Presto la laurea unica europea

Si punta ad unico titolo valido in tutto il continente.
Gli esperti italiani: “Il ministero deve accelerare”.

Si potrà ottenere una laurea europea, ovvero un unico titolo valido in tutto il continente.

Il processo si è messo in moto e prevede un arco temporale di tre anni; come riporta La Repubblica, la Commissione europea, nella fase finale del suo mandato, ha deciso di lanciarlo con l’ufficio comunicazione dedicato all’istituzione.

La Commissione europea punta su tre raccomandazioni: far muovere gli studenti, semplificare le carriere dei docenti e renderle più attrattive.

Per quanto riguarda il nostro Paese, gli esperti italiani si sono espressi così: “Il ministero deve accelerare”.

Decreto Legge revoca opzioni di cessione del credito e sconto in fattura

Nessuna ripercussione sul sismabonus acquisti.

In riferimento alla bozza dello schema di Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri in data 27 marzo 2024 ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la CAM Group precisa quanto segue:

La bozza disponibile del Decreto non propone modifiche all’Art. 2 comma 2 del
Decreto Legge n. 11 del 16 febbraio 2023, norma che ha reso non più esercitabili le opzioni per la cessione del credito e per lo sconto in fattura per gli interventi che avevano avviato le attività per il rilascio del titolo abilitativo (permesso di costruire) dopo il 16 febbraio 2023. Allo stato quindi per gli interventi di demolizione e ricostruzione che avevano avviato l’attività per il rilascio del titolo abilitativo prima del 16 febbraio 2023 rimangono confermati le opzioni per la cessione del credito e per lo sconto in fattura.

CAM Group quindi per le iniziative in corso di realizzazione rientranti nella fattispecie ed in particolare Domus Ostiense e 126Martini conferma che la cessione del credito per chi acquista è confermata sino al 31 dicembre 2024 con le caratteristiche previste dalla risoluzione n. 14 Agenzia delle Entrate dell’8 marzo 2024, completamento della struttura, asseverazione del progettista del miglioramento sismico, atto di compravendita.

La Normale di Pisa chiede stop al bando con Israele

La richiesta partita dagli studenti.
Il Senato accademico l’ha approvata a maggioranza.

La richiesta di riconsiderare il bando Maeci è stata fatta dagli studenti e la mozione è stata poi approvata a maggioranza dalle componenti del Senato accademico.

Come riporta Tgcom24, nel testo la Normale dice quanto di seguito:

Richiamando integralmente i contenuti della mozione approvata dal Senato Accademico il 28 novembre 2023, rinnova con forza, anche alla luce della risoluzione Onu del 25 marzo 2024, la richiesta di rilascio degli ostaggi e di un immediato cessate il fuoco nella striscia di Gaza al fine di scongiurare l’ulteriore aggravarsi di una situazione umanitaria ormai disperata, che si configura ogni giorno di più come un’inaccettabile forma di punizione collettiva della popolazione palestinese“.

La mozione riporta:

Oggi, in circostanze di eccezionale e crescente gravità la Scuola Normale Superiore ritiene di essere chiamata, insieme a tutta la comunità scientifica internazionale, non solo ad attestare concretamente la propria solidarietà ma anche a riflettere criticamente ad ampio raggio sulle ramificazioni del proprio lavoro“.

La Scuola, inoltre, afferma “la necessità di ispirare le attività di ricerca e di insegnamento al rispetto” dell’articolo 11 della Costituzioneche prescrive il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e in coerenza con il dettato costituzionale, si impegna a esercitare la massima cautela e diligenza nel valutare accordi istituzionali e proposte di collaborazione scientifica che possano attenere allo sviluppo di tecnologie utilizzabili per scopi militari e alla messa in atto di forme di oppressione, discriminazione o aggressione a danno della popolazione civile, come avviene in questo momento nella Striscia di Gaza“.

Rispetto dei principi costituzionali chiede poi al Maeci e al Murdi assicurare alla comunità scientifica che tutti i bandi e i progetti da essi promossi per favorire la cooperazione industriale, scientifica e tecnologica con altri Stati rispettino rigorosamente i principi costituzionali, con particolare riferimento all’art.11 e al Maeci appunto, alla luce dei principi sopra richiamati, di “riconsiderare il Bando Scientifico 2024” emesso in attuazione dell’Accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele“.

Ancora, la Normalesi impegna a promuovere il confronto e il dialogo tra tutte le componenti della sua comunità sugli sviluppi della situazione in Palestina chiedendo al direttore di convocare entro la fine di aprile un’assemblea generale dedicata al tema e di favorire altre iniziative” e conferisce al direttore il mandato di farsi portavoce in ogni sede istituzionale, e in particolare presso il Mur, il Maeci e la Crui, delle posizioni espresse nella presente mozione“.

La Scuola Normale di Pisa chiede di rivalutare il bando Maeci Italia-Israele.

Nella mozione approvata dal Senato accademico martedì, al punto 5 si legge che la Normalechiede al Maeci, alla luce dei principi sopra richiamati, di riconsiderare il “Bando Scientifico 2024” emesso il 21 novembre 2023 in attuazione dell’accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele.

Il social di Trump debutta a Wall Street: +40%

La piattaforma è Truth Social.
Trump ne detiene circa il 70%.

Le azioni della società di social media di Donald Trump sono balzate del 40% nel primo giorno di contrattazioni al Nasdaq, facendo aumentare il valore della grande partecipazione dell’ex presidente nella società.

Trump Media & Technology Group gestisce la piattaforma di social media Truth Social.

Prima dell’inizio delle contrattazioni, il valore di mercato di Trump Media era di circa 6,8 miliardi di dollari, cifra destinata a salire notevolmente se i primi guadagni delle azioni si confermeranno.

Le azioni sono quotate con il simbolo «DJT», come riporta Il Sole 24 Ore, e Trump detiene quasi il 70% della società.

Il titolo di Trump Media & Technology Group era già in netto rialzo nel premercato, dopo che era stata finalizzata la sua fusione con Digital World Acquisition (Dwac), che oggi la ha portata Borsa.

L’accordo dà al gruppo mediatico di Trump, che comprende la piattaforma Truth Social, il capitale necessario per affrontare anche una serie di problemi legali e finanziari che coinvolgono l’ex presidente degli Stati Uniti.

In suo aiuto anche la decisione di migliaia di azionisti di Dwac, circa cinquemila, di rifiutare la fusione con il gruppo di Trump, accettando 10,87 dollari per ogni azione posseduta, per una perdita del 75% rispetto alla chiusura di mercoledì scorso – l’ultimo giorno disponibile – a 42,90 dollari.

Ieri, il titolo di Dwac ha guadagnato il 35,22%, chiudendo a 49,95 dollari, prima del passaggio del ticker a DJT, ovvero le iniziali dell’ex presidente.

Trump avrà oltre 78 milioni di azioni della nuova società, quasi il 70% del totale, per un valore che solo ieri è aumentato di 1,02 miliardi di dollari, per un totale – alla chiusura di ieri – di 3,93 miliardi.

Tecnicamente Trump, per la terza volta consecutiva candidato repubblicano alla Casa Bianca, non potrà vendere le azioni per almeno sei mesi, ma potrebbe chiedere agli azionisti che gli sia concessa la possibilità di farlo subito, in modo da avere contante disponibile.

In questo momento, il titolo guadagna nel premercato il 25,7% a 62,79 dollari.

Polonia: richiesta di processo per il presidente della Banca Nazionale

Era capitato solo una volta in Europa.
Il mercato non sembra comunque risentirne per il momento.

La richiesta di processo davanti al Tribunale di Stato per il presidente della banca centrale è una rarità, è successo solo una volta in Europa, dopo gravi accuse penali.

Eppure in Polonia, come riporta Polonia Oggi, i deputati della maggioranza al potere hanno presentato la richiesta di chiamare il presidente della Banca Nazionale Polacca, Adam Glapiński, a rispondere davanti al Tribunale di Stato, il che potrebbe richiedere da 6 a 12 mesi.

La richiesta di procedimento davanti ad un Tribunale di Stato per il presidente della NBP (Banca Nazionale Polacca) potrebbe influenzare i rendimenti dei titoli di Stato e il comportamento dello złoty, ma il mercato non prevede cambiamenti nella politica monetaria.

I rendimenti dei titoli di Stato polacchi hanno registrato un lieve calo, mentre lo złoty si è leggermente indebolito rispetto all’euro, ma si è rafforzato rispetto al dollaro.

In Borsa le azioni sono aumentate, il WIG20 ha guadagnato il 2,2%, che potrebbe essere il risultato delle note positive riguardanti Cyfrowy Polsat, LPP e mBank.