La Cina vieta l’acquisto di chip Nvidia

Divieto imposto alle aziende High-Tech.
Altro smacco dopo l’acquisto del sorgo dal Brasile (con export Usa al -97%).

Pechino intensifica gli sforzi per aumentare l’autonomia nel campo dei semiconduttori e competere con gli Stati Uniti.

In risposta ai dazi introdotti da Trump, infatti, la Cina ha anche vietato alle aziende High-Tech di acquistare chip dal produttore americano Nvidia, come riportato dal Financial Times.

La mossa segue quella di comprare il sorgo dal Brasile con l’export Usa calato del -97% (approfondimento al link).

Bosch prevede di tagliare 1.100 posti entro il 2029

La causa è il rapido peggioramento del mercato automobilistico.
L’azienda prevede di concentrarsi sulla produzione di semiconduttori perchè le unità di controllo elettroniche non sono più competitive nel mercato europeo.

Il produttore tedesco di componenti per auto Bosch taglierà fino a 1.100 posti di lavoro entro il 2029 e ristrutturerà il suo stabilimento di Reutlingen, a causa del rapido peggioramento del mercato automobilistico che fa calare le vendite.

Come riporta Tgcom24, Bosch concentrerà l’impianto principalmente sulla produzione di semiconduttori, poiché la produzione di unità di controllo elettroniche non è più competitiva nel mercato europeo.

Trump annunci i dazi sui semiconduttori

Non solo incrementi ma anche ampliamenti dei dazi: la prossima settimana verrà comunicata l’aliquota.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che annuncerà nuovi dazi sui semiconduttorila prossima settimana“, mentre continua a spingere per imporre tariffe punitive per affrontare le questioni commerciali statunitensi.

I dazi entreranno in vigore in un futuro non lontano“, ha affermato, riferendosi a quelli specifici sui semiconduttori, che seguirebbero misure simili per acciaio, alluminio e automobili.

Dopo aver portati i dazi verso la Cina al 125% (approfondimento al link), dunque, il presidente americano ha deciso di ampliarne anche il raggio di applicazione.

Infine, come riporta Ansa, alla domanda su quale sarebbe stata l’aliquota per i semiconduttori, ha risposto: “Lo annuncerò la prossima settimana“.

Bosch apre nuovo test center per semiconduttori in Malesia

Investimento da circa 65 milioni di euro.
285 milioni entro la metà del prossimo decennio.

Un investimento di circa 65 milioni di euro con Bosch che investirà altri 285 milioni di euro entro la metà del prossimo decennio, con l’obiettivo di continuare a espandersi in questo settore.  

Il nuovo sito produttivo si estende su di una superficie di otre 18.000 metri quadrati comprende uffici, laboratori per il controllo qualità e la produzione e coinvolge un totale di 4.200 collaboratori. 

La Malesia rappresenta un importante centro per la supply chain globale dei semiconduttori, si stima che da qui arriverà il 13% della produzione di back end globale.  

Lo stabilimento Bosch di Penang è uno dei più avanzati test center per semiconduttori nel sud-est asiatico, stando a quanto riporta Adnkronos.

Si partirà con i test sui semiconduttori che l’azienda produce nel front end di Dresda, polo tecnologico dove saranno investiti tre miliardi di euro nell’ambito del programma di finanziamento europeo ICEI ME/CT.  

Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch ha dichiarato:

Con il nuovo test center per semiconduttori di Penang, creiamo ulteriore capacità nella nostra rete di produzione mondiale per rispondere alla domanda sempre elevata di chip e sensori. I semiconduttori rappresentano un fattore di successo decisivo per tutte le aree di business di Bosch. L’ampliamento di questo segmento riveste una grande importanza strategica“.  

Markus Heyn, membro del Board of Management di Robert Bosch GmbH e Presidente del settore di business Mobility Solutions:

Il nuovo test center di Penang avvicina geograficamente la nostra rete produttiva alle aziende che servono la catena di valore successiva dei semiconduttori oltre che ai clienti di questo importante mercato asiatico. La riduzione dei tempi e delle distanze per la consegna migliora la nostra competitività”.

Stellantis: accordi per oltre 10 miliardi sui microchip

Copertura fissata fino al 2030.
Il gruppo ha optato per una strategia diversificata.

Le partnership sui semiconduttori avviate ad oggi da Stellantis per gestire e garantire la fornitura a lungo termine dei microchip coprono un valore di acquisti di oltre dieci miliardi di euro fino al 2030.

E’ quanto scrive il gruppo automobilistico in una nota, riportato da Reuters, nella quale delinea la strategia diversificata adottata per far fronte alla crescente domanda di chip con l’obiettivo di raggiungere gli “ambiziosi obiettivi” del piano strategico ‘Dare Forward 2030‘.

La strategia di Stellantis, spiega la nota, combina accordi con i produttori di chip per i semiconduttori strategici, l’acquisto diretto di componenti e la piena visibilità della domanda futura di chip.

Nei settore dei semiconduttori Stellantis collabora con partner come Infineon, NXP Semiconductors, Onsemi e Qualcomm, esta inoltre lavorando con aiMotive e SiliconAuto per sviluppare in futuro dei propri chip differenziati.