Automotive: la crisi potrebbe aggravarsi

L’elettrico non è mai decollato e le vendite sono in continuo calo.
Le norme Ue la mazzata finale per l’industria.

Le modifiche alle norme UE sulle emissioni di gas di scarico, che entreranno in vigore l’anno prossimo, potrebbero causare un aumento significativo dei prezzi delle auto.

Le nuove normative UE sulle emissioni di CO2, che abbassano i limiti da 118 a 94 g/km, impongono sanzioni elevate in caso di superamento, che aumenteranno significativamente i costi di produzione e i prezzi delle auto.

Inoltre, lo sviluppo della mobilità elettrica non sta dando i risultati sperati: nonostante il numero crescente di modelli elettrici, i consumatori europei sono riluttanti ad acquistarli a causa dei prezzi elevati e dei problemi di funzionalità, come l’autonomia limitata e le difficoltà di ricarica.

La quota di auto elettriche nelle vendite di auto nuove diminuisce di anno in anno, confermando la crescente incertezza sul futuro di questo segmento.

A dare l’allarme è in particolare l’industria polacca, in quanto gli aumenti dei prezzi porteranno a un ulteriore calo delle vendite di nuovi veicoli, che colpirà in particolare proprio le fabbriche polacche che producono parti e componenti.

Gli stabilimenti polacchi, infatti, come ripota Polonia Oggi dipendono strettamente dagli ordini provenienti dall’estero, in particolare dalla Germania, che riceve fino a un terzo della produzione degli stabilimenti automobilistici polacchi.

Il rapporto MotoBarometr indica che il numero di manager polacchi del settore che prevedono un calo della produzione è quintuplicato nell’ultimo anno.

Elettrico: Enel X-Way abbandona Usa e Canada

Il gruppo chiudere le attività inerenti alle colonnine di ricarica già dall’11 ottobre.
Le mancate vendite di auto elettriche rendono il business meno sostenibile.

Enel X Way North America ha annunciato la chiusura delle sue attività legate alle colonnine per veicoli elettrici residenziali e commerciali in USA e Canada, con effetto dall’11 ottobre 2024.

Questo stop brusco arriva dopo piani ambiziosi, annunciati nel 2023, di espandere la rete di colonnine rapidi DC in Nord America.

La decisione di Enel di abbandonare questi mercati, come riporta Automoto.it, è dovuta principalmente al fatto che il gruppo non ha un’attività di vendita di elettricità al dettaglio in USA e Canada, e quindi non può offrire pacchetti integrati come fa in altri paesi.

Inoltre, la società ha dichiarato di essere stata influenzata dall’aumento dei tassi di interesse e dalla mancata crescita delle vendite di veicoli elettrici, rendendo il business delle colonnine meno sostenibile.

I dispositivi JuiceBox di Enel X Way continueranno a funzionare, ma l’app che li gestisce sarà rimossa, lasciando gli utenti senza la possibilità di configurare le impostazioni di ricarica.

Questo colpo improvviso ha deluso molti utenti, che ora si trovano con meno flessibilità per gestire il consumo energetico nelle proprie abitazioni.

La situazione per le colonnine commerciali è ancora più critica, poiché senza il supporto software, queste stazioni diventeranno inutilizzabili.

La mancanza di assistenza clienti aggrava ulteriormente il problema, lasciando i gestori di tali stazioni in una situazione di emergenza senza preavviso sufficiente.

Operai tedeschi finti malati? Musk: mando il medico fiscale a tutti

Assenze contemporanea fino al 15% dei dipendenti.
Lo stabilimento conta circa 12.000 dipendenti e ci sono 200 lavoratori in regime di retribuzione benchè assenti da tutto l’anno.

Elon Musk, CEO di Tesla, ha annunciato di voler approfondire personalmente il crescente tasso di assenze per malattia nella Gigafactory di Grünheide, in Germania.

Come riporta Automoto.it, secondo i rapporti fino al 15% dei dipendenti dello stabilimento si sarebbe assentato simultaneamente per malattia in determinati periodi.

Musk ha definito la situazione “folle” in un post su X, dichiarando: “Lo esaminerò personalmente“.

Il responsabile della fabbrica, André Thierig, ha attirato l’attenzione difendendo la pratica dei controlli a domicilio sui dipendenti malati, sottolineando che si tratta di un approccio comune in molte aziende per incentivare l’etica del lavoro.

Tuttavia, il sindacato IG Metall ha criticato duramente l’iniziativa, definendola “inappropriata” e collegandola all’elevata pressione lavorativa nella fabbrica.

Tesla ha informato i lavoratori di queste misure durante un’assemblea aziendale, e secondo Thierig, molti dipendenti sarebbero stati d’accordo, esprimendo frustrazione per l’assenza prolungata di alcuni colleghi.

Thierig ha rivelato che circa 200 lavoratori risultano essere ancora in regime di retribuzione, nonostante non abbiano lavorato per tutto l’anno.

La Gigafactory di Grünheide, operativa da oltre due anni, conta circa 12.000 dipendenti.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione del personale e sulle condizioni di lavoro nel sito, accrescendo le tensioni tra la direzione aziendale e i sindacati.

Volkswagen chiude in Germania ma aumenta la produzione in Polonia

A Poznań verrà prodotto il nuovo modello ibrido Caddy.
Licenziamenti di massa in Germania, investimenti in Polonia.

Il gruppo Volkswagen in Germania sta attraversando un periodo difficile, pianificando licenziamenti di massa e la chiusura di fabbriche non redditizie (approfondimento al link).

Nel frattempo, in Polonia, l’azienda ha annunciato l’inizio della produzione in serie del nuovo modello ibrido Caddy nello stabilimento di Volkswagen Poznań.

Finora, il Caddy era disponibile solo nelle versioni con motori a benzina e diesel; la produzione dei modelli ibridi, come riporta Polonia Oggi, ha richiesto allo stabilimento di Poznań l’adeguamento delle linee di produzione e investimenti nello sviluppo delle competenze dei dipendenti.

Il nuovo Caddy eHybrid, disponibile sia in versione passeggeri che commerciale, dispone di una potenza di 110 KW grazie alla combinazione di un motore a combustione interna e uno elettrico.

La batteria con una capacità di 19,7 kWh permette di percorrere fino a 122 km con il solo motore elettrico, consentendo una guida senza emissioni in contesti urbani.

Lo stabilimento di Poznań ha anche investito in tecnologie produttive moderne, come l’integrazione di nuovi robot e la tecnologia di taglio al plasma, che hanno contribuito all’automazione e al miglioramento del processo produttivo.

La presidente di Volkswagen Poznań, Stefanie Hegels, ha sottolineato che questi investimenti preparano meglio l’azienda alle sfide dell’industria automobilistica contemporanea.

Stellantis licenzia 500 persone a Gliwice

Nello stabilimento polacco verrà chiuso il terzo turno.
Il gruppo critica l’Ue: restrittive le nuove norme.

L’azienda automobilistica Stellantis di Gliwice licenzierà 500 persone alla fine del mese.

Questo va a riconfermare il periodo assolutamente nero del gruppo italo-francese che ha recentemente attirato le critiche di Luca Cordero di Montezemolo (approfondimento al link) e vede il Ceo Carlos Tavares verso l’uscita dal gruppo (approfondimento al link).

Ciononostante, come riporta Polonia Oggi, Stellantis mantiene il suo impegno a sostenere gli stabilimenti polacchi in questa situazione economica e di mercato instabile.

Tra le ragioni dei licenziamenti, Stellantis cita le nuove norme restrittive dell’UE e la transizione al trasporto elettrico.

In base a una decisione dell’Europarlamento, tutte le auto e i furgoni a combustione interna dovranno essere esclusi dalla vendita entro il 2035.

La difficile situazione è dovuta anche al calo ciclico delle vendite in questo periodo dell’anno. Inoltre, il terzo turno nello stabilimento sarà abolito e si è deciso di passare a un sistema a due turni nei reparti di produzione a partire dal 30 settembre.

Il terzo turno è stato ripristinato nello stabilimento di Gliwice un anno e mezzo fa e all’epoca sono state impiegate altre 600 persone per renderlo operativo.