Audi: rivolta nello stabilimento di auto elettriche

Forte crisi dell’elettrico: il gruppo pensa di chiudere la fabbrica di Bruxelles.
I dipendenti sequestrano le chiavi di 200 veicoli in segno di protesta; possibili azioni legali.

Il Gruppo Volkswagen sta considerando la chiusura di uno stabilimento a causa di una crisi di vendite e della mancanza di 500.000 immatricolazioni, con gravi ripercussioni anche per il marchio Audi.

La fabbrica di Bruxelles, specializzata in auto elettriche, è paralizzata a causa della bassa domanda e i dipendenti hanno sequestrato le chiavi di 200 veicoli in segno di protesta.

Come riporta Autoappassionati, Audi ha risposto minacciando azioni legali se le chiavi non verranno restituite, mentre i sindacati stanno organizzando una mobilitazione per il 16 settembre.

Ford: non metteremo in produzione altri modelli elettrici

Eliminati i progetti di nuovi modelli e tagliate le spese in ricerca e sviluppo per auto elettriche.
L’elettrico è costato una perdita che potrebbe sfiorare i 5,5 miliardi di dollari.

Il capo di Ford, Jim Farley, è deciso: non metteremo in produzione altri modelli elettrici se non saranno redditizi sin dal primo anno di vendite.

E siccome nessuno è mai riuscito in un’impresa simile, la strategia sarà un’altra: per prima cosa viene cancellato dai piani il progetto della sport utility familiare full electric soprannominata Bullet Train che avrebbe dovuto essere messo in campo nel 2025-2026, per il quale è probabile venga poi scelta una motorizzazione ibrida con il range extender.

E poi c’è un taglio del 10% sulle spese per ricerca e sviluppo dei veicoli elettrici che scende dal 40 al 30% delle rendite.

Altro provvedimento immediato: cambiare i piani per le fabbriche di batterie per essere più competitivi dei cinesi e delle loro batterie a basso prezzo.

Come per molti altri produttori di auto, stando a quanto riporta Automoto.it, le previsioni di Ford per il 2024 non sono rosee per le elettriche, con una perdita che potrebbe sfiorare i 5,5 miliardi di dollari.

Auto elettriche: la Polonia sospende i contributi per l’acquisto

Esauriti i fondi stanziati; si prevede un calo delle vendite.
Verso un sensibile aumento le rate per l’acquisto.

Il Fondo polacco per la protezione dell’ambiente e la gestione delle acque ha annunciato la sospensione dei sussidi per il leasing di auto elettriche fino alla fine di quest’anno.

Ciò prevede un calo significativo delle vendite di questi veicoli nella seconda metà del 2024.

Come riporta Polonia Oggi, la decisione è legata all’esaurimento dei fondi stanziati a questo scopo, pari a 660 milioni di zloty (circa 150 milioni di euro), e ai preparativi per l’introduzione del nuovo programma “La mia auto elettrica“.

A causa della soppressione del sussidio il prezzo delle rate per l’acquisto di una macchina elettrica aumenterà fino a qualche centinaia di zloty.

Stellantis: azionisti Usa fanno causa dopo i risultati deludenti

L’accusa è di aver occultato l’aumento delle scorte ed altre debolezze.
L’azione legale riguarda anche il Ceo Carlos Tavares e la Cfo Natalie Knight.

Stellantis è stata citata in giudizio da alcuni azionisti negli Stati Uniti secondo i quali la casa automobilistica li avrebbe ingannati nascondendo l’aumento delle scorte e altre debolezze, prima di pubblicare risultati deludenti che hanno fatto scendere il prezzo del titolo.

La denuncia, depositata ieri presso il tribunale federale di Manhattan, sostiene che Stellantis avrebbe gonfiato artificialmente il prezzo del titolo per gran parte del 2024 facendo valutazioni “eccessivamente positive” su scorte, potere di determinazione dei prezzi, nuovi prodotti e margine operativo.

Gli azionisti hanno detto che la verità è emersa il 25 luglio, quando Stellantis ha comunicato che l’utile operativo adjusted del primo semestre è sceso del 40% a 8,46 miliardi di euro, sotto gli 8,85 miliardi di euro previsti dagli analisti.

In una dichiarazione inviata via e-mail a Reuters, Stellantis ha dichiarato quanto di seguito:

Questa causa è priva di fondamento e la società intende difendersi vigorosamente“.

Il gruppo, nato nel 2021 dalla fusione di Fiat Chrysler e della francese Psa con i suoi 14 marchi che comprendono, tra i vari, Alfa Romeo, Citroen, Dodge, Jeep, Maserati, Opel, Peugeot e Ram, inoltre, ha detto che il margine di utile operativo adjusted è sceso al di sotto del suo obiettivo a doppia cifra per l’intero anno.

Il titolo quotato negli Stati Uniti è sceso di 1,94 dollari, pari al 9,9%, a 17,66 dollari nelle due sedute successive all’annuncio.

L’azione legale riguarda anche il Ceo Carlos Tavares e la Cfo Natalie Knight.

Porsche: nuovi investimenti per diversificare il portafoglio

Recentemente acquisite partecipazioni in società di intelligenza artificiale.
Per il 2024 si punta ad un utile tra i 3,5 ed i 5,5 miliardi.

Durante il primo semestre del 2024, Porsche Automobil Holding Se ha generato un risultato netto dopo le tasse di 2,1 miliardi di euro, inferiore rispetto ai 2,3 miliardi del 2023.

Un calo atteso e significativamente influenzato, spiega il gruppo, dagli investimenti in Volkswagen AG e Porsche AG, contabilizzati a patrimonio netto di 2,0 miliardi di euro e 0,3 miliardi di euro, rispettivamente.

L’indebitamento netto è calato a 5 miliardi di euro dai 5,7 miliardi del 31 dicembre 2023.

Il gruppo ricorda di fare parte di un insieme di investitori che ha acquisito una quota del 35% in Flix SE, proprietaria di Greyhound e FlixBus.

La holding ha recentemente inoltre acquisito anche una partecipazione nella società canadese di intelligenza artificiale Waabi Innovation Inc.

Johannes Lattwein, membro del consiglio di amministrazione responsabile per finanza e IT, ha dichiarato quanto di seguito:

Porsche SE si trova finanziariamente nella posizione per considerare ulteriori investimenti per diversificare il suo portafoglio. Le nostre risorse finanziarie ci danno una considerevole flessibilità per potenziali investimenti core e di portafoglio. Nel fare ciò, perseguiamo un approccio di sviluppo attivo del portafoglio. La situazione del mercato azionario e la diminuzione generale nelle valutazioni aziendali stanno creando opportunità attrattive“.

Per l’anno fiscale 2024 la holding punta a un risultato dopo le imposte compreso tra 3,5 e 5,5 miliardi.