Von der Leyen: “Eu Chips Act” per ridurre dipendenza da Asia

L’obiettivo è quadruplicare le forniture europee.
Auto ed elettronica nel mirino: previsti 43 miliardi di investimenti.

Le problematiche di fornitura di chip e componenti elettronici dalla Cina sta impattando un po’ su tutti i settori, in particolare sull’elettronica e sull’automotive.

Con la carenza delle scorte che si ricevono, è schizzato anche il prezzo causando un ulteriore problema.

Per far fronte a questa problematica, stando a quanto riporta “msn money”, Ursula von der Leyen ha svelato il piano europeo, che prende il nome di “Eu Chips Act”.

Come dice la presidente della Commissione europea, l’obiettivo è quello di quadruplicare le forniture europee e raggiungere la quota del 20% del mercato globale dei chip entro il 2030:

Ci siamo posti l’obiettivo di avere nel 2030 il 20% della quota di mercato globale della produzione di chip qui in Europa. In questo momento siamo al 9%. Vogliamo raggiungere il 20% entro il 2030. Ma sapendo che la domanda e il mercato globale raddoppieranno per quella data, ciò significa fondamentalmente quadruplicare i nostri sforzi.

In un comunicato, l’Ue ha previsto che il piano mobiliterà circa 43 miliardi di euro di investimenti tra pubblici e privati.

Mosca: follia Usa specula alimentando allarmismo

Accuse inventate e propaganda per aizzare odio.
Nessuna fonte citata: “Se facessimo lo stesso?”

Mosca considera “una follia” le continue dichiarazioni Usa rilasciate in merito alla situazione tra Russia ed Ucraina.

Il tutto per speculare creando odio nei confronti russi creando allarmismo (cit.: “la follia e l’allarmismo continuano”); stando a quando riporta “Ansa” il viceambasciatore russo all’Onu, Dmitry Polyanskiy, avrebbe poi evidenziato come gli Usa non citino nemmeno le fonti, aggiungendo:

E se dicessimo che gli Stati Uniti potrebbero impadronirsi di Londra in una settimana e causare la morte di 300.000 civili? Tutto questo sulla base delle nostre fonti di intelligence che non riveleremo.

Quanto detto da Polyanskiy trova effettivamente riscontro su articoli di giornale come il seguente:

Qui, nel titolo si parla di “Conflitto ucraino” e poi si dice che “gli Usa credono”; opinionisti internazionali come il prof. Geraci, già sottosegretario allo Sviluppo Economico nel Governo Conte I, nella sua pagina Facebook sostiene che il titolo vada specificato (“conflitto ucrainoa cosa si riferisce?) e che la politica estera sia una cosa seria che non può basarsi sui “Credo che”.

Ancora, il colosso dell’informazione Bloomberg, ha annunciato l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, lasciando il titolo errato online per circa mezz’ora a cui ha poi fatto seguito una nota di scuse:

Capiamo, però, che un clima simile possa indubbiamente creare allarmismi superiori al dovuto e generare speculazione di opinioni.