Byd ricorre ai produttori italiani

La casa automobilistica cinese incontrerà le aziende italiane che sono a corto di ordini.
L’obiettivo è fornire i nuovi stabilimenti in Ungheria e Turchia, magari a prezzi favorevoli.

Il produttore cinese di veicoli elettrici Byd incontrerà i produttori italiani di componenti per auto la prossima settimana per discutere potenziali forniture per i suoi due prossimi impianti che serviranno il mercato europeo.

Lo ha detto Alfredo Altavilla, consigliere speciale di Byd per l’Europa ed ex dirigente di Fiat Chrysler.

La casa automobilistica cinese sta costruendo un sito in Ungheria, che dovrebbe entrare in funzione a ottobre, e uno in Turchia, che dovrebbe iniziare la produzione nel marzo 2026.

Secondo Altavilla, l’apertura di due diversi stabilimenti in un arco di tempo così breve suggerisce che Byd abbia un approccio cauto alle operazioni di produzione, che prevede di affidarsi maggiormente ai fornitori locali di componenti.

Altavilla, inoltre, ha detto che le aziende italiane sono state le prime a essere invitate a trattare con la casa automobilistica, date le loro elevate competenze e i loro contratti di fornitura con marchi premium, come quelli tedeschi.

L’altra ragione è che i fornitori italiani sono attualmente a corto di ordini” a causa del calo di produzione di Stellantis, l’unica grande casa automobilistica del Paese, ha detto Altavilla.

Ha aggiunto che Byd non ha ancora deciso se organizzare incontri simili con i produttori di componenti di altri Paesi europei.

Si prevede che gli impianti dell’azienda in Ungheria e Turchia produrranno a regime un totale di 500.000 veicoli all’anno, che porteranno “ricavi di diversi miliardi di euro” per i fornitori, ha aggiunto Altavilla.

L’incontro, come riporta Reuters, si terrà a Torino il 20 e 21 febbraio con i rappresentanti di circa 300 aziende italiane che producono ogni tipo di componente per auto, il responsabile globale degli acquisti di Byd e un funzionario del ministero dell’Industria.

Suning dichiara bancarotta

Fallita anche la holding che controllava l’Inter.
Fatale l’investimento di 20 miliardi di yuan in Evergrande fatto nel 2020.

Come riporta il Daily News, tre holding di proprietà di Zhang Jindong, ex proprietario dell’Inter, hanno dichiarato bancarotta in Cina con un accordo per la ristrutturazione del debito.

Il 7 febbraio, come riporta La Repubblica, il National Enterprise Bankruptcy Reorganization Case Information Network (l’ente che si occupa di bancarotte e riorganizzazioni aziendali) ha annunciato che la Corte Centrale di Nanchino il 26 gennaio 2025 ha accettato la richiesta di riorganizzazione fallimentare da parte di Suning Appliance Group, Suning Holdings Group e Suning Real Estate Group e che nelle prossime settimane andranno in scena i primi incontri con i creditori.

La Suning Holdings Group è la holding attraverso la quale gli imprenditori della Repubblica Popolare hanno controllato l’Inter dal 2016 al 2024.

Spiega ancora il Daily News che un investimento di 20 miliardi di yuan in Evergrande, fatto nel 2020, è diventato irrecuperabile, portando a un continuo deterioramento finanziario.

Nel 2021 Suning ha registrato la più grande perdita netta tra le società con azioni A.

Nel 2022, i suoi ricavi sono crollati ed il suo rapporto di indebitamento è aumentato.

Entro la fine del 2023, numerose società collegate a Suning in varie regioni hanno dichiarato bancarotta.

Sebbene la ristrutturazione del debito e delle attività nel 2024 abbia temporaneamente stabilizzato l’azienda e ripreso le operazioni logistiche, alla fine l’azienda ha dovuto fare i conti con la pressione economica.

Volkswagen: azionista di maggioranza favorevole a chiusura stabilimenti tedeschi

Questa la posizione della famiglia Porsche-Piëch, che preferisce non perdere competitività per salvare i dividenti rispetto ai posti di lavoro.

L’azionista di maggioranza della Volkswagen, la famiglia Porsche-Piëch (attraverso la holding Porsche Se), si è detto favorevole alla chiusura degli stabilimenti tedeschi.

A riportare la notizia è il Financial Times, citato poi da Euronews Italiano; il quotidiano britannico cita, tra le ragioni della scelta, la preoccupazione nel lungo periodo per la competitività globale dell’azienda, di cui viene messo in conto un ridimensionamento a fronte della richiesta dei sindacati di salvare posti di lavoro riducendo piuttosto i dividendi per gli azionisti.

Natale 2024, cresce il trasporto refrigerato di prodotti alimentari

Pesce, carne, ortofrutta, dolci, vini e spumanti sulle tavole degli italiani.
Innovazione Noleggio: aumenta l’impiego di veicoli isotermici nel periodo prefestivo.

Nelle due settimane che precedono il Natale 2024 il noleggio a breve e medio termine di veicoli per il trasporto refrigerato di cibi, vini e spumanti è aumentato del 15%rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo annuncia Innovazione Noleggio, azienda di riferimento nel noleggio di veicoli commerciali refrigerati in Italia, sulla base delle prenotazioni gestite nel mese di dicembre.

Ad oggi il 45% della flotta a disposizione – esclusi dunque i veicoli impegnati a lungo termine – è in servizio per rispondere all’intensa domanda natalizia. La maggior parte delle richieste proviene da aziende del settore alimentare, soprattutto piccole e medie imprese

I mezzi refrigerati vengono utilizzati per il trasporto di alimenti freschi e surgelati come pesce, carne, frutta, verdura, gastronomia, latticini, pasticceria e surgelati. Prodotti che hanno bisogno di una catena del freddo ferrea e senza interruzioni che possono essere garantite solo da veicoli isotermici.

Consumi natalizi in crescita: lo scenario

Il trend positivo nei noleggi riflette un generale aumento dei consumi da parte delle famiglie italiane, nonostante il recente aumento dei prezzi dei beni alimentari rilevato dall’Istat (+2,3% su base tendenziale). Secondo un sondaggio del Centro Studi di Unimpresa su un campione di 4.500 famiglie, il budget medio per la tradizionale cena di Natale si attesta quest’anno a 150 euro, con un incremento del 3,5% rispetto al 2023. Questo dato evidenzia una maggiore propensione alla spesa, confermata anche dall’Annual Holiday Shopping Survey 2024 di Accenture, secondo cui il 32% degli italiani ha intenzione di aumentare il proprio budget per le festività, contro l’89% che l’anno scorso aveva dichiarato di non volerlo fare.

Non solo alimenti: la passione degli italiani per i fiori natalizi

Ma secondo Innovazione Noleggio i veicoli refrigerati impegnati in questo periodo festivo non trasporteranno solo prodotti alimentari: c’è infatti un 8% dei veicoli impiegato per il trasporto di fiori e piante, tra cui stelle di Natale, vischio, agrifoglio e ciclamini, a conferma della tradizione italiana di regalare e decorare la casa con piante durante le festività.

A livello geografico, i noleggi si concentrano principalmente nel Centro Italia (Lazio, Umbria e Toscana) e nel Nord-Est (Emilia Romagna e Veneto).

Nasce l’Osservatorio sulle micro, piccole e medie imprese di FederTerziario e Universitas Mercatorum

Sottoscritto l’accordo tra l’organismo datoriale e l’università telematica delle camere di commercio per la creazione dell’Osservatorio sulle dinamiche sociali, economiche e giuridiche riguardanti prevalentemente il mercato del lavoro e le micro e PMI.

Un nuovo attore si presenta sulla scena economica nazionale per contribuire all’analisi dei fenomeni relativi alle micro, piccole e medie imprese che costituiscono per numerosità circa il 99% della struttura imprenditoriale nazionale. È l’Osservatorio sulle dinamiche sociali, economiche e giuridiche riguardanti prevalentemente il mercato del lavoro e le micro e PMI che è stato costituito da FederTerziario, che attualmente associa oltre 90mila aziende, e dall’Universitas Mercatorum, l’università telematica delle Camere di Commercio.

È un progetto articolato – spiega Nicola Patrizi, presidente FederTerziario finalizzato a individuare e analizzare le tendenze e le sfide del mercato del lavoro in relazione ai cambiamenti dei modelli di gestione e di organizzazione delle micro, piccole e medie imprese alla luce delle frenetiche innovazioni tecnologiche. Lavoreremo anche per raccogliere esempi di buone pratiche ed elaborare relazioni o studi su argomenti di attualità“.

L’azione dell’Osservatorio sarà supportata da ricerche condotte sul campo, col contributo di partnership istituzionali e scientifiche, seguendo un modello aperto e modulare. Si opererà, pertanto, per partecipare al dibattito nazionale col coinvolgimento di istituzioni, realtà socioprofessionali, società civile e mondo accademico tramite la programmazione e l’organizzazione di eventi pubblici.

A specificare il coinvolgimento di Universitas Mercatorum è il Magnifico Rettore della Universitas Mercatorum Prof. Giovanni Cannata: L’iniziativa si inquadra nell’ambito delle attività di terza missione dell’Ateneo e si può considerare come una naturale evoluzione di una partnership che conta diversi anni di collaborazioni sfociate in partecipazioni reciproche in progetti competitivi di ateneo, finanziamenti di borse di dottorato e ora nella creazione di questo osservatorio LAMP“.

In quest’ottica l’Osservatorio si colloca come riferimento per diversi soggetti, considerando che “le esigenze delle piccole e medie imprese del settore – aggiunge il Magnifico Rettore coincidono, quasi sempre, con quelle dei loro lavoratori con i quali lavorano fianco a fianco. LAMP vuol rappresentare un faro che si accende e focalizza l’attenzione di studiosi, ricercatori, esperti, corpi intermedi ed operatori sulle dinamiche dell’economia nazionale studiate ed analizzate sia dal lato delle PMI che dei lavoratori, al fine di realizzare studi scientifici e sviluppare momenti di diffusione e confronto con la società civile“. In conclusione una riflessione su un lavoro con vista su un futuro sempre più complesso: “Sempre più significative sfide attendono questi interconnessi attori sociali ed economici, come ad esempio quelle dettate dalle nuove tecnologie, si pensi all’euforia che caratterizza le prime applicazioni dell’AI, della sostenibilità, dell’applicazione dell’ESG e dell’economia circolare: bisogna chiedersi ad esempio quale impatto avrà l’applicazione della Direttiva sulla Due Diligence per le grandi imprese e su quelle della loro rete di subfornitura, composta prevalentemente da imprese minori“.

Una questione di grande rilevanza che l’Osservatorio si troverà ad affrontare, nell’ambito più ampio, appunto, delle sfide imposte dalle nuove tecnologie nel mondo del lavoro e dalla globalizzazione dei mercati.

Considerando anche il ruolo di FederTerziario nella rappresentanza delle micro, piccole e medie imprese – conclude Patrizi, l’Osservatorio rientra nella strategia di promuovere il dialogo nazionale ed europeo sui temi che riguardano da vicino i nostri associati. Nello specifico, risulta fondamentale anche per studiare le più recenti dinamiche del mercato del lavoro, così come i modelli di impresa che stanno attraversando una profonda trasformazione a livello di strutture, meccanismi e relazioni“.

Rispondere alla competizione globale anche con l’ausilio degli strumenti della ricerca sarà un valore aggiunto che l’Osservatorio potrà offrire alle imprese, a partire da cross-innovation e cross-fertilization, grazie a forme studiate di formazione in tutte le sue più moderne forme (digitale, learning by doing, ecc.) e di ricerca/azione, finalizzate a incentivare le collaborazioni tra tessuto imprenditoriale, realtà accademiche, territori e società civile, passando inoltre per lo sviluppo della scienza aperta e per la produzione e disseminazione di ricerche e col coinvolgimento proattivo dei cittadini e delle istituzioni nella ricerca. Determinante, inoltre, lo sviluppo della sostenibilità ambientale, della inclusione e del contrasto alle diseguaglianze.