Ue: stop al tracciamento degli asintomatici

L’Ecdc: passare da sorveglianza d’emergenza a sorveglianza di routine.
Politiche diverse per i test tra Paesi: concentrarsi solo sugli asintomatici.

L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie, comincia a parlare della fine dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. E lo fa dando precise indicazioni.

Le linee guida sono, infatti, quelle di “passare dalla sorveglianza d’emergenza per il Covid19 alla sorveglianza di routine sui patogeni dell’apparato respiratorio”.

L’altra indicazione è quella di fermare il tracciamento degli asintomatici: i test sulle persone asintomatiche sono davvero troppi ed ora è il momento di concentrarsi “sulla segnalazione di casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con Covid19, per migliorare la comparabilità della situazione tra Paesi”; la maggior parte dei Paesi Ue ha politiche di test diverse e questo influenza la comparabilità dei dati.

Da parte dell’Ecdc, dunque, la raccomandazione più importante nei confronti dei governi è quella di concentrarsi sulla segnalazione dei casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con il Covid.

Inoltre, l’individuazione delle varianti deve essere rapida e va potenziato il sequenziamento genomico individuando sottoinsiemi rappresentativi di campioni positivi; i Paesi dovrebbero seguire un attento monitoraggio dell’efficacia del vaccino con studi integrati in sistemi di sorveglianza.

Covid-19: il confronto 2020-2021

A confronto i grafici con i dati dell’anno scorso e di quest’anno.
Ecco gli andamenti dei casi totali, dei decessi, delle terapie intensive e del tasso di positività.

Si dice tutto ed il contrario di tutto, si sostengono tesi che poi si contraddicono, si cambiano idee, si ragiona, purtroppo, anche come tifo da stadio.

Cercando di concentrarci sui numeri, e sperando che questi sia corretti (le polemiche non mancano neanche in questo caso tra chi li ritiene gonfiati piuttosto che usati a comodo a seconda della tesi da sostenere), vediamo di seguito i grafici de Il Sole 24 Ore Lab elaborati sui dati Iss in modo da avere un confronto tra il 2020 ed il 2021 sull’andamento della pandemia.

Casi Totali:

Decessi:

Terapia Intensiva:

Tasso di positività:

La Norvegia riclassifica il Covid-19: come l’influenza o il raffreddore

L’Istituto norvegese di sanità prende la decisione su base statistica.
Come per influenza e raffreddore, non è necessaria la vaccinazione di massa.

La Norvegia è Covid-19 free.

Non nel senso che non ci siano più contagi o morti, ma nel senso che l’FHI, ovvero l’Istituto norvegese di sanità, ha deciso di riclassificare la malattia.

Nel farlo, ha deciso di trattarla al pari di altre malattie respiratorie, come l’influenza o il virus del raffreddore, non ritenendola più pericolosa di queste.

Pur chiarendo che la pandemia non è finita, l’FHI ha dichiarato che il Covid-19 ora è più contagioso ma meno pericoloso ed ha precisato che la decisione è statisticamente supportata.

Stando a quanto riporta Free West Media (l’articolo completo è reperibile a questo link), si aggiunge infine che, esattamente come per l’influenza ed il virus del raffreddore, non è necessaria la vaccinazione di massa.

(Foto da internet)

Fondi a tv e radio che trasmettono i messaggi Covid dettati dal governo

Il fondo è stato istituito dal governo Conte II, poi ampliato dal governo Draghi.
50 milioni di euro il primo stanziamento, 20 il secondo.

L’esecutivo del governo Conte II aveva istituito un fondo di 50 milioni di euro destinato alla tv ed alle radio locali che si rendevano disponibili a trasmettere i messaggi dettati dal governo.

Come riporta “borsainside”, sulla Gazzetta Ufficiale del novembre 2020 troviamo quanto di seguito:

Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che si impegnano a trasmettere i messaggi di comunicazione istituzionali relativi all’emergenza sanitaria all’interno dei propri spazi informativi è riconosciuto, per l’anno 2020, un contributo straordinario per i servizi informativi connessi alla diffusione del contagio da Covid-19.”

Il Fondo emergenze emittenti locali indica poi:

Le emittenti radiotelevisive locali beneficiarie si impegnano a trasmettere all’interno dei propri spazi informativi i messaggi di comunicazione istituzionale relativi all’emergenza sanitaria che saranno resi disponibili tramite la piattaforma messa a disposizione del Ministero dello Sviluppo Economico.

Le linee guida per la messa in onda di questi spot prevedono una durata complessiva minima della rotazione di messa in onda di 60 giorni, con la possibilità quotidiana di essere mandati in onda da un minimo di 11 ad un massimo di 20 messaggi da parte del Ministero.

Più alto è il numero degli spot trasmessi da parte delle emittenti e, ovviamente, più alti sono i fondi che queste ricevono.

Il medesimo fondo è stato poi ampliato dal governo Draghi per ulteriori 20 milioni di euro.

Fondi per diffondere messaggi a tutela della salute pubblica o bombardamento mediatico? A voi l’interpretazione.

Canberra: lockdown prolungato fino a metà ottobre

Focolaio legato alla variante Delta.
Le autorità puntano a vaccinare il maggior numero di persone possibili.

Nella capitale australiana il lockdown verrà prolungato sino alla metà di ottobre.

I 400.000 residenti sono già stati costretti a restare in casa per un mese, dopo la scoperta del primo caso Covid nella capitale, con un focolaio legato alla variante Delta.

La situazione rimane comunque contingentata: 252 casi e 276 guariti.

Le autorità hanno preso la decisione di prolungare il lockdown per limitare la trasmissione del virus e puntano a vaccinare il maggior numero possibile di persone.

Le strategie che l’Australia sta adottando in ambito Covid sono quotidianamente fonte di discussione.