Elon Musk: villa ipermoderna in Trentino

Scelta San Cassiano in Badia per la location.
La villa sarà ad un’altitudine di 1.500.

Anche Elon Musk si è innamorato dell’Italia: il noto multimiliardario americano si sta facendo costruire una villa stratosferica e ipermoderna fra le suggestive montagne del Trentino.

Come tanti altri magnate e businessman di alto livello, anche il patron di Tesla e Twitter (ora tramutato in X) non ha resistito alla bellezza della natura italiana ed ha scelto di farsi costruire un mirabolante casa fra i monti del Trentino, nello specifico a San Cassiano in Badia, a ben 1.500 metri di altitudine.

Come riferisce Il Riformista, a sua volta citato da MyLuxury.it, il progetto della mega villa di Elon Musk è stato affidato allo studio di architettura BlueArch, una ditta con diverse sedi in Italia, fra cui Milano e Bolzano.

Nello specifico, il professionista che sta curando il progetto è l’architetto Alessandro Costanza, il quale ha spiegato che la villa sarà a forma di guscio di tartaruga, dando vita ad un mix perfetto tra natura e tecnologia, in perfetta sintonia col panorama circostante.

La ragione specifica per cui Elon Musk abbia scelto proprio il Trentino per far costruire la sua nuova mega villa non è chiaro. Ciò che è certo è che sarà una casa eccezionale, con un’estensione di oltre 4.000 metri quadri di terreno ed un design che dovrebbe integrarsi perfettamente con il panorama montano.

La dimora al suo interno sarà munita di ogni comfort possibile ed immaginabile, per venire incontro alle esigenze dell’eccentrico proprietario.

Come riferito da alcune indiscrezioni, la casa potrà offrire un salotto gigantesco da 100 metri quadri, una palestra, una spa, quindici bagni, tantissimi camini, una camera criogenica e una splendida piscina a sfioro con vista mozzafiato sulle Alpi. Ovviamente la villa sarà anche ultra tecnologica.

Il prezzo di una tale abitazione non è ancora noto, ma sicuramente la cifra finale sarà da capogiro.

Il comune più povero d’Italia si trova a 500 km da quello più ricco

Il cantante Bocelli la causa?
Ecco la mappa della Cgia.

Circa 500 km separano il comune più ricco d’Italia e quello più povero: lo segnala la Cgia spiegando che si tratta rispettivamente di Lajatico (provincia di Pisa) e Cavargna (provincia di Como), al confine con la Svizzera.

I dati raccontano che i 985 contribuenti residenti a Lajatico nel 2021 hanno dichiarato un reddito complessivo Irpef medio pari a 54.708 euro, mentre i 94 presenti nel borgo di Cavargna, invece, solo 6.314 euro.

Una differenza di quasi nove volte sulla quale peraltro certamente non è indifferente l”effetto Bocelli‘ visto che il tenore ha la residenza nel piccolo comune toscano.

Analizzando i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze riferiti alle dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef del 2021, come riporta Adnkronos, la Cgia evidenzia poi i segnali di “impoverimento” che purtroppo interessano anche il Nord: tra i 50 comuni più ‘poveri’ del Paese, ad esempio, ben 11 sono del settentrione.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di piccolissime realtà di montagna che hanno vissuto negli ultimi 30-40 anni lo spopolamento e un progressivo invecchiamento della popolazione rimasta.

Milano comunque rimane il comune capoluogo di provincia più ricco d’Italia con 37.189 euro; praticamente il doppio dei 18.706 euro dichiarati a Ragusa.

Nella classifica complessiva Roma si colloca al 120° posto con 28.646 euro, Bolzano al 133° con 28.473 euro, Firenze al 186° con 27.636 euro mentre Venezia addirittura al 1.034° con 24.058 euro.

Per la Cgia peraltro “non è da escludere che con una decisa accelerazione verso l’autonomia differenziata, in tempi ragionevolmente brevi si potranno accorciare le distanze economiche/sociali tra il Nord e il Sud, ma anche tra i territori ricchi e quelli poveri presenti in una stessa regione“.

Dalla Cgia ricordano che va comunque sottolineato che questi dati non includono i redditi dei soggetti a imposta sostitutiva o esenti da tassazione diretta (come gli interessi sui redditi di capitale e i redditi realizzati applicando il regime fiscale forfettario) e da eventuali integrazioni (reddito di cittadinanza, assegno unico, pensioni di invalidità, etc.).

Ovviamente, in questa statistica non sono compresi nemmeno gli effetti del lavoro sommerso e dell’evasione fiscale che nelle aree più disagiate del Paese spesso costituiscono un vero e proprio “espediente” per sostenere economicamente in particolar modo le fasce sociali più deboli.

Egonu tona in Italia: stipendio di 1 milione di euro

La pallavolista lascia la Turchia per Milano.
Davanti ai soldi svaniscono le accuse di razzismo?

Raggiunto l’accordo con il Vero Volley: decisivi il pressing della presidentessa Marzari, i bonus e il legame con Giorgio Armanitestimonial), anche se per l’ufficialità bisogna attendere.

Paola Egonu, pronta ad approdare in Turchia, al Vakifbank Istanbul, con la pancia dai successi a Conegliano impreziositi anche dal record di vittorie consecutive (76 match di fila), si era resa protagonista poco tempo fa a Sanremo di critiche verso l’Italia e gli italiani di essere un Paese razzista.

Ora, a distanza circa un anno, la campionessa è pronta a rientrare in Italia e, evidentemente, accettare di vivere in un Paese razzista; Paese che riteneva non meritasse di essere da lei rappresentato.

Un’operazione da circa 1 milione di euro a stagione (800 mila più premi e bonus) senza contare gli effetti collaterali che questa scelta comporterà in termini di visibilità e di opportunità, il legame con Giorgio Armani, di cui è testimonial.

Bastano dunque i soldi ad eliminare il problema del razzismo così radicato? Oppure si tratta di un0altra persona che vuole solo mettersi sotto i riflettori?

Chi crede veramente nella lotta al razzismo, probabilmente, avrà difficoltà a spiegarsi la scelta e, forse, l’esempio che passa non è dei migliori.

Cnh Industrial: addio a Piazza Affari

Listing solo sul NYSE.
Il single listing sarà attivo dal 2024.

Era nell’aria da qualche tempo, ora è diventato ufficiale: Cnh Industrial annuncia il delisting da Borsa italiana.

Il comunicato della società che oggi ha presentato i dati finanziari relativi al quarto trimestre del 2022 e all’intero anno , come riporta Il Sole 24 Ore, è stato il seguente:

Il management e il Consiglio di Amministrazione della Società hanno concluso che i suoi azionisti potranno trarre maggiori benefici dal listing sul solo NYSE”.

La decisione di quotare Cnh Industrial in Italia, a Milano, e sulla Borsa americana risale al 2013, anno della fusione con Fiat Industrial Spa.

La struttura finanziaria del Gruppo controllata dalla Exor, guidata da John Elkann, è strutturalmente cambiata dopo lo scorporo delle attività On-Highway e la quotazione a Milano, un anno fa, di Iveco Group.

Dopo lo spin-off, “la maggioranza degli scambi sul titolo CNH Industrial si è progressivamente spostata sul NYSE, evidenziando che la quotazione sui mercati Usa è più in linea con il nuovo profilo di business della Società e con la sua base di investitori”, spiega la società.

Concentrare le negoziazioni in un unico mercato consentirà, questo l’obiettivo che il Gruppo guidato dal ceo Scott Wine si pone, “di migliorare la liquidità del titolo e di porre maggiore attenzione verso gli investitori, semplificando ulteriormente l’assetto della Società e i requisiti regolamentari.

Il single listing sarà definito entro l’inizio del 2024.

Cnh Industrial, nella veste di operatore “puro” nel settore agricolo e Construction, ha registrato l’anno scorso ricavi consolidati pari a 23,5 miliardi di dollari (+20,8% rispetto all’anno precedente, +24% a valuta costante), con un utile netto di 2,039 miliardi, in risultato diluito per azione Adjusted pari a 1,46 dollari e un EBIT Adjusted delle Attività Industriali di 2,4 miliardi.

Il Gruppo prevede per il 2023 ricavi dalle attività industriali in rialzo tra il 6% e il 10%, come annunciato nel corso della presentazione dei dati finanziari.

Il cda inoltre ha proposto un dividendo annuo per azione pari a 0,36 euro.

Tassista insulta i turisti: rischia la licenza

I due volevano pagare con carta.
Accade a Milano, battibecco filmato.

È scattato ufficialmente il procedimento disciplinare per il tassista che ha inveito a Milano contro due turisti stranieri che volevano pagare la corsa con la carta di credito.

La Commissione tecnica disciplinare, come riporta “La Stampa”, competente su tutti i taxi del bacino aeroportuale ha aperto il procedimento disciplinare nei confronti dell’uomo che al termine del battibecco filmato da alcuni cittadini aveva anche scaricato con forza i bagagli dei turisti dall’auto rompendo alcuni souvenir delle vacanze.

Ora sarà la commissione a valutare il comportamento del tassista: ieri, dopo l’episodio, è stato rintracciato e individuato dalla squadra della Polizia locale di Milano adibita al controllo del trasporto pubblico locale, a stabilire il tipo di sanzione.

Per lui potrebbe scattare la sospensione della licenza.