Orlando: quarantena forse tornerà considerata malattia

L’annuncio del ministro alla Festa dell’Unità.
Problemi tra retribuzioni tagliate e costi aziendali.

A differenza di quanto accaduto l’anno scorso, nel 2021 la quarantena non viene considerata a lavoro come malattia.

Una circostanza che negli ultimi giorni ha scatenato le polemiche tanto dei lavoratori, preoccupati per i tagli agli stipendi, quanto delle imprese, che temevano di doversi fare carico dei costi.

A questo proposito è intervenuto il ministro Orlando, durante la Festa dell’Unità di Modena, sostenendo che la quarantena imposta ai contatti stretti dei casi positivi potrebbe tornare ad essere considerata malattia e dunque coperta dall’Inps.

Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Prima purtroppo non c’erano tutte le risorse necessarie ma credo che siano maturate le condizioni perché si usino risorse che erano appostate da altre parti. Se tutto il governo sarà d’accordo, noi abbiamo una valutazione assolutamente favorevole a consentire che la quarantena sia considerata come malattia e, quindi, non gravi sulle imprese e sui lavoratori. Possiamo affrontare la questione e risolverla.

(Foto da internet)

Da Tesla arriva il robot per i lavori pericolosi e noiosi

In caso di perdita del controllo si prevede di poter intervenire in tempo.
L’avviso di Sapelli sull’uso della tecnologia.

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Elon Musk fa un annuncio dei suoi.

Presto, infatti, potrebbe arrivare il robot per i lavori pericolosi e noiosi marcato Tesla.

Come riportano il Daily Mail e FUNweek, il bot umanoide sarebbe ideato per svolgere lavori che sono caratterizzati da un elevato grado di pericolosità, ma anche per lavori ripetitivi e noiosi in cui andrebbe a compensare la mancanza di personale ma anche a sostituire la manodopera tipicamente rappresentata dagli operai.

Il robot dovrebbe avere caratteristiche tecniche precise governabili in toto dalla mano dell’uomo, il che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) permettere un intervento umano per tempo nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto.

Se non è ancora noto quanto costerà il Tesla bot, è invece presumibile che potrebbe permettere alle aziende di lavorare senza problemi e senza soste in qualsiasi momento liberandosi di problematiche inerenti ai week-end, alle festività, alle malattie, alle ferie ed anche alle pause pranzo.

Licenziando masse di lavoratori che rimarrebbero dunque senza stipendio, ci sarebbe poi da chiedersi chi possa avere i soldi per comprare i prodotti fatti dai robot.

Sul tema, in tempi non sospetti, General Magazine aveva intervistato il prof. Giulio Sapelli, che in un’intervista dal titolo “Viva i robot ma con prudente intelligenza” mise in guardia sulla necessità di un corretto equilibrio nell’utilizzo tra tecnologia e risorse umane, citando anche un aneddoto particolare vissuto da lui stesso in India e che è emblematico della situazione.

L’interessante intervista completa è reperibile al link.

Green pass, Giovannini: in corso valutazione per estensione ai lavoratori

Ministri e presidenza del Consiglio impegnati sul tema.
Vaccinare di più per rendere sicuri i mezzi pubblici.

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È in corso la valutazione del green pass per entrare al lavoro.

Intervenuto su Repubblica, il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, ha dichiarato quanto di seguito:

Il green pass per i lavoratori è un aspetto delicato su cui sono ancora in corso valutazioni da parte dei ministri competenti e della presidenza del Consiglio.”

Lo stesso ministro ha poi continuato toccando il tema della vaccinazione con riferimento ai trasporti pubblici:

È necessario aumentare la quota di vaccinati così che tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici potranno essere e si potranno sentire più sicuri.

Sicurezza sul lavoro: Landini propone patente a punti per le aziende

La sicurezza dev’essere un investimento e non un costo.
Limitare le aziende che hanno troppi infortuni.

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La questione della sicurezza sul lavoro è un tema sempre aperto.

A tal riguardo è intervenuto Maurizio Landini:

Non considerare la sicurezza un costo ma un investimento, agire sulla prevenzione, fare formazione, ridurre la precarietà nell’accesso al lavoro, fare formazione anche a chi deve dirigere le imprese, fare anche investimenti seri sugli ispettori del lavoro e sui servizi medicina territoriale, costituire una Procura del lavoro, inserire una patente a punti in modo che le imprese che hanno troppi infortuni non possano partecipare a gare e continuare a produrre.

Intervistato a Radio Anch’io su Rai Radio1, il segretario generale della Cgil ha poi continuato come di seguito:

Se la logica è che la competizione si fa sull’appalto del subappalto della finta cooperativa, allora è una competizione che mette a rischio la vita dei lavoratori e si muore come si moriva 50 anni fa perchè hai messo fuori uso i sistemi di sicurezza delle macchine perchè bisogna produrre a tutti i costi; La legislazione ce l’abbiamo molto avanzata ma bisogna applicarla e magari introdurre elementi nuovi come la patente a punti per le imprese. Non ci possono essere imprese che continuano a stare sul mercato se continuano a non rispettare le regole.

Reddito di Cittadinanza, Zaia: così non serve

Lo strumento non è una novità, ma va cambiato.
La strada è la defiscalizzazione delle assunzioni.

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Il Reddito di Cittadinanza è stato introdotto in modo errato, con tutte le conseguenze del caso.

Così, in estrema sintesi, il Governatore del Veneto Luca Zaia, in un’intervista rilasciata a Il Corriere delle Sera:

Non è una novità italiana, in altri paesi esiste. Però, abbiamo capito che così come è stato introdotto, ha consentito ad alcuni di lucrare a carico della comunità senza effetti vistosi sull’occupazione: difficile trovare lavoro guardando la tv.

Proprio recentemente l’Italia ha registrato il record negativo di Neet (Not in Education, Employement or Trainig – ovvero persone che non lavorano, non studiano e non stanno seguendo corsi di formazione) in Europa: 2 milioni di giovani (approfondimento al link).

Zaia, da parte sua, avanza un’idea come possibile soluzione a questo problema o, se non altro, uno strumento per ridurlo:

La strada era la defiscalizzazione delle assunzioni con qualche misura per evitare i turn over di opportunità.

Infine, il Governatore, in merito agli ammortizzatori sociali interviene come di seguito:

Credo che questa sia una riforma delle riforme, deve essere di buon senso e di modernità”.