Le 10 città più stressanti al mondo

6 su 10 si trovano negli Usa.
Milano tra le peggiori in Europa per criminalità e costi di vita.

Secondo una ricerca condotta da Dipndive, società esperta in immersioni e snorkeling, le città più stressanti del mondo sono state identificate attraverso l’analisi di svariate metriche, tra cui il numero di turisti, l’inquinamento acustico, la qualità dell’aria, i costi dei trasporti e i tassi di criminalità. Ogni città è stata valutata su una scala da 0 a 100, e quelle con punteggi più alti risultano essere le più opprimenti.

Las Vegas domina la lista delle metropoli con più stress ma c’è anche Milano tra le peggiori in Europa per criminalità e costi di vita.

Ecco la classifica delle 10 città più stressanti, come riporta A Tutto Net:

10 – Parigi
9 – Portland
8 – Milano
7 – San Diego
6 – Zurigo
5 – Los Angeles
4 – Londra
3 – New York City
2 – San Francisco
1 – Las Vegas

Obama: “faccio l’amore con gli uomini nell’immaginazione”

“Adoro farlo ogni giorno”.
La lettera dell’allora 21enne alla sua fidanzata.

Barack Obama aveva fantasie sessuali gay da giovane? È l’interrogativo che suscita una lettera da lui scritta quando aveva 21 anni e pubblicata ora senza omissioni dal New York Post, il tabloid dell’impero Murdoch.

Nel novembre del 1982 l’ex presidente scrisse all’allora sua fidanzata Alex McNear, con la quale aveva avuto una relazione durante la sua permanenza all’Occidental College di Los Angeles, e affrontò il tema dell’omosessualità, parlando della sua mente «androgina» e rivelando che amava «fare l’amore con gli uomini ogni giorno, ma nell’immaginazione».

Per i tabloid conservatori, come il New York Post e il Daily Mail che ha ripreso subito la notizia riportata in Italia da La Repubblica, Leggo ed altre testate, è l’ammissione di una fantasia sessuale mai rivelata.

Per altri invece Obama alluderebbe ad una connessione intellettuale o spirituale con gli uomini. Nelle missiva si legge:

«Per quanto riguarda l’omosessualità devo dire che credo che questo sia un tentativo di allontanarsi dal presente, un rifiuto forse di perpetuare la farsa senza fine della vita terrena. La mia mente è in gran parte androgina e spero di farla diventare ancora di più in modo da pensare in termini di persone, non come donne in contrapposizione agli uomini. Ma tornando al corpo prendo atto che sono stato fatto uomo, e fisicamente nella vita, e accetto quella contingenza”.

La lettera è recentemente riemersa dopo che il biografo di Obama, il premio Pulitzer David Garrow, ha rilasciato una lunga intervista sull’ex comandante in capo.

McNear aveva “cancellato” i passaggi più salaci della missiva, conservata dalla Emory University, che non consente di fotografarla né di rimuoverla, ma Harvey Klehr, un amico di Garrow, li ha trascritti e inviati al biografo, oltre che al tabloid.

Garrow ha spiegato che non c’è nulla di insolito nelle riflessioni giovanili di Obama:

Sono uno storico, non uno psicologo, ma penso che sia una notizia di pubblico dominio che una maggioranza degli esseri umani abbia fantasie sessuali!

In passato Obama si era schierato contro il matrimonio omosessuale, dichiarando nel 2004:Non credo che il matrimonio sia un diritto civile” sostenendo che l’omosessualità «non è una scelta».

Poi, arrivato alla Casa Bianca, ha cambiato idea contribuendo a celebrare la legalizzazione federale del matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2015.