Green pass obbligatorio al lavoro: ok dalla Camera

Il governo aveva posto la fiducia: 300 favorevoli e 33 contrari.
Clamorosa assenza alla Camera: 297 gli assenti.

L’obbligo di green pass sul lavoro è legge.

Dopo l’ok del Senato arriva anche quello della Camera, con il governo che aveva posto la fiducia.

Ora che il decreto è legge e l’obbligo di green pass sul lavoro resterà in vigore almeno fino al 31 dicembre, data alla quale (per ora) è fissata la scadenza dello stato d’emergenza.

La votazione si è conclusa con 300 voti favorevoli e 33 contrari, tra cui quello del Leghista Claudio Borghi Aquilini, come da lui postato tramite il proprio profilo Twitter.

Clamorosa, invece, l’assenza alla votazione: addirittura 297 deputati non erano infatti presenti, ovvero circa la metà.

Giorgetti: Draghi al Quirinale per il bene dell’Italia

Per il ministro Draghi come De Gaulle; se rimarrà premier sarà difficile riconfermare Mattarella.
Berlusconi ha poche speranze; spunta il nome di Casini?

Stando a quanto sostenuto durante un’intervista rilasciata a “La Stampa” dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, i prossimi sette anni della politica italiana dipenderanno dalle scelte di Mario Draghi.

Secondo Giorgetti, per il bene del Paese è necessario che l’attuale premier “vada subito al Quirinale”; quanto al governo, invece, “che si facciano le elezioni e che governi chi le vince”.

Più precisamente, Giorgetti ha evidenziato questa importanza con le seguenti parole:

Draghi diventerebbe De Gaulle; forse il parlamento italiano non è pronto a eleggere il nuovo De Gaulle, ma questo è l’interesse del Paese.

Il problema, sempre secondo il proprietario del Mise, sarebbe come gestire i fondi europei senza Draghi al Colle:

Li butteranno via (inteso gli eventuali successori), oppure non li sapranno spendere.”

La preoccupazione è tale che Giorgetti vorrebbe che Draghirimanesse lì per tutta la vita”, ma entrando in una fase calda della campagna elettorale il ministro teme che i partiti “smetteranno di coprire Draghi e si concentreranno sugli elettori”, compiendo “scelte politicamente sensibili” che porterebbe molto probabilmente a posizioni contrastanti.

Di contro, nel caso in cui Mario Draghi rimanesse nella posizione di premier, ci si dovrebbe chiedere chi salirà al Quirinale.

La riconferma di Mattarella non è così sicura, dato che moto probabilmente troverebbe l’opposizione di Fratelli d’Italia ma anche dello stesso Salvini.

Il nome di Silvio Berlusconi come nuovo Presidente della Repubblica anche pare non essere particolarmente supportato.

Ecco allora il nome che lo stesso ministro Giorgetti butta nella mischia: Pier Ferdinando Casini, ed aggiunge “è amico di tutti, no?”

Si dimette Durigon, sottosegretario all’economia

La decisione arriva dopo l’incontro con Salvini.
Critiche per la proposta di reintitolare un parco al fratello del Duce.

Si è dimesso Claudio Durigon, sottosegretario all’economia ed esponente della Lega.

La decisione di lasciare la carica è arrivata dopo un incontro con il segretario di partito, Matteo Salvini; queste le sue parole dopo l’incontro:

Ho deciso di dimettermi dal mio incarico di governo che ho sempre svolto con massimo impegno, orgoglio e serietà.

La lettera è stata diffusa dal partito e Durigon ha poi aggiunto di aver preso la decisone “per uscire da una polemica che sta portando a calpestare tutti i valori in cui credo, a svilire e denigrare la mia memoria affettiva, a snaturare il ricordo di ciò che fecero i miei familiari proprio secondo quello spirito di comunità di cui oggi si avverte un rinnovato bisogno.”

La polemica in questione è quella legata al parco comunale di Latina, dal 2017 intitolato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che l’ex sottosegretario proponeva di reintitolare ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce.

(Foto da internet)