Russia: senza senso l’ultimatum di Zelensky per la pace

Zakharova: 10 punti senza senso. Indispensabile neutralità Ucraina e riconoscimento realtà territoriale.

La Russia critica l’uso che “il regime di Kiev” e l’Occidente hanno fatto della conferenza di Gedda da cui hanno tentato di imporre “l’ultimatum senza senso” della formula di pace del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ad esprimersi, come riporta la Tass ripresa poi da Adnkronos, così è stata la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, secondo la quale “promuovendo la ‘formula’ di Zelensky, il regime di Kiev e l’Occidente stanno cercando di sminuire la grande importanza delle iniziative presentate da altri Paesi e di monopolizzare il diritto a presentarle“.  

Zakharova continua poi come di seguito:

Nessuno dei dieci punti del piano sostenuto da Zelensky è concepito per trovare una soluzione alla crisi attraverso colloqui e sforzi diplomatici. Tutti insieme costituiscono un ultimatum senza senso per la Russia“.

Secondo la portavoce del ministro degli Esteri, così facendo l’Ucraina vuole prolungare il conflitto.

Per la portavoce, una futura formula di pace deve riaffermare “i fondamenti originari della sovranità ucraina“, compresi “neutralità” e il riconoscimento della “nuova realtà territorialedopo i referendum nelle regioni di Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Luhansk.

Turchia proporrà alla Russia una pace anticipata

Previsto a breve l’incontro tra Erdogan e Putin.
Ankara: Erdogan unico leader mondiale a poter dialogare con Putin e Zelensky.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante i previsti colloqui con Vladimir Putin che si dovrebbero tenere a breve, intende proporre la ripresa dei colloqui di pace sull’Ucraina per raggiungere un cessate il fuoco anticipato.

A dirlo all’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti, stando a quanto riporta Ansa, una fonte dell’amministrazione di Ankara.

Più precisamente, la fonte avrebbe dichiarato che “Erdogan offrirà la sua mediazione ribadendo la tesi che non ci saranno vincitori nella guerra e vinti nel processo di pace“, definendo inoltre il presidente turco “l’unico leader mondiale” che gode della “sincera fiducia” di Putin e Zelensky.

Il Niger rafforza la presenza militare ai confini

Più militari alle frontiere con Nigeria e Benin.
Chiuso anche lo spazio aereo.

Le autorità militari del Niger hanno inviato ulteriori truppe nelle zone di confine con la Nigeria ed il Benin.

I rinforzi, ha riferito il canale televisivo Al Arabiya ripreso da Tgcom24, sono stati inviati in seguito a una decisione del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (l’autorità centrale dopo il colpo di Stato).

Nel frattempo, domenica, è stato anche imposto il divieto di volo nello spazio aereo nazionale.

Iran contro la restrizione alla navigazione in alto mare

Ali Khamenei contro gli Usa: decidono indipendentemente dal diritto internazionale.

L’alto mare è di tutti, e le superpotenze, gli Stati Uniti in particolare, non possono avanzare pretese su queste parti. Se questi poteri non consentono il movimento di una nave in uno stretto, commettono un maledetto errore“.

Lo afferma il leader supremo iraniano, Ali Khamenei, che, come riporta Ansa, continua:

Oggi gli americani disturbano e intercettano le petroliere e dall’altro aiutano le bande di contrabbandieri nelle nostre acque regionali e altri mari. È una violazione del diritto internazionale e non dovrebbe essere ignorata perché tutti i Paesi dovrebbero godere della libertà di navigazione e di trasporto marittimo“.

Le affermazioni del leader sono state fatte durante un incontro con il comandante, il personale e le famiglie dell’86a flottiglia navale dell’esercito, che è recentemente tornata dalla sua missione a “360 gradi” in tutto il mondo, secondo la tv di Stato.

Conclude poi Khamenei:

La missione è stata una mossa politica e militare di successo, che ha dimostrato che i mari appartengono a tutti“.

Nigeria: senatori rifiutano invasione militare del Niger

Perlopiù la decisione arriva dai senatori del Nord.
La Nigeria è il Paese con più peso nell’Ecowas.

Sono soprattutto gli Stati del nord a frenare il presidente nigeriano Bola Tinubu neI perseguire la via di un intervento militare contro i golpisti nel confinante Niger.

Lo riferisce oggi il sito Nigeria Newspapers Online, citato poi da Ansa, dando conto della riunione a porte chiuse tenuta ieri dai senatori della Nigeria, Stato federale peso massimo dell’Ecowas con 215 milioni di abitanti, un esercito da 135 mila uomini (secondo il Global Fire Power index) e un confine di 1.500 km con il Niger.

Nel titolare “I senatori, in una seduta burrascosa, respingono l’invasione militare del Niger“, il sito scrive che “molti senatori del Nord non erano a favore della richiesta, poiché sostenevano che ciò avrebbe compromesso la pace nella loro regione. Una fonte che era al corrente delle discussioni tra i senatori, che si sono incontrati a porte chiuse, ha detto che i legislatori di sette Stati del Nord, che condividono il confine con la Repubblica del Niger, ovvero Sokoto, Kebbi, Katsina, Zamfara, Jigawa, Yobe e Borno, hanno respinto con veemenza la mossa“.

Il sito Legit sostiene che “almeno il 90% del Senato nigeriano ha respinto la richiesta” di Tinubu “di invadere la Repubblica del Niger“.

La circostanza è rilevante in quanto la Costituzione della Nigeria impone che le forze di sicurezza non possano combattere all’estero senza la preventiva approvazione del Senato, tranne in casi di “rischio o pericolo imminente” per la sicurezza nazionale.