Elettrico: Enel X-Way abbandona Usa e Canada

Il gruppo chiudere le attività inerenti alle colonnine di ricarica già dall’11 ottobre.
Le mancate vendite di auto elettriche rendono il business meno sostenibile.

Enel X Way North America ha annunciato la chiusura delle sue attività legate alle colonnine per veicoli elettrici residenziali e commerciali in USA e Canada, con effetto dall’11 ottobre 2024.

Questo stop brusco arriva dopo piani ambiziosi, annunciati nel 2023, di espandere la rete di colonnine rapidi DC in Nord America.

La decisione di Enel di abbandonare questi mercati, come riporta Automoto.it, è dovuta principalmente al fatto che il gruppo non ha un’attività di vendita di elettricità al dettaglio in USA e Canada, e quindi non può offrire pacchetti integrati come fa in altri paesi.

Inoltre, la società ha dichiarato di essere stata influenzata dall’aumento dei tassi di interesse e dalla mancata crescita delle vendite di veicoli elettrici, rendendo il business delle colonnine meno sostenibile.

I dispositivi JuiceBox di Enel X Way continueranno a funzionare, ma l’app che li gestisce sarà rimossa, lasciando gli utenti senza la possibilità di configurare le impostazioni di ricarica.

Questo colpo improvviso ha deluso molti utenti, che ora si trovano con meno flessibilità per gestire il consumo energetico nelle proprie abitazioni.

La situazione per le colonnine commerciali è ancora più critica, poiché senza il supporto software, queste stazioni diventeranno inutilizzabili.

La mancanza di assistenza clienti aggrava ulteriormente il problema, lasciando i gestori di tali stazioni in una situazione di emergenza senza preavviso sufficiente.

Operai tedeschi finti malati? Musk: mando il medico fiscale a tutti

Assenze contemporanea fino al 15% dei dipendenti.
Lo stabilimento conta circa 12.000 dipendenti e ci sono 200 lavoratori in regime di retribuzione benchè assenti da tutto l’anno.

Elon Musk, CEO di Tesla, ha annunciato di voler approfondire personalmente il crescente tasso di assenze per malattia nella Gigafactory di Grünheide, in Germania.

Come riporta Automoto.it, secondo i rapporti fino al 15% dei dipendenti dello stabilimento si sarebbe assentato simultaneamente per malattia in determinati periodi.

Musk ha definito la situazione “folle” in un post su X, dichiarando: “Lo esaminerò personalmente“.

Il responsabile della fabbrica, André Thierig, ha attirato l’attenzione difendendo la pratica dei controlli a domicilio sui dipendenti malati, sottolineando che si tratta di un approccio comune in molte aziende per incentivare l’etica del lavoro.

Tuttavia, il sindacato IG Metall ha criticato duramente l’iniziativa, definendola “inappropriata” e collegandola all’elevata pressione lavorativa nella fabbrica.

Tesla ha informato i lavoratori di queste misure durante un’assemblea aziendale, e secondo Thierig, molti dipendenti sarebbero stati d’accordo, esprimendo frustrazione per l’assenza prolungata di alcuni colleghi.

Thierig ha rivelato che circa 200 lavoratori risultano essere ancora in regime di retribuzione, nonostante non abbiano lavorato per tutto l’anno.

La Gigafactory di Grünheide, operativa da oltre due anni, conta circa 12.000 dipendenti.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione del personale e sulle condizioni di lavoro nel sito, accrescendo le tensioni tra la direzione aziendale e i sindacati.

Volkswagen chiude in Germania ma aumenta la produzione in Polonia

A Poznań verrà prodotto il nuovo modello ibrido Caddy.
Licenziamenti di massa in Germania, investimenti in Polonia.

Il gruppo Volkswagen in Germania sta attraversando un periodo difficile, pianificando licenziamenti di massa e la chiusura di fabbriche non redditizie (approfondimento al link).

Nel frattempo, in Polonia, l’azienda ha annunciato l’inizio della produzione in serie del nuovo modello ibrido Caddy nello stabilimento di Volkswagen Poznań.

Finora, il Caddy era disponibile solo nelle versioni con motori a benzina e diesel; la produzione dei modelli ibridi, come riporta Polonia Oggi, ha richiesto allo stabilimento di Poznań l’adeguamento delle linee di produzione e investimenti nello sviluppo delle competenze dei dipendenti.

Il nuovo Caddy eHybrid, disponibile sia in versione passeggeri che commerciale, dispone di una potenza di 110 KW grazie alla combinazione di un motore a combustione interna e uno elettrico.

La batteria con una capacità di 19,7 kWh permette di percorrere fino a 122 km con il solo motore elettrico, consentendo una guida senza emissioni in contesti urbani.

Lo stabilimento di Poznań ha anche investito in tecnologie produttive moderne, come l’integrazione di nuovi robot e la tecnologia di taglio al plasma, che hanno contribuito all’automazione e al miglioramento del processo produttivo.

La presidente di Volkswagen Poznań, Stefanie Hegels, ha sottolineato che questi investimenti preparano meglio l’azienda alle sfide dell’industria automobilistica contemporanea.

Stellantis licenzia 500 persone a Gliwice

Nello stabilimento polacco verrà chiuso il terzo turno.
Il gruppo critica l’Ue: restrittive le nuove norme.

L’azienda automobilistica Stellantis di Gliwice licenzierà 500 persone alla fine del mese.

Questo va a riconfermare il periodo assolutamente nero del gruppo italo-francese che ha recentemente attirato le critiche di Luca Cordero di Montezemolo (approfondimento al link) e vede il Ceo Carlos Tavares verso l’uscita dal gruppo (approfondimento al link).

Ciononostante, come riporta Polonia Oggi, Stellantis mantiene il suo impegno a sostenere gli stabilimenti polacchi in questa situazione economica e di mercato instabile.

Tra le ragioni dei licenziamenti, Stellantis cita le nuove norme restrittive dell’UE e la transizione al trasporto elettrico.

In base a una decisione dell’Europarlamento, tutte le auto e i furgoni a combustione interna dovranno essere esclusi dalla vendita entro il 2035.

La difficile situazione è dovuta anche al calo ciclico delle vendite in questo periodo dell’anno. Inoltre, il terzo turno nello stabilimento sarà abolito e si è deciso di passare a un sistema a due turni nei reparti di produzione a partire dal 30 settembre.

Il terzo turno è stato ripristinato nello stabilimento di Gliwice un anno e mezzo fa e all’epoca sono state impiegate altre 600 persone per renderlo operativo.

Germania: non vogliamo ridiscutere target climatici del 2035

Giegold lo dichiara al Consiglio Ue.
Poi aggiunge: con Urso colloquio amichevole ma non nello stesso spirito.

La Germania non vuole indebolire le regole climatiche, per noi gli obiettivi climatici sono fondamentali e vediamo già un pericolo che l’industria Ue non regga la competizione con veicoli elettrici provenienti da altrove. Il nostro obiettivo non è mettere in discussione l’uscita dal motore endotermico nel 2035 e non chiediamo nuovi biocarburanti, che non sono climaticamente neutrali”.

Così il segretario di Stato tedesco agli Affari economici, Sven Giegold, arrivando al Consiglio Ue Competitività.

Come riporta Ansa, Giegold ha poi aggiunto: “Con il ministro Urso abbiamo avuto un colloquio amichevole ma non nello stesso spirito, non vogliamo ridiscutere il target del 2035“.