Kiev: visita dei Primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia

Lo scopo è esprimere sostegno inequivocabile all’Ucraina.
Rischio sbilanciamento bellico.

I primi ministri della Repubblica ceca, della Polonia e della Slovenia si recheranno a Kiev per incontrare il presidente Volodomyr Zelensky in rappresentanza dei leader dell’Unione europea.

Ad annunciarlo sui social network è Petr Fiala, il primo ministro ceco, ripreso da “Reuters”:

Lo scopo della visita è confermare il sostegno inequivocabile dell’intera Unione europea alla sovranità e all’indipendenza dell’Ucraina. L’obiettivo di questa visita è anche quello di presentare un ampio pacchetto di sostegno all’Ucraina ed agli ucraini“.

La proposta di fare una missione di pace che preveda un intervento militare, però, potrebbe essere un’arma a doppio taglio in quanto la volontà di provare a portare la pace tramite un intervento armato potrebbe molto probabilmente sfociare in un ingresso in guerra della NATO.

Lavrov: pericoloso invio di armi dell’Ovest a Ucraina

Osservazione al termine dei colloqui con Kuleba.
Ue in violazione dei propri principi e valori.

Il ministro degli Affari esteri russo, Sergej Lavrov ha definito “pericoloso” l’invio di armi da parte dell’Occidente a Kiev, al termine dei primi colloqui con l’omologo ucraino Dmytro Kuleba.

Come riporta “Notizie.it”, infatti, Lavrov avrebbe dichiarato quanto di seguito:

Per quanto riguarda l’invio di armi all’Ucraina dall’estero, vediamo in che modo pericoloso stanno agendo i nostri colleghi occidentali in questo momento, inclusa l’Unione europea, che, in violazione di tutti i suoi cosiddetti principi e valori, incoraggia le forniture di armi letali all’Ucraina, comprese le migliaia di sistemi missilistici anti-aereo portatili”.

Salvini contestato in Polonia

Un gruppo di italiani ad aspettarlo per dargli del buffone.
Il sindaco di Przemysl gli rinfaccia la t-shirt di Putin.

Salvini arriva in Polonia, precisamente alla stazione di Przemysl, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina.

Ad attendere il leader leghista c’era anche un gruppetto di italiani, ma più che accoglierlo lo hanno contestato gridandogli “buffone!”, come riporta l’Ansa.

Non è andata meglio con l’accoglienza da parte delle istituzioni locali: il sindaco di Przemysl, infatti, ha mostrato la maglietta di Putin che Salvini indossò qualche anno fa.

Non solo. Alla maglietta, il sindaco Wojciech Bakun ha aggiunto un invito tagliente: “Io non la ricevo, venga con me a contestarlo”.

La replica di Matteo Salvini è stata la seguente:

Non ci interessa la polemica della sinistra italiana o polacca, siamo qui per aiutare chi scappa dalla guerra. Molte imprese e famiglie italiane sono pronte a fare la loro parte sia aiutando in terra polacca le 10mila parrocchie inviando donazioni di ogni genere, sia accogliendo in Italia una parte delle 100mila persone che ogni giorno scappano dall’Ucraina. Noi vogliamo essere di aiuto nel coordinare questi aiuti, e nell’organizzazione di viaggi e accoglienza in Italia di queste famiglie, con particolare attenzione a orfani e disabili, e per questo stiamo collaborando con alcune Onlus”.

Ma le critiche non finiscono qui; da Forza Italia, precisamente da un tweet del deputato Elio Vito, arriva un altro attacco:

Salvini sta andando in Polonia e probabilmente al confine ucraino. Lo trovo uno spettacolo triste, per non dire altro”.

Ancora, Jason Horowitz del New York Times, dice di Salvini:

È stato un impenitente fan (di Putin). Disse che preferiva il presidente russo a quello italiano. Ha dato eco incessantemente alle richieste di Putin per la fine delle sanzioni sull’annessione della Crimea”.

Il leader del Carroccio risponde così a quanto uscito sul New York Times:

Per il New York Times io sarei ricattato dalla Russia? Sciocchezze. Ho tanti difetti ma mi godo la mia libertà. Non ho mai preso rubli, dollari o franchi svizzeri: zero“.

Infine i giornalisti di Przemysl sono andati dritti al dunque, chiedendo a Salvini se sia pronto a condannare il presidente russo Vladimir Putin senza mezzi giri di parole. Salvini ha risposto quanto di seguito:

Certo, ovvio. Condanniamo la guerra, chiunque condanna la guerra e l’aggressione tranne qualche italiano che è qua a parlare di guerra“.

Ue considera richieste adesione Ucraina, Moldavia e Georgia

Al via la procedura di esame.
Palla a Commissione e Stati membri.

L’Unione europea ha avviato la procedura per l’esame delle domande di adesione presentate da Ucraina, dalla Georgia e dalla Moldavia.

Ad annunciarlo, come riporta “Tgcom24”, è la presidenza francese di turno Ue, precisando che le richieste sono state depositate negli uffici di Bruxelles dopo l’inizio situazione tra Russia ed Ucraina.

La Commissione europea dovrà esprimere una sua raccomandazione ufficiale e i 27 Paesi decideranno poi se accordare lo status di candidati ai Paesi richiedenti. 

La Russia stila la lista dei Paesi ostili: c’è anche l’Italia

I debiti potranno essere pagati in rubli.
Ecco la lista degli Stati stilata dal governo russo.

C’è anche l’Italia nella lista di “Paesi ostili” stilata dal governo russo.

Nell’elenco sono stati inseriti tutti quegli Stati e territori stranieri che hanno applicato o che si sono uniti alle sanzioni contro Mosca, le sue aziende e i cittadini russi.

Come riferisce “Rai News” citando la Tass, la lista comprende tra gli altri i Paesi Ue, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera oltre che ovviamente la stessa Ucraina.

Ci sono anche Albania, Andorra, Islanda, Canada, Liechtenstein, Micronesia, Monaco, Norvegia, San Marino, Macedonia del Nord, Singapore, Taiwan e Montenegro.

Secondo il decreto, lo Stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a questa lista potranno pagarli in rubli.