Trump lancia Stargate: 500 miliardi di investimenti in AI

Investimento iniziale di 100 miliardi da parte di Softbank, Oracle e OpenAI.
Se il progetto ha successo arriveranno altri licenziamenti come in BP e banche?

Donald Trump annuncia un maxi-investimento fino a 500 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale.

Il presidente Usa svela ‘Stargate‘, la joint-venture di Softbank, Oracle e OpenAI per investire nell’infrastruttura necessaria per l’IA.

Come riporta Ansa, i tre colossi si impegnano a investire inizialmente 100 miliardi di dollari con l’obiettivo di salire fino a 500 miliardi in quattro anni.

Si spera però che, poi, l’AI porti benefici e non altri tagli ai posti di lavoro come recentemente successo in BP, colosso petrolifero che ridurrà subito la forza lavoro di 7.700 dipendenti più altri in futuro (approfondimento al link), e per le mansioni di banche, dove verranno licenziate 200mila persone sostituite dai bot (approfondimento al link).

Candy ferma la produzione a Brugherio

I cinesi della Haier, proprietari del marchio, hanno chiuso anche uno stabilimento in Romania.
Probabile a Brugherio si produca altro ma non si sa ancora cosa.

La crisi dell’elettrodomestico si fa sentire anche negli stabilimenti europei della cinese Haier.

Annunciata la chiusura di una fabbrica in Romania (ad Aricestii Rahtivani, entro marzo), ad andarci di mezzo è anche l’Italia, in particolare lo stabilimento storico della Candy di Brugherio (il gruppo cinese nel 2018 ha rilevato per circa 500 milioni le attività della famiglia Fumagalli).

Come riporta Il Corriera della Sera, nell’area produttiva di Brugherio oggi lavorano circa 175 persone di cui 125 operai; altri 750 colletti bianchi nel centro servizi.

L’intenzione dei manager di Haier, che ieri hanno incontrato i sindacati, sarebbe quella di fermare la produzione di lavatrici a giugno ma sarebbe previsto nello stesso tempo un piano per garantire la continuità occupazionale. Come dire, le lavatrici sarebbero sostituite da qualcosa d’altro; che cosa, però, non si sa (forse si potrà capire qualcosa di più dall’incontro in Assolombarda del prossimo 29 gennaio).

Call center, Univendita-Confcommercio: bene lavoro Parlamento contro abusi

Buon lavoro del Parlamento su regolamentazione telemarketing e teleselling.
Ecco il punto di vista di Sinatra, Presidente di Univendita.

La tutela del cliente, a partire dal corretto utilizzo dei suoi dati, è uno dei principi fondanti della vendita diretta e un valore irrinunciabile delle aziende nostre associate. Ecco perché salutiamo e seguiamo con favore il lavoro bipartisan che il Parlamento sta portando avanti nel tentativo di regolare meglio le attività di telemarketing e teleselling, garantendo una maggiore protezione dei consumatori da pratiche commerciali illecite o comunque troppo aggressive”.

Lo commenta Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la prima associazione italiana nel comparto della vendita diretta, a proposito della discussione nelle commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera, in prima lettura, delle sei proposte di legge di maggioranza e opposizione sui call center.

Da una parte, bene la lotta alle delocalizzazioni selvagge e le garanzie rafforzate a beneficio dei lavoratori – aggiunge Sinatramentre dall’altra apprezziamo in particolare alcune misure in discussione, come l’obbligo di adesione da parte delle società di call center al codice di condotta per il telemarketing del Garante privacy. Non a caso Univendita già prevede il vincolo di compliance delle sue associate a un codice etico proprio che tutela la clientela. Importante poi è anche l’impegno per cui i dati del cittadino non debbano più diventare merce di scambio in opachi suk tra operatori diversi e il ribaltamento del meccanismo del registro delle opposizioni che oggi mostra tutte le sue lacune, prevedendo invece un esplicito consenso ad essere contattati e non l’esclusione dei propri recapiti rispetto alle invasive liste di numerazioni telefoniche o indirizzi mail”.   

Chi fa vendita diretta in modo etico e trasparente – conclude il presidente Univenditanon potrà che giovarsi di una regolamentazione che tagli le ali a coloro che si muovono ai limiti della legalità o addirittura fuori dalle regole”.

Ue, agricoltura: Romania leader indiscusso

Al secondo posto la Polonia.
Ecco i dati Eurostat su aziende, impiegati, terreni coltivati e relativi proprietari.

Gli ultimi dati presentati da Eurostat mostrano che la Romania è il leader indiscusso per numero di aziende agricole nell’Ue.

Al secondo posto, come riporta Polonia Oggi, troviamo la Polonia.

Secondo il censimento, in tutta l’UE esistono quasi 9,1 milioni di aziende agricole e quasi un terzo di queste si trova in Romania; mentre la Polonia è al secondo posto con una quota del 14%.

In posizioni più basse si trovano paesi come Italia, Spagna e Grecia.

Il settore agricolo in Romania coinvolge oltre il 20% della popolazione, mentre in Polonia questa percentuale è di circa il 9%.

La Romania si distingue anche per l’elevata percentuale di piccole aziende agricole, che rappresentano il 90% del totale e occupano solo il 23% della superficie coltivabile.

Malta è leader in questa categoria con una quota del 97% di piccole aziende agricole.

In Polonia le piccole aziende agricole occupano il 12% dei terreni agricoli e costituiscono più della metà di tutte le aziende agricole, il che colloca la Polonia all’undicesimo posto nell’UE.

Inoltre, la Polonia ha la più alta percentuale di terreni agricoli posseduti da agricoltori: 75,4%.

A differenza della Polonia, in Bulgaria la maggior parte dei terreni agricoli appartengono allo Stato e solo il 9% direttamente agli agricoltori.

Eurostat sottolinea inoltre che la maggioranza degli agricoltori nell’UE sono uomini (68%), ma la percentuale di donne in questo settore è aumentata dal 26,4% nel 2005 al 31,6% nel 2020.

FondItalia: Stanziati 8 milioni per formazione lavoratori e spendibilità competenze maturate

Aperto il nuovo Avviso FEMI e partecipazione al Fondo Nuove Competenze – 3° edizione.
Nel 2024, circa 900 i Progetti approvati per oltre 800mila ore di formazione.

Sono stati circa 42mila i lavoratori che hanno beneficiato, nel corso di quest’anno, di percorsi formativi per migliorare le proprie competenze, per un totale di oltre 3.200 imprese coinvolte. Questi i numeri 2024 dell’attività di FondItalia, Fondo Interprofessionale per la formazione continua che, per il 2025, ha già messo a disposizione otto milioni di euro (con l’impegno, come di consueto, di deliberare incrementi periodici delle risorse sulla base dei trasferimenti INPS che si renderanno disponibili nel corso dell’anno) per progetti di formazione legati soprattutto alle tematiche “green” e “tecnologiche”, che, secondo i dati dell’analisi annuale di Excelsior-Unioncamere “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia”, dovranno avere i quasi 4 milioni i lavoratori che serviranno alle imprese -pubbliche e private- entro il 2028.

«I Fondi interprofessionali lo ripetono ormai da anni –sottolinea Francesco Franco, presidente di FondItalia-: la formazione costante e di qualità dei lavoratori in impresa va considerato uno strumento improrogabile per il sistema economico del Paese. La necessità urgente è quella di aumentare le risorse economiche a disposizione per la formazione, così da consentire la realizzazione di percorsi altamente qualificati per imprese e lavoratori e la messa in trasparenza delle competenze maturate, così da facilitare l’incontro domanda-offerta». A dicembre 2024, FondItalia ha approvato poco meno di 16 milioni di euro che hanno permesso di finanziare circa 900 Progetti formativi rivolti a 42mila lavoratori di 3.200 imprese aderenti, per un totale di 872mila ore di formazione.

Per il 2025, con la pubblicazione dell’Avviso FEMI 2025.01 per il finanziamento di attività di formazione continua a favore delle Imprese aderenti al Fondo e ai Conti di Rete, FondItalia ha incrementato la dotazione economica iniziale a otto milioni di euro (+1 milione di euro rispetto al I Sportello dell’Avviso FEMI 2024.01). L’Avviso, con procedura a Sportello, interviene su alcune tematiche specifiche, quali: aggiornamento e mantenimento delle competenze; adozione di nuovi modelli di gestione aziendale (risorse umane, qualità, tecniche di produzione) ed amministrazione, sviluppo delle abilità personali, introduzione di elementi di innovazione tecnologica e digitale, incremento della conoscenza del contesto lavorativo e delle competenze linguistiche, supporto all’internazionalizzazione e green economy.

Quattro gli assi formativi: Progetti formativi aziendali, in linea con le esigenze espresse da una sola impresa; Progetti formativi interaziendali, ossia un progetto formativo in linea con le esigenze formative espresse da più imprese, e Progetti formativi individuali finanziabili mediante voucher, ossia la partecipazione a percorsi a scelta individuale di alta formazione o specialistica, erogata da specifici Enti erogatori in linea con le esigenze espresse da una o più imprese. Previsto anche il quarto asse – Asse FNC – per il finanziamento di Progetti formativi che intenderanno avvalersi dell’intervento del Fondo Nuove Competenze – Competenze per le Innovazioni, lo strumento di politica attiva giunto al suo terzo anno di vita, finanziato con 730 milioni di euro dal PN Giovani, Donne e Lavoro (FSE+ 2021/2027) che, in questa edizione, si concentra su transizione digitale, sostenibilità ed economia circolare, green e welfare aziendale, offrendo finanziamenti per adattare le competenze dei lavoratori alle nuove sfide produttive. Il Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza di percorsi formativi (costo orario finanziato per un indicativo 60% della quota retributiva e per il 100% della quota contributiva) in aziende disponibili a stipulare un accordo sindacale che preveda una rimodulazione dell’orario di lavoro dei dipendenti, destinando una parte delle ore alla formazione, mentre FondItalia concorrerà -per tutte le imprese aderenti al Fondo- all’accesso alla misura, al finanziamento dell’intervento formativo e all’attestazione delle competenze acquisite mediante la formazione.

Come nel precedente Avviso, anche nell’Avviso FEMI 2025.01 è riconosciuta la premialità (anche economica) prevista dal Fondo per tutte le imprese beneficiarie di Progetto che vorranno avvalersi dell’applicazione C+, lo strumento sviluppato, su commissione di FondItalia, in coerenza con le indicazioni contenute nel DL 13/2013 e DM del 5 gennaio 2021 ed in continuo aggiornamento, che utilizza l’architettura ed i descrittori dell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni per la messa in trasparenza, l’attestazione e la validazione delle competenze in possesso del lavoratore prima e dopo la partecipazione al corso di formazione frequentato, consentendo – di fatto – comparazioni esplicative anche in merito all’efficacia della formazione svolta.

«Anche per il 2025 abbiamo previsto la pubblicazione di un unico Avviso FEMI, articolato in sei Sportelli per consentire la programmazione a lungo termine delle attività formative spiega Egidio Sangue, direttore di FondItalia- e finalizzato a promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione delle aziende italiane, con il fondamentale ausilio del Fondo Nuove Competenze alla sua terza edizione, un vitale investimento per l’innalzamento delle competenze dei lavoratori e la crescita del nostro tessuto produttivo».