Elkann: Stellantis non ha bisogno dell’Italia come azionista

Elkann: “Stellantis sta andando molto bene”.
Il governo francese detiene circa il 6% del gruppo.

John Elkann, presidente di Stellantis, ha risposto agli appelli delle lobby commerciali affinché l’Italia investa direttamente nella società.

Elkann ha chiarito che Stellantis sta andando bene e non ha bisogno che il governo italiano diventi azionista.

Come riporta Investing.com, le sue parole sono state le seguenti:

Penso che gli Stati investano nelle aziende quando queste vanno male. E Stellantis sta andando molto bene“.

Il governo francese, ex investitore di PSA che nel 2021 si è fusa con Fiat Chrysler per formare Stellantis, è considerato un azionista rilevante” del gruppo con una quota del 6% circa.

Il presidente Elkann, che è anche amministratore delegato della società di investimento Exor (che è il maggiore azionista di Stellantis con una quota del 14%), ha affermato che la posizione della Francia come azionista di Stellantis è giustificata dalle sfide affrontate da PSA in passato, che hanno richiesto l’intervento del governo francese.

Le azioni di Stellantis erano in rialzo dell’1,44% nelle recenti contrattazioni di mercato.

Ecco chi sono i 10 più ricchi al mondo

Nessun italiano nella top 10 e solo 3 nei primi 100.
La classifica di Bloomberg Billionaires Index.

Elon Musk con un patrimonio di 192 miliardi di dollari ha superato il magnate del lusso Bernard Arnault (187 miliardi).

Al 3° posto si posiziona Jeff Bezos con 144 miliardi, al 4° Bill Gates con 125 miliardi, al 5° Larry Ellison con 118 miliardi, al 6° Steve Ballmer con 114 miliardi, al 7° Warren Buffett con 112 miliardi, all’8° Larry Page con 111 miliardi, al 9° Sergey Brin con 106 miliardi e, al 10° posto, Mark Zuckerberg con 96,5 miliardi di dollari.

Soltanto 3 gli italiani nella classifica delle 100 persone più ricche al mondo, secondo il Bloomberg Billionaires Index, ripresa anche da Il sole 24 Ore: al 27° posto il gruppo Giovanni Ferrero con un patrimonio di 43 miliardi, al 75° posto Ernesto Bertarelli con 21 miliardi e al 78° Gianluigi Aponte con 20,7 miliardi.

Paesi Brics pronti a svincolarsi dal Dollaro

La volontà è quella di creare una nuova valuta.
Aggirerebbe le sanzioni. Coinvolta anche l’Argentina.

Le nazioni del blocco Brics (composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) hanno chiesto alla loro banca, la Ndb, di fornire indicazioni su come potrebbe funzionare una potenziale nuova valuta condivisa, soprattutto nel proteggere altri paesi membri dall’impatto di sanzioni come quelle imposte alla Russia.

Lo scrive il quotidiano sudafricano Daily Maverick, poi ripreso anche da Il Sole 24 ore, riportando stralci dell’incontro tenutosi ieri a Città del Capo (Sudafrica) tra i ministri degli Esteri di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Di seguito quanto ha detto ai giornalisti Naledi Pandor, ministro delle relazioni internazionali del Sudafrica, dopo l’incontro:

I Brics stanno cercando di assicurarsi di non diventare vittime di sanzioni che hanno effetti secondari su paesi che non sono coinvolti in questioni che hanno portato a tali sanzioni unilaterali“.

Le proposte sono all’esame dei funzionari della New Development Bank (Ndb), l’istituto di credito con sede a Shanghai creato dalle nazioni Brics.

Non solo. Anche l’Argentina potrebbe entrare nella Banca dei Brics.

La presidente della Nuova banca di sviluppo (Nbd) dei Brics, l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff, ha infatti informato il ministro dell’Economia argentino, Sergio Massa, che il cda della banca ha formalmente consentito di votare l’ingresso dell’Argentina in tale istituto: lo rende noto l’agenzia Telam.

Rousseff ha comunicato la notizia a Massa durante una riunione svoltasi ieri nella sede della Nbd a Shanghai.

Si tratta di una decisione chiave per il Paese, soprattutto per la possibilità di assistenza in materia finanziaria a cui l’Argentina potrà accedere diventando membro della banca.

La proposta, promossa dal Brasile, si concretizzerà nell’incontro che i governatori della Nbd svolgeranno nella prima settimana di agosto in Sudafrica.

Juventus: penalizzazione, sconfitta e crollo in Borsa

Tre schiaffi in pochi giorni.
Bene invece il titolo della Lazio.

Giorni di poche glorie, gli ultimi, per i bianconeri.

La Juventus, infatti, è in netto calo dopo la penalizzazione di 10 punti, che a due giornate dalla fine del campionato sancisce una probabile esclusione del club torinese dalla Champions League.

Ben raccolta invece è la Lazio che, al secondo posto in classifica, brinda alla matematica certezza di parteciparvi.

Intorno alle 9,30 le azioni della Juve cedono l’1,8% a 0,28 euro dopo un avvio in calo di oltre il 3%, sempre sui minimi da metà 2022.

Lazio in crescita a 1,12 euro con il titolo che si muove sui massimi dal 17 aprile scorso, come riporta Reuters.

La Corte Federale di Appello della Figc ha inflitto al club dieci punti di penalizzazione nella corrente stagione di Serie A nell’ambito del cosiddetto “caso plusvalenze“.

In campionato, i bianconeri hanno perso 4-1 fuori casa contro l’Empoli e sono scivolati al settimo posto a due giornate dalla fine della stagione.

Un trader sottolinea che con 10 punti di penalizzazione la Juve è al momento fuori dalla Champions e, pertanto, peseranno sui conti i mancati introiti derivanti da questa importante competizione.

Argentina: Banca centrale porta i tassi la 97%

Inflazione al 109%.
I prestiti vanno resi sostanzialmente al doppio dell’importo.

La Banca centrale d’Argentina ha alzato il suo tasso di riferimento di 600 punti base al 97% per combattere un’inflazione arrivata al 109% in aprile.

Si tratta del secondo maxi rialzo in un mese, con l’obiettivo di ‘evitare che la volatilità finanziaria agisca come un motore anticipatore dell’inflazione‘, ha spiegato l’istituto in una nota riportata da Il Sole 24 Ore.

Per capire meglio il concetto, è come se in Italia per ogni euro preso in prestito se ne dovessero restituire 1,97: praticamente il doppio.