Prada acquista Versace

Accordo definitivo per il 100% del marchio: circa 1,25 miliardi di euro.
Bertelli: vogliamo dare continuità all’eredità di Versace.

Prada ha annunciato di aver stipulato un accordo definitivo per l’acquisizione del 100% di Versace da Capri Holdings.

Il corrispettivo cash, come riporta Il Sole 24 Ore, sarà basato su un enterprise value di 1,25 miliardi di euro ed è soggetto ad aggiustamenti al closing.

Patrizio Bertelli, Presidente ed Amministratore Esecutivo del Gruppo Prada, ha dichiarato quanto di seguito:

Siamo lieti di accogliere Versace nel Gruppo Prada e di avviare un nuovo capitolo per un marchio con cui condividiamo un impegno costante verso la creatività, la cura del prodotto e un forte patrimonio culturale. Il nostro obiettivo è di dare continuità all’eredità di Versace.”

Polonia: sfida a colpi di investimenti tra Philip Morris e Japan Tobacco

Philip Morris investe 1 miliardo di zloty.
Japan Tobacco crea un campo fotovoltaico di 16 ettari.

Philip Morris International (PMI) ha investito un miliardo di złoty nella sua fabbrica situata a Cracovia, creando numerosi nuovi posti di lavoro.

Questo significativo investimento rafforza la posizione della Polonia come hub industriale in Europa e testimonia la fiducia degli investitori stranieri nell’economia polacca.

L’espansione della fabbrica non solo aumenta la capacità produttiva, ma stimola anche l’economia locale attraverso l’occupazione e la collaborazione con fornitori locali.

Questo sviluppo rappresenta un passo avanti per l’industria manifatturiera polacca, promuovendo l’innovazione e la competitività nel mercato globale.

Non solo.

Come riporta Polonia Oggi, è una vera e propria sfida a colpi di investimenti nel settore del tabacco.

Infatti, anche Japan Tobacco International (JTI), che ha il suo più grande centro di produzione al mondo a Stary Gostków, in Poloni, ha investito più di 1,3 miliardi di dollari dal 2007.

L’ultimo sviluppo, ovvero un campo fotovoltaico di quasi 16 ettari, fornirà oltre il 20% del fabbisogno elettrico dei quattro stabilimenti polacchi di JTI.

Il parco fotovoltaico che inauguriamo oggi non solo riflette l’impegno di JTI nei confronti dei nostri obiettivi di sostenibilità, ma anche il nostro impegno a favore dell’economia polacca. Inoltre, contribuisce al nostro obiettivo di ottenere il 100% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2040”, dichiara Vassilis Vovos, direttore finanziario di JTI. La nuova installazione prevede quasi 25.000 pannelli solari. Il suo funzionamento ridurrà le emissioni di CO2 di quasi 10.000 tonnellate all’anno. “Da anni investiamo nello sviluppo della Polonia e oggi facciamo un altro passo avanti verso una produzione completamente sostenibile”, sottolinea Philip Livingston, Vicepresidente senior della catena di fornitura globale.

GE Aerospace investe in Europa: in Italia più della metà dei fondi

78 milioni di euro entro il 2025: oltre 55 in Italia, 11 in Polonia.
Si creeranno circa 500 nuovi posti di lavoro.

L’azienda americana GE Aerospace ha annunciato un piano di investimenti nei suoi stabilimenti europei per un valore di oltre 78 milioni di euro nel 2025.

L’obiettivo è aumentare la capacità produttiva, modernizzare le strutture chiave e migliorare gli standard di qualità.

Come riporta Polonia Oggi, gli investimenti riguarderanno sia il settore civile che militare, supportando lo sviluppo dell’industria aeronautica europea.

GE Aerospace prevede di creare circa 500 nuovi posti di lavoro nel continente e la maggior parte dei fondi, ovvero oltre 55 milioni di euro, sarà destinata all’Italia, mentre la Polonia si posiziona al secondo posto con investimenti superiori a 11 milioni di euro.

In Polonia, il capitale sarà impiegato per nuovi macchinari, attrezzature, produzione di componenti per motori di aerei e elicotteri militari, oltre alla modernizzazione delle infrastrutture tecniche.

Il presidente Riccardo Procacci ha sottolineato che questo investimento consentirà di soddisfare le crescenti esigenze del mercato aeronautico europeo.

GE Aerospace è un leader globale nella produzione di motori a reazione, componenti e sistemi aeronautici.

Siemens taglierà più di 6.000 posti di lavoro

La maggior parte dei licenziamenti avverrà in Germania.
Colpito principalmente il settore automazione, poi quello delle soluzioni di ricarica.

Anche Siemens avvia i licenziamenti.

Più precisamente, come riporta LaPresse.it, taglierà più di 6.000 posti di lavoro in tutto il mondo.

Di questi, la maggior parte, tra i 2.660 e i 2.850, saranno in Germania; ad essere particolarmente colpito è il settore dell’automazione e, in misura minore, quello delle soluzioni di ricarica.

A livello globale, 5.600 dei 68.000 posti di lavoro nel settore dell’automazione industriale saranno tagliati mentre altri 450 posti di lavoro andranno persi nel settore delle soluzioni di ricarica per veicoli elettrici.

L’azienda ha presentato ai rappresentanti dei dipendenti i piani per aumentare ulteriormente la propria competitività globale.

I piani riguardano le unità nel settore dell’automazione presso Digital industries e il settore della ricarica dei veicoli elettrici presso Smart infrastructure.

La nota del gruppo recito quanto di seguito:

Le mutate condizioni nei mercati chiave hanno reso necessari adeguamenti della capacità in entrambi i casi. Per due anni, il mercato tedesco, in particolare, è stato in calo. Di conseguenza, le capacità in Germania dovranno essere adeguate; i licenziamenti correlati alle operazioni in Germania sono esclusi. L’obiettivo è rafforzare la futura competitività delle attività interessate e consentire investimenti nei mercati in crescita. Nonostante gli adeguamenti pianificati, l’organico totale di Siemens in Germania tenderà a rimanere stabile a causa delle assunzioni in altre aree in crescita“.

L’annuncio della Siemens segue quello di altre grandi aziende tedesche in crisi come Volkswagen, ThyssenKrupp, Bosch, Audi e Basf.

Siemens è una multinazionale tedesca fondata nel 1847, è attiva nei settori della tecnologia, della mobilità, dei servizi ed ha la sua sede a Monaco di Baviera ma è presente con diversi uffici in circa 200 Paesi a livello globale.

Elettrico: Northvolt costretta a svendere lo stabilimento di Danzica

Non ci sono ordini per auto elettriche: stabilimento costato 1,6 miliardi venduto a 100 milioni.
Tra Polonia e Svezia licenziate 1.750 persone.

Il produttore svedese di batterie Northvolt ha annunciato la vendita della sua fabbrica di Danzica (in Polonia), che attualmente impiega circa 150 persone.

Secondo il quotidiano “Svenska Dagbladet” di Stoccolma, l’acquirente è il produttore di camion Scania.

Northvolt ha dovuto vendere lo stabilimento a causa dei problemi finanziari, stando a quando riporta Polonia Oggi.

Questi sono dovuti al ritmo più lento del previsto dell’elettrificazione nell’industria automobilistica.

Gli ordini di batterie per le auto elettriche sono diminuiti, dato che i produttori hanno rivisto i loro piani. Inoltre, l’azienda svedese ha subito una forte concorrenza dalla Cina.

In Svezia, Northvolt ha già licenziato 1.600 persone, di cui 1.000 nella sua principale fabbrica di celle per batterie a Skelleftea, nel nord della Svezia.

La vendita della sola fabbrica non ha superato i 100 milioni di corone svedesi, ovvero poco meno di 9 milioni di euro.

Sempre secondo il giornale, si tratta di una cifra molto inferiore a 1,6 miliardi di corone (ovvero circa 145 milioni di euro), l’importo che Northvolt ha investito nella costruzione della fabbrica dal 2021.

Northvolt System Industrial, che opera a Stoccolma e a Danzica, sviluppa e produce batterie per auto elettriche, oltre a sistemi di batterie per l’industria pesante e per macchinari specializzati off-highway, come quelli per l’industria mineraria.