Crisi ucraina: capitali in fuga dall’Europa verso gli Usa

In Europa occidentale prelevati 23,4 miliardi.
40,5 miliardi versati nel mercato Statunitense nello stesso periodo.

Fuga dei capitali dall’Europa verso gli Stati uniti.

È quanto sta accadendo dopo che la crisi tra Russia ed Ucraina ha impattato sulle scommesse speculative sull’Europa.

Come riporta “Notizie.it”, gli investitori internazionali hanno prelevato infatti 23,4 miliardi di dollari dai fondi comuni di investimento e dagli ETF (fondi negoziati in borsa) dell’Europa occidentale: nelle tre settimane tra l’invasione della Russia e il 16 marzo, secondo i dati del fund-flow tracker EPFR, si tratta di più del doppio dei deflussi osservati durante le prime tre settimane del “selloff” della pandemia all’inizio del 2020.

A guadagnarci sono soprattutto i titoli di Wall Street: gli investitori, nello stesso periodo, hanno versato 40,5 miliardi di dollari nel fondo azionario statunitense.

CNH Industrial apre centro ingegneria avanzata in Arizona

Tecnologie per l’agricoltura di precisione.
Previsti investimenti anche in South Dakota.

Cnh Industrial ha aperto un nuovo polo ingegneristico a Scottsdale, in Arizona (Usa).

La struttura, stando a quanto riporta “Reuters”, supporterà la rapida crescita del business di Raven acquisito dalla Società, specializzato nelle tecnologie per l’agricoltura di precisione e per lo sviluppo di soluzioni d’avanguardia.

Secondo una nota, oltre alla nuova sede di Scottsdale, Cnh Industrial intende investire anche nell’ampliamento dell’Innovation Campus di Raven a Baltic, in South Dakota (Usa), che si trova a pochi minuti dalla sede centrale di Sioux Falls.

Nel comunicato, infine, si legge che con queste sedi aumenta la presenza di CNH Industrial in Arizona, che comprende le vicine strutture di R&S di Casa Grande e le piste di collaudo di Maricopa.

Usa-Gb: eliminati i dazi sull’acciaio

Rimossi i dazi messi da Trump.
Accordo per le importazioni di acciaio ed alluminio.

La segretaria al Commercio americano, Gina Raimondo, ha annunciato un accordo con la Gran Bretagna per eliminare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti dall’allora presidente Donald Trump.

A renderlo noto, come riporta “Tgcom24”, è il dipartimento sul suo sito tramite una nota:

“Consentendo un flusso di acciaio e alluminio dal Regno Unito senza tasse, allentiamo ulteriormente il divario tra domanda e offerta di questi prodotti negli Stati Uniti. E rimuovendo i dazi imposti dal Regno Unito in risposta, riapriremo il mercato britannico agli amati prodotti americani“.

Scontro Usa-Russia: “Non abbiamo armi chimiche, da Biden solo insinuazioni”

Mosca risponde a Washington.
A Kiev scatta il coprifuoco.

Mentre il conflitto russo-ucraino arriva al suo ventisettesimo giorno, non mancano i botta e risposta tra Usa e Russia, dove la tensione è sempre più alta e l’ambasciatore Usa a Mosca è stato convocato dal ministero degli Esteri per riferire sulle dichiarazioni del presidente americano (approfondimento al link).

Come riporta “Tgcom24”, infatti, dopo le parole di Joe Biden, che ha accusato Mosca di stare valutando “l’uso di armi chimiche e biologiche“, il Cremlino ha replicato: “Non ne abbiamo, solo insinuazioni“.

Il Pentagono, inoltre, ha aggiunto: “Stiamo vedendo dei contrattacchi delle forze ucraine contro Mosca“.

Sul tema è intervenuto anche il Papa che ha chiamato il presidente ucraino Zelensky dicendo “Prego e faccio tutto il possibile per la fine della guerra“.

Nel frattempo a Kiev è scattato il coprifuoco.

Convocato ambasciatore Usa a Mosca: rapporti al collasso

Inaccettabili le dichiarazioni di Biden.
Russia risponderà in modo fermo e deciso.

Il ministero degli Esteri russo ha comunicato di aver convocato l’ambasciatore statunitense John Sullivan per riferire che le dichiarazioni del presidente Joe Biden sul presidente Vladimir Putin hanno spinto i rapporti bilaterali sull’orlo del collasso.

La scorsa settimana, Biden ha definito Putin “criminale di guerra” per aver inviato decine di migliaia di truppe in Ucraina.

Come riporta “Reuters”, un comunicato del ministero riporta quanto di seguito:

“Simili dichiarazioni da parte del presidente americano, indegne di uno statista d’alto rango, hanno spinto le relazioni russo-americane al limite del collasso“.

In precedenza, il Cremlino ha descritto le dichiarazioni come “insulti personali” contro Putin.

Il ministero ha anche detto a Sullivan che le azioni ostili contro la Russia riceveranno una “risposta ferma e decisa“.