La classifica delle donazioni all’Ucraina

Ecco chi sono i primi 20 Paesi che più hanno donato.
Gli aiuti umanitari quelli meno stanziati.

Tema ricorrente da ormai un paio d’anni, il conflitto tra Ucraina e Russia porta con sé anche una continua diatriba sul fatto che sia giusto o meno inviare aiuti all’Ucraina, oltre che estraniare sempre più da tutto la Russia.

Rispetto all’inizio, la posizione degli osservatori sta variando con l’opinione pubblica che è ormai sempre più stufa di finanziare l’Ucraina sotto diverse forme.

Ma come e chi, ad oggi, sono stati i principali donatori verso l’Ucraina?

Il Sole 24 Ore ha redatto una classifica dei primi 20, indicando anche la tipologia di aiuto tra militare, finanziario ed umanitario. Di seguito i grafici:

Qui, invece, la sintesi per tipologia di aiuto ricevuti dall’Ucraina; risulta abbastanza triste vedere come gli aiuti umanitari risultino essere i minori stanziati:

Calcio: ecco come sarà la Superlega

3 serie, 64 squadre senza memebri permanenti e piattaforma streaming gratuita.
Agnelli fautore, Roma contraria.

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE, A22 Sports Management ha annunciato il nuovo progetto della Superlega: si tratta di un torneo da 64 squadre, divise in tre leghe, con meccanismo di promozione e retrocessione tra le divisioni.

Nel primo anno della competizione, come riporta Il Sole 24 Ore, i club saranno selezionati in base ad un indice con criteri trasparenti e basati sulle prestazioni, con efficaci regole di sostenibilità finanziaria. Inoltre, non ci saranno membri permanenti.

Prevista anche una piattaforma streaming per la visione gratuita di tutte le partite.

Bernard Reichart, Ceo di A22, ha dichiarato quanto di seguito:

Il calcio è il gioco della gente; l’attuale esperienza dei tifosi, con abbonamenti televisivi multipli, sta diventando proibitiva e necessita di nuove idee. Altre opzioni di intrattenimento migliorano continuamente le loro offerte di contenuti ed il calcio ha bisogno di innovazione, soprattutto per attirare i giovani”.

Più precisamente, i primi due livelli, Star League e Gold League, saranno composti da 16 squadre mentre il terzo livello, Blue League, da 32 club.

La promozione da quest’ultima categoria verso le superiori si baserà sui risultati ottenuti nei tornei nazionali.

Le partite avverranno in casa e fuori casa in gruppi di 8, con un minimo di 14 partite all’anno, ed a fine stagione la fase ad eliminazione diretta determinerà i campioni di ogni lega ed i club da promuovere.

La piattaforma di streaming gratuita genererà entrate dalle pubblicità, dagli abbonamenti premium, dalle partnership di distribuzione, dai servizi interattivi e dagli sponsor.

A22 Sports Management è una società spagnola con sede a Madrid, nata da una partnership tra gli investitori John Hahn e Anas Laghrari immediatamente dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE.

In Italia, Andrea Agnelli è un grande fautore della Superlega, mentre la Roma vi si schiera contro con la nota ufficiale della società di Friedkin in cui “Ribadisce la propria posizione in rispetto dei valori e del futuro del calcio europeo”.

Enti non profit vs Enpam, la parola (fine?) del Ministero

Ministero del Lavoro risponde a interpello Aris su aliquota Enpam del 4% a carico dei medici.
Chiarimenti anche su applicazione contributo 2% legge 243/2004.

Dopo quasi vent’anni, il Ministero del lavoro sembra finalmente mettere la parola fine alle richieste contributive dell’Enpam nei confronti degli enti no-profit”.

Così Giovanni Costantino commenta la risposta inviata oggi all’ARIS con cui il Dicastero del Welfare ha precisato a chiare lettere che non trovano applicazione nei confronti degli enti no-profit sia il contributo Enpam del 2%, introdotto dall’art. 1 co. 39 della l. 243/2004, che quello ulteriore del 4%, previsto dalla recente delibera dell’Ente n. 64/2022, essendo rivolti solo alle realtà costituite in forma societaria.

Si tratta di una importantissima presa di posizione – prosegue il giuslavorista – che dovrebbe porre fine ai tentativi dell’Enpam di far gravare, anche per via giudiziale, questi contributi su fondazioni, associazioni ed enti religiosi”.

In conclusione, il capo delegazione ARIS esprime la propria personale “soddisfazione per l’importante risultato, auspicando che ora il Ministero intervenga anche sull’ulteriore questione posta alla sua attenzione, relativa alla corretta determinazione della base imponibile del contributo a carico dei professionisti operanti presso le società accreditate con il SSN”.