Ue: controlli alle frontiere in area Schengen

La Commissione: “Misura eccezionale e di ultima istanza”.
Hipper: “Gli Stati dimostrino proporzionalità”.

Controlli alle frontiere Schengen.

Questa è la misura che l’Ue sta pensando di adottare, benchè sia una misura eccezionale, limitata nel tempo e di ultima istanza in caso di minacce serie.

A dirlo, come riporta RaiNews, è Anitta Hipper, portavoce della Commissione Ue, rispondendo nel corso del briefing con la stampa ad una domanda sulla volontà di Berlino di aumentare i controlli alle frontiere con la Polonia dopo lo scandalo sui visti truccati:

Siamo stati molto chiari, la reintroduzione dei controlli dei confini all’interno di Schengen deve essere una misura eccezionale, limitata nel tempo e di ultima istanza in caso di serie minacce. Gli Stati devono dimostrare che ci sia proporzionalità, è una situazione complessa che stiamo affrontando”.

Orban: “Il patto sui migranti è fallito”

Il premier ungherese attacca l’Ue.
Confini sotto assedio con scontri a fuoco di notte.

Un fallimento totale.

Questo è il patto sui megranti messo in piedi dall’Unione europea secondo il premier ungherese Viktor Orban che, più precisamente, citato su X dal direttore politico e braccio destro, Balasz Orban, in un intervento all’Assemblea magiara e poi ripreso da Ansa, ha dichiarato quanto di seguito:

Il Patto sulla migrazione di Bruxelles è fallito. Al confine meridionale dell’Ungheria, la violenza è in aumento poiché i migranti illegali sparano di notte con armi automatiche. Finora l’Ungheria ha impedito 128.000 attraversamenti illegali delle frontiere, con 168 attacchi gravi contro le pattuglie di frontiera“.

Francia, Austria e Polonia hanno già espresso il loro secco “No” alle quote di ripartizione (approfondimento al link), seguite immediatamente anche dalla Germania (approfondimento al link).

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Durante la Prima Guerra Mondiale
i tedeschi lottarono per il territorio,
gli inglesi lottarono per il controllo dei mari,
i francesi lottarono per patriottismo
e gli americano lottarono per i souvenir
“.
(Byron Edgar Farewell)