suv di Berlusconi
Berlusconi comprò la Uaz Patriot per una scommessa con Putin.
Pagata 13.500 euro, il Cavaliere la regalò poi a La Russa.
Che fine ha fatto il suv ‘Uaz Patriot’ di Silvio Berlusconi?
Da anni se ne erano perse le tracce ma, come riporta Adnkronos, la jeep italo-russa fa capolino nella ultima dichiarazione dei redditi di Ignazio La Russa, quella presentata il 12 dicembre scorso.
Carte alla mano, infatti, si scopre che nel ‘portafoglio’ dell’attuale presidente del Senato c’è una ‘autovettura Uaz di cavalli fiscali 22‘, immatricolata nel 2010, ma risulta ‘venduta‘.
L’ex ministro della Difesa, raccontano, ha deciso di cederla perché non la utilizzava più, soprattutto per la mancanza di pezzi di ricambio.
Il veicolo ha una storia particolare. Si tratta, infatti, di una scommessa persa da Silvio Berlusconi 13 anni fa.
Nel gennaio 2010 il Cavaliere, alla guida del suo quarto governo, si era impegnato con Vladimir Putin a comprare il primo esemplare (un 2300 diesel dotato di tutti gli optional e frutto di una collaborazione con la Fiat) uscito dallo stabilimento di Vladivostok se questo fosse stato completato, a tempo di record, entro la fine del 2009.
Il capo del Cremlino la spuntò e il leader azzurro pagò pegno acquistando il ‘Patriot‘ collaudato e consegnato personalmente dallo ‘zar‘. Un modello grigio chiaro metallizzato, ‘dedicato’ al presidente del Consiglio italiano, con tanto di numero ‘001’ sulla targhetta e motore Iveco.
Il presidente di Forza Italia lo acquistò per 13 mila 500 euro (con uno sconto di circa il 10% sul prezzo di listino) per poi regalarlo all’allora ministro della Difesa, La Russa ancora prima della presentazione ufficiale nel cortile di palazzo Chigi, il 23 aprile del 2010, giusto 24 ore dopo il ‘Che fai mi cacci?‘ di finiana memoria alla infuocata direzione nazionale del Pdl all’Auditorium della Conciliazione, che sancì la rottura del Popolo della libertà.
”Stamattina ho parlato di questo con La Russa, il quale mi ha detto che aveva intenzione di comprare un suv. Allora, in diretta, gliela ho regalata“.
Dono accettato dall’ex colonnello di An che decise di devolvere in beneficenza l’equivalente valore in denaro:
“Guiderò personalmente il suv italo-russo sulle colline dell’Etna o del Monte Rosa, dove trascorro qualche giorno delle mie vacanze estive e natalizie“.
Morto Delors, padre dell’Euro
Unico ad aver fatto 3 mandati consecutivi da presidente della Commissione.
Con lui mercato unico, Schengen e Maastricht.
Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea, padre dell’euro e figura della sinistra francese, è morto all’età di 98 anni.
Lo ha annunciato la figlia Martine Aubry, con la notizia poi ripresa dall’AGI. Il sindaco di Lille ha aggiunto quanto di seguito:
“È morto questa mattina nella sua casa di Parigi, nel sonno“.
Favorito nei sondaggi, Jacques Delors deluse le speranze della sinistra rifiutando di candidarsi alle elezioni presidenziali del 1995, con una rinuncia in televisione davanti a 13 milioni di spettatori.
Fu il presidente della Commissione europea per tre mandati consecutivi, caso finora unico: sotto la sua guida venne istituito il mercato unico, venne riformata la politica agricola comune e furono firmati l’Atto unico europeo, gli accordi di Schengen e soprattutto il Trattato di Maastricht, che istituì l’Unione europea e la moneta unica europea, ovvero l’euro.
La Presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen ha scritto:
“Siamo tutti gli eredi dell’opera fondamentale di Jacques Delors: un’Unione europea vivace e prospera. Jacques Delors ha forgiato la sua visione di un’Europa unita e il suo impegno per la pace durante le ore buie della Seconda Guerra Mondiale. Dotato di notevole intelligenza e di ineguagliabile umanità, è stato un instancabile sostenitore della cooperazione tra le nazioni europee e poi dello sviluppo dell’identità europea“.
Polonia: Presidente mette veto a legge bilancio nuovo governo
Duda: inaccettabile finanziare i media pubblici attraverso la legge.
Tusk: è una vergonga.
Andrzej Duda, il Presidente della Repubblica polacca, ha annunciato di aver posto il veto alla legge di bilancio.
La legge è di natura ausiliaria e ha lo scopo di facilitare l’adozione del bilancio e l’attuazione di tutti i compiti del budget statale.
Include, tra l’altro, aumenti per gli insegnanti ed una sovvenzione di 2,9 miliardi di zloty per i media pubblici.
Secondo Duda il disegno di legge viola la Costituzione ed i principi di uno Stato di diritto democratico.
Come riporta Polonia Oggi, ha informato che dopo Natale presenterà immediatamente al Sejm una sua bozza, relativa, tra l’altro, agli aumenti per gli insegnanti e alle restanti spese previste dalla legge intorno al bilancio.
Secondo il Presidente, il tentativo di finanziare i media pubblici attraverso la legge è inaccettabile.
Donald Tusk, leader della nuova coalizione di governo, da parte sua ha risposto che questa decisione è una vergogna.
La decisione del Presidente è stata ampiamente ripresa anche dai media stranieri, con Bloomberg che considera il passo di Duda come una “escalation di tensioni” e Politico che scrive del “conflitto più forte finora“. Deutsche Welle, invece, sostiene che durante il giuramento del governo “il presidente si è dimostrato conciliante“.
Giornalisti di altre riviste, come ad esempio Die Zeit, hanno invece dichiarato di non comprendere bene le intenzioni di Andrzej Duda.