Siemens Energy chiede 15 miliardi di garanzie al governo

Il titolo crolla in Borsa: -39%.
Perdite miliardarie; pesa la divisone eolica.

Siemens Energy è arrivato a perdere quasi il 40% alla borsa di Francoforte dopo che l’azienda ha detto di essere in trattativa con il governo tedesco per ottenere garanzie statali in seguito a significativi problemi nella divisione eolica.

Anche un portavoce del ministero dell’Economia tedesco ha confermato i colloqui, definendoli “diretti e affidabili“, come riporta Reuters.

Il titolo ha toccato i minimi storici con un calo di oltre il 39%, pari a una perdita di 3,3 miliardi di euro di capitalizzazione da ieri.

Quest’anno sono emersi problemi di qualità nella controllata eolica Siemens Gamesa relativi alle pale del rotore e agli ingranaggi delle turbine eoliche onshore più recenti, che hanno provocato il disappunto del principale azionista ed ex controllante Siemens AG: Siemens Gamesa ha registrato perdite miliardarie.

A causa delle perdite, Siemens Energy teme di incontrare difficoltà nell’assicurarsi garanzie dalle banche e ha deciso di rivolgersi al governo e a Siemens per ottenere un quadro di garanzie, ha scritto il settimanale economico WirtschaftsWoche, che per primo ha riferito dei colloqui insieme alla rivista Spiegel.

Secondo il settimanale, Siemens Energy starebbe cercando di ottenere garanzie fino a 15 miliardi di euro.

Sos Humanity: illegittimo portare i migranti in Germania

Il portavoce aggiunge che stanno anche facendo causa all’Italia.
Tutto sulla base del diritto marittimo.

Sos Humanity, una delle due ong tedesche finanziate quest’anno dal governo di Berlino creando attriti con Roma, ha sostenuto che non c’è base giuridica per costringerla a portare in Germania i migranti recuperati nel Mediterraneo.

Più precisamente, il Coordinatore della comunicazione “terra-mare” della Ong berlinese Lukas Kaldenhoff, rispondendo alla domanda posta dall’Ansa su quanto tempo la sua organizzazione sarebbe finanziariamente in grado di operare soccorrendo un singolo barcone di migranti per volta portandoli poi ad esempio ad Amburgo come chiesto dall’Italia, ha risposto quanto di seguito:

Non c’è alcuna base giuridica per la richiesta di portare le persone salvate in mare nello Stato di bandiera della nave soccorritrice. Al contrario, sarebbe una violazione del diritto marittimo, che prescrive che le persone soccorse in mare siano portate a terra in un luogo sicuro vicino. Sarebbe inoltre un peso eccessivo per le persone vulnerabili salvate farle dormire sul ponte per settimane e violerebbe il loro diritto, sancito da quello marittimo, di sbarcare il più rapidamente possibile. Già l’attuale prassi delle autorità italiane di costringere le navi civili a traversate di giorni per raggiungere porti sicuri in Italia, questo è un grande onere per i salvati e non è in linea con il diritto del mare, per questo stiamo anche facendo causa. Abbiamo bisogno di un ritorno a politiche umanitarie che rispettino la legge, invece di cinici dibattiti sulle pelle delle persone in fuga“.

Akio Toyoda: sulle auto elettriche avevo ragione

Il presidente di Toyota: le crisi di domanda mi danno ragione.
A soffrire sono le persone normali.

Le persone stanno finalmente cominciando a vedere le cose come stanno, ha dichiarato Toyoda come riporta Quattroruote, aspramente criticato per le sue posizioni poco concilianti sulla massiccia transizione elettrica che coinvolge quasi tutte le case automobilistiche.

Il manager ha fatto riferimento alla contrazione della domanda negli Stati Uniti dove GM e Ford stanno valutando di rallentare la produzione dei loro pick-up elettrici (approfondimento al link) per sottolineare come la sua reticenza verso le auto a batteria fosse giustificata.

Anche in Germania il gruppo Volkswagen sta riducendo la produzione di auto elettriche a causa del forte calo della domanda (approfondimento al link).

Ci sono molti modi per scalare la montagna della neutralità di CO2, ha dichiarato Toyoda dal salone di Tokyo; se le regole vengono scritte in maniera ideologica, allora sono i consumatori, le persone normali a soffrire maggiormente.

E tutti i prototipi elettrici presentati al Japan Mobility Show? Toyoda ha detto che le auto presentate a Tokyo sono il risultato del lavoro di una casa automobilistica che si muove con i tempi giusti.

La forza dell’industria giapponese nel settore delle auto elettriche arriverà dalla sua esperienza decennale e dai fallimenti del passato.

Ue: Germania punita per trasferimento di rifiuti verso la Polonia

35.000 tonnellate di rifiuti illegali tra il 2015 e il 2018.
La commissione: i tedeschi hanno violato gli obblighi.

La Polonia ha citato in giudizio la Germania per lo scarico illegale di rifiuti in diverse località.

Ora la Commissione europea ha emesso un parere che dimostra che la Germania ha effettivamente violato gli obblighi dell’UE.

Come riporta Polonia Oggi, sul tema è intervenuta il Ministro del Clima e dell’Ambiente Anna Moskwa:

La Germania deve portare via i rifiuti scaricati illegalmente in Polonia! La Commissione europea ammette che la Polonia ha ragione nella sua controversia con la Germania”.

La denuncia è stata presentata dalla Polonia nel luglio di quest’anno.

Più nel dettaglio, il ministero ha riferito che si tratta di un totale di 35.000 tonnellate di rifiuti, entrati nel Paese in vari anni tra il 2015 e il 2018 nei voivodati di Lubuskie, Dolnośląskie, Śląskie e Wielkopolskie.

Europa, industria: La Polonia può superare la Germania

La Polonia può diventare il nuovo centro industriale europeo.
Produzione pro capite polacca +85%, quella tedesca +46%. Media Ue +55%.

Il giornale britannico “Daily Telegraph” scrive del crescente potenziale industriale della Polonia, notando che il paese potrebbe assumere il ruolo di centro industriale europeo al posto della Germania.

La Germania sta affrontando problemi come l‘aumento dei prezzi del gas e una diminuzione della produzione industriale, mentre la Polonia sta crescendo rapidamente.

I dati mostrano che la produzione industriale pro capite in Polonia è aumentata dell’85% nell’ultima decade, raggiungendo un livello di 43.113 USD.

In Germania, questa crescita è stata solo del 46% e l’Unione Europea nel suo complesso ha una media del 55%.

La quota dell’industria nel PIL della Germania è diminuita, mentre è aumentata in Polonia, come riporta Polonia Oggi.

I fattori che contribuiscono alla resilienza dell’economia polacca includono il sostegno governativo, i minori costi del lavoro e la crescente tendenza al “nearshoring“, in cui le aziende spostano la produzione più vicino al loro paese d’origine.

La Polonia è diventata una posizione attraente per gli investimenti industriali, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto.

La Polonia mira ad attirare investimenti stranieri in nuove tecnologie, come fabbriche di chip Intel e per batterie per veicoli elettrici.

L’infrastruttura è un fattore chiave per il successo e la Polonia ha costruito significativamente più autostrade della Germania nell’ultima decade.

Allo stesso tempo, la Germania sta affrontando problemi legati ai prezzi del gas e dell’elettricità, con alcune aziende che spostano o riducono le proprie attività.

La Polonia, d’altro canto, sta cercando di implementare fonti di energia rinnovabile, tra cui centrali nucleari, per garantire stabilità energetica per la propria industria.

Mentre la Germania rimane leader nella produzione industriale nell’UE, la Polonia sta crescendo dinamicamente e potrebbe presto assumere la corona del centro industriale europeo.