Le serie più costose della storia della televisione

Investimenti milionari e cifre da capogiro.
Ecco quali sono le serie TV più care di sempre.

Si parte dal 19esimo posto, con “Sense8” (2015-2018 – Netflix): 9 milioni di dollari a episodio per una serie rivoluzionaria e rivendicativa, che è costata cara a causa delle scene registrate in varie parti del mondo. La sua cancellazione è stata un duro colpo per i fans.

Al 18esimo posto troviamo “The Big Bang Theory” (2007-2019 – CBS): 9 milioni di dollari a episodio con i suoi sette protagonisti sono arrivati a guadagnare 900.000 dollari ad episodio. Tre di loro addirittura si sono abbassati lo stipendio per eguagliare quello del resto degli attori. Erano come una famiglia.

17esimo posto per “Roma” (2005-2007 – HBO, BBC e RAI): con un costo di 10 milioni di euro ad episodio, è stata una coproduzione storica, a tutti i livelli. Sebbene sia durata solo due stagioni, la qualità era eccezionale ed i costi esorbitanti.

Al 16esimo posto “Friends” (1994-2004 – NBC): 10 milioni di dollari ad episodio con i sei protagonisti sono stati pagati un milione di dollari a episodio, il che spiega come il prezzo della sitcom sia salito alle stelle.

Si piazza 15esimo “Westworld” (2016 – HBO): 10 milioni di dollari per la produzione futuristica della HBO che è una delizia per i sensi, grazie a una produzione maestosa ed ineguagliabile.

Al 14esimo posto “Stranger Things” (2016 – Netflix): 12 milioni di euro a episodio; per avere un cast così ampio significa maggiori stipendi e costi più elevati. Ma, d’altronde, è una delle serie di punta di Netflix.

Si colloca al 13esimo posto “Blood Brothers” (2001 – HBO): 12,5 milioni di dollari ad episodio ; coprodotta da Spielberg, dopo oltre 20 anni questa miniserie è ancora tra le prime 5 migliori serie di sempre. Valeva ogni centesimo speso.

Salendo in classifica, al 12esimo posto ecco “E.r. – Medici in prima linea” (1994-2009 – NBC): 13 milioni di dollari ad episodio . George Clooney, Julianna Margulies, Noah Wyle o Anthony Edwards avevano un cachet decisamente elevato, che la NBC pagava volentieri. Una serie mitica.

All’11esimo posto troviamo “The Crown” (2016 – Netflix): 13 milioni di dollari ad episodio per la serie che ha una produzione impeccabile ed avere dei premi Oscar tra i protagonisti alza il conto, ma il risultato delle cinque stagioni in cui è durata è stato magnifico.

Al decimo posto invece “See” (2019 – Apple TV+): 15 milioni di dollari ad episodio. Nel cast di questa serie distopica c’erano, tra gli altri, Jason Momoa e Dave Bautista all’apice della loro popolarità. E ciò rende il conto più salato.

9° posto per “The Mandalorian” (2019 – Disney+): 15 milioni di dollari ad episodio. Curioso che la migliore serie su Disney+ costi la metà rispetto alle altre. Ma è comunque una produzione estremamente cara.

All’ottavo posto “The Morning Show” (2019 – Apple TV+): 15 milioni di dollari ad episodio. Ingaggiare Reese Witherspoon, Jennifer Aniston, Steve Carell, Julianna Margulies e compagnia ha un prezzo. Molto alto.

Settimo piazzamento in classifica per “Il Trono di Spade” (2011-2019 – HBO): 15 milioni di dollari ad episodio. Man mano che la fama del cast aumentava, anche i suoi stipendi miglioravano, raggiungendo massimi storici.

Si piazza al 6° posto “The Get Down” (2016 – Netflix): 16 milioni di dollari ad episodio. Il problema per Baz Luhrmann è che ha quasi raddoppiato il budget iniziale e questo gli è costato la cancellazione. Però c’è da dire che la serie è una meraviglia.

5° posto per “The Pacific” (2010 – HBO): 21,7 milioni di dollari ad episodio. Ciò che ha aumentato il prezzo di questo capolavoro è che non sono stati utilizzati effetti speciali e la guerra è stata ricreata con effetti visivi reali.

Appena fuori dal podio “WandaVision” (2021 – Disney+): 25 milioni di dollari ad episodio. La Disney fa contente le sue star concedendo loro un budget simile in modo da evitare discussioni.

Tero in classifca “Falcon and the Winter Soldier” (2021 – Disney+): 25 milioni di dollari ad episodio. Quando la Disney ha lanciato il suo servizio di streaming, l’ha fatto con l’obiettivo di conquistare la leadership del settore, perciò non bada a spese.

Al secondo posto “Loki” (2021 – Disney+): 25 milioni di dollari ad episodio. Una produzione superba, la presenza di varie super star e il marchio Marvel alzano il conto ma anche il prodotto.

Primo posto nella classifica delle serie TV più costose per “Il Signore degli Anelli: Gli anelli del potere” (2022 – Amazon Prime Video): 54 milioni di euro ad episodio. Diretta da Peter Jackson, la prima stagione disponeva di un budget di 465 milioni di euro.

Gruppi televisivi: Media for Europe è il più redditizio al mondo

Ebit margin a +8,7%.
Si progetta un’ambiziosa espansione europea

Il più redditizio di tutti i gruppi televisivi, il migliore al mondo per performance.

Stiamo parlando di Media for Europe, operatore tv guidato da Pier Silvio Berlusconi, che ha ha registrato un aumento dell’ebit margin pari all’8,7% salendo ad un totale di 13,8%.

A riportare la notizia è “Tgcom24” che, a sua volta, cita il report dell’Area Studi di Mediobanca inerente ai risultati economici dei principali operativi televisivi mondiali.

Media for Europe è attualmente impegnata in un ambizioso progetto di espansione europea.

TV: crollano gli ascolti

In Italia -40% dal prime time.
2,5 milioni di ascolti in meno nella fascia serale.

Crollano gli ascolti televisivi.

Sono 2,5 milioni gli italiani che ad ottobre hanno smesso di guardare la tv nella fascia 20:30-22:30, ovvero il 40% in meno rispetto all’anno scorso.

La media è stata di 23,1 milioni di utenti e rappresenta la soglia più bassa degli ultimi 18 anni.

La perdita è registrata da parte di tutti gli editori, che vedono in diminuzione anche chi investe anche l’intera giornata: 9,5 milioni, 1 milione in meno su ottobre 2020: da questo punto di vista, dal 2010 non si scendeva sotto i 10 milioni.

A rilevarlo sono le elaborazioni dei dati Auditel dello Studio Frasi, che segnalano aumenti solo nei top player del settore: Netflix, Amazon Prime e Disney+.

Che il pubblico abbia cominciato a stufarsi di ciò che si viene trasmesso in TV?

Fondi a tv e radio che trasmettono i messaggi Covid dettati dal governo

Il fondo è stato istituito dal governo Conte II, poi ampliato dal governo Draghi.
50 milioni di euro il primo stanziamento, 20 il secondo.

L’esecutivo del governo Conte II aveva istituito un fondo di 50 milioni di euro destinato alla tv ed alle radio locali che si rendevano disponibili a trasmettere i messaggi dettati dal governo.

Come riporta “borsainside”, sulla Gazzetta Ufficiale del novembre 2020 troviamo quanto di seguito:

Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che si impegnano a trasmettere i messaggi di comunicazione istituzionali relativi all’emergenza sanitaria all’interno dei propri spazi informativi è riconosciuto, per l’anno 2020, un contributo straordinario per i servizi informativi connessi alla diffusione del contagio da Covid-19.”

Il Fondo emergenze emittenti locali indica poi:

Le emittenti radiotelevisive locali beneficiarie si impegnano a trasmettere all’interno dei propri spazi informativi i messaggi di comunicazione istituzionale relativi all’emergenza sanitaria che saranno resi disponibili tramite la piattaforma messa a disposizione del Ministero dello Sviluppo Economico.

Le linee guida per la messa in onda di questi spot prevedono una durata complessiva minima della rotazione di messa in onda di 60 giorni, con la possibilità quotidiana di essere mandati in onda da un minimo di 11 ad un massimo di 20 messaggi da parte del Ministero.

Più alto è il numero degli spot trasmessi da parte delle emittenti e, ovviamente, più alti sono i fondi che queste ricevono.

Il medesimo fondo è stato poi ampliato dal governo Draghi per ulteriori 20 milioni di euro.

Fondi per diffondere messaggi a tutela della salute pubblica o bombardamento mediatico? A voi l’interpretazione.