Nord Corea: Kim chiede più produzione di armi

Risposta alle esercitazioni congiunte di Sud Corea ud Usa.
Si punta anche sui veicoli aerei armati senza pilota.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha visitato questa settimana diverse importanti fabbriche di armi, comprese le strutture che producono motori per missili Cruise strategici e ha chiesto un aumento della produzione.

A riferirlo sono i media statali, ripresi sia dal The Guardian che da Ansa.

L’ispezione di tre giorni delle fabbriche arriva meno di due settimane dopo che Kim ha partecipato a un’importante parata militare con funzionari russi e cinesi, mostrando le armi più recenti della Corea del Nord, inclusi missili balistici intercontinentali e droni spia.

Kim ha visitato una fabbrica che produce motori per veicoli aerei armati senza pilota, nonché quelli per la produzione di proiettili per lanciarazzi multipli di grosso calibro, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa centrale coreana KCNA.

Durante la visita alla fabbrica di motori, Kim ha chiesto di “aumentare costantemente le prestazioni e l’affidabilità del motore” e di “espandere rapidamente la sua capacità produttiva“.

Kim ha anche evidenziato la modernizzazione delle armi leggere come “la questione più importante e urgente per fare i preparativi di guerra… in linea con il mutato aspetto del conflitto“.

Le ispezioni arrivano mentre la Corea del Sud e gli Stati Uniti si preparano per le principali esercitazioni militari congiunte in programma questo mese.

La Corea del Nord considera tali esercitazioni come prove per un’invasione e ha ripetutamente minacciato un’azione “schiacciante” in risposta.

Niger: Senegal pronto ad unirsi per intervento militare

In corso la consultazione dei Capi di Stato maggiore per decidere il modus operandi.

Il Senegal prenderà parte in un possibile intervento militare in Niger se l’Ecowas, l’organizzazione dei Paesi dell’Africa occidentale, decide in questo senso dopo il golpe a Niamey del 26 luglio.

Ad affermarlo, come riporta Notizie.it, è la ministra degli Esteri senegalese Aissata Tall Sall:

L’Ecowas ha pensato che sia ora di mettere una fine a questo. Ora, sì, per rispondere definitivamente alla domanda, l’esercito del Senegal, per tutte queste ragioni, parteciperà. Mentre vi parlo, i capi di Stato maggiore dell’Ecowas si stanno riunendo per vedere quale sarà il modus operandi, una volta che la decisione politica sarà adottata al più alto livello e a livello comunitario. Quindi sì, i nostri soldati andranno, come andranno, è in corso processo di consultazione in merito”.

Nel frattempo, la Nigeria ha interrotto le forniture di energia verso il Niger, che dipende da Abuja per il 70% (approfondimento al link).

Putin-Africa: via gli ostacoli alle esportazioni russe

Grano e fertilizzanti russi nell’accordo.
Chiesto all’Onu di liberare 200 tonnellate di fertilizzante bloccate nei porti dell’Ue.

Il presidente russo Vladimir Putin e i leader di sette Paesi africani hanno chiesto la rimozione delle restrizioni all’esportazione di grano e fertilizzanti dalla Russia che aveva portato la Russia a interrompere l’accordo sui cereali ucraini.

Lo hanno dichiarato i leader in una nota congiunta pubblicata dall’ufficio del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e condivisa dalla Tass, poi ripresa anche da Ansa:

I leader hanno chiesto misure specifiche per rimuovere gli ostacoli alle esportazioni russe di grano e fertilizzanti, consentendo così la ripresa della piena attuazione dell’iniziativa del pacchetto del Mar Nero del Segretario generale delle Nazioni Unite, approvata il 22 luglio 2022 a Istanbul”, si legge nella dichiarazione congiunta in cui si invita l’Onu “a intraprendere le azioni necessarie per liberare 200 mila tonnellate di fertilizzanti russi bloccati nei porti dell’Unione europea per la consegna immediata e gratuita ai Paesi africani“.

Putin e i leader di sette Paesi africani hanno anche concordato di continuare il dialogo sull’iniziativa di pace africana sull’Ucraina durante l’incontro del 28 luglio a San Pietroburgo.

Inoltre, nella dichiarazione congiunta pubblicata dall’ufficio del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e riportata dalla Tass si legge:

I leader hanno concordato di continuare il dialogo sull’iniziativa di pace africana in modo da aprire una porta alla pace“.

La Russia aggiunge la Norvegia alla lista dei Paesi ostili

Ridotto il numero di personale locale a 27 unità.
La Norvegia aveva espulso 15 diplomatici russi, la Russia 10 norvegesi.

La Russia ha aggiunto la Norvegia all’elenco degli Stati stranieri che hanno commesso atti cosiddetti ostili” nei confronti delle missioni diplomatiche russe.

I Paesi inclusi nella lista vengono limitati nel numero di personale locale che possono assumere in Russia, e il numero per la Norvegia è stato ristretto a 27, ha spiegato l’agenzia di stampa statale Ria Novosti citata da Reuters.

Ad aprile la Norvegia ha espulso 15 diplomatici russi per presunto spionaggio e la Russia ha risposto ordinando l’espulsione di 10 diplomatici norvegesi.

Argentina: proteste per manovre militari GB nelle Falkland

Continuano le esercitazioni militari britanniche.
Isole Falkland ferita mai richiusa.

Il governo argentino ha ribadito oggi il suo “rifiuto energico” degli esercizi militari organizzati dalla Gran Bretagna nelle isole Falkland, denominate Malvine da Buenos Aires.

In un comunicato ufficiale, riportato anche da Ansa, il ministero degli Esteri fa riferimento a “una nuova edizione in corso delle esercitazioni militari ‘Cape Bayonet’, che coinvolgono diverse forze britanniche” di quella che viene definita “l’occupazione illegale da parte del Regno Unito delle Isole Malvine“.

Le Isole Falkland, infatti, sono una ferita mai richiusa per l’Argentina, che ritiene che il loro sequestro dovrebbe far vergognare il mondo” (approfondimento al link).

Queste esercitazioni, si sostiene, “costituiscono una dimostrazione ingiustificata di forza che non tiene conto delle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali, che sollecitano Argentina e Gran Bretagna a riprendere i negoziati al fine di trovare una soluzione pacifica e definitiva alla controversia di sovranità sull’arcipelago“.

In particolare, si dice infine, “l’insistenza della Gran Bretagna nella realizzazione delle esercitazioni viola in modo specifico la risoluzione 31/49 dell’Assemblea generale dell’Onu che esorta entrambe le parti ad astenersi dall’adottare decisioni unilaterali che coinvolgono l’introduzione di modifiche alla situazione mentre le isole stanno attraversando il processo di negoziazione raccomandato“.