Erdogan: gli Usa infiammano il conflitto

Il leader turco: mettono navi da guerra invece di trattative.
Poi su Israele: non rispetta i dirtti umani.

Altra benzina sul fuoco.

Dopo le recenti dichiarazioni iraniane che minacciano un attacco verso Israele cercando di formando un fronte comune tra Paeis islamici (approfondimento al link), anche il leader turco Erdogan dice la sua puntando il dito contro gli Usa:

Invece di abbassare la tensione, gli Usa gettano benzina sul fuoco mandando navi da guerra nel Mediterraneo“.

Le affermazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sono state riportate da Sabah e poi ripresa da Ansa, parlando del conflitto in Israele e Palestina.

Parlando della mancanza di acqua ed elettricità nella Striscia di Gaza, il leader turco ha poi aggiunto quanto di seguito:

Gli Stati sono vincolati a difendere i diritti umani dalle leggi di guerra, purtroppo stiamo assistendo alla graduale erosione di questo impegno fondamentale da parte di Israele“.

Iran: mondo islamico si unisca contro Israele

Raisi chiama al-Assad.
Avviati rapporti anche con Iraq e Libano per fare un fronte comune.

Oggi tutti i Paesi islamici e arabi, come anche le popolazioni che vogliono la libertà nel mondo, devono trovare un accordo e raggiungere una cooperazione in un percorso per fermare i crimini del regime sionista contro la nazione palestinese oppressa“.

Lo ha affermato il presidente iraniano Ebrahim Raisi durante una telefonata con l’omologo siriano Bashar al-Assad, come riporta Mehr citato a sua volta da Ansa. Raisi ha poi aggiunto:

Di conseguenza, la Repubblica islamica dell’Iran tenterà di trovare questa convergenza il prima possibile, mettendosi in contatto con i Paesi islamici“.

L’Iran aveva già annunciato risposte distruttive contro chi la accusasse (approfondimento al link) ed ha minacciato Israele di attaccarla nel caso in cui non cessi immediatamente il fuoco ed ha avviato colloqui con gli altri Paesi islamici per fare un fronte comune (approfondimento al link).

Iran: risponderemo ad Israele se continuerà a bombardare

Minacce iraniane di un attacco ad Israele.
Incontri con Iraq e Libano per fare un fronte unito.

Tensione alta tra Iran ed Israele.

Dopo il recente botta e risposta mediatico in cui si sollevavano dubbi in merito alla presenza dell’Iran dietro all’attacco di Hamas con la pronta reazione iraniana a minacciare una risposta distruttiva (approfondimento al link), ora arriva un altro avviso da parte iraniana verso Israele:

Se Israele non ferma i suoi attacchi contro i civili a Gaza, la regione si troverà ad affrontare nuove situazioni. Israele non può imporre un assedio completo a Gaza, bombardare i civili e commettere crimini di guerra senza una risposta“.

Stando a quando riferisce Al Jazeera poi citato anche da Ansa, ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian; lo stesso, ha poi aggiunto che è necessario porre fine “all’uccisione di bambini e civili in Palestina!”.

Amirabdollahian ha incontrato a Baghdad il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani ed è ora atteso a Beirut.

Europa, industria: La Polonia può superare la Germania

La Polonia può diventare il nuovo centro industriale europeo.
Produzione pro capite polacca +85%, quella tedesca +46%. Media Ue +55%.

Il giornale britannico “Daily Telegraph” scrive del crescente potenziale industriale della Polonia, notando che il paese potrebbe assumere il ruolo di centro industriale europeo al posto della Germania.

La Germania sta affrontando problemi come l‘aumento dei prezzi del gas e una diminuzione della produzione industriale, mentre la Polonia sta crescendo rapidamente.

I dati mostrano che la produzione industriale pro capite in Polonia è aumentata dell’85% nell’ultima decade, raggiungendo un livello di 43.113 USD.

In Germania, questa crescita è stata solo del 46% e l’Unione Europea nel suo complesso ha una media del 55%.

La quota dell’industria nel PIL della Germania è diminuita, mentre è aumentata in Polonia, come riporta Polonia Oggi.

I fattori che contribuiscono alla resilienza dell’economia polacca includono il sostegno governativo, i minori costi del lavoro e la crescente tendenza al “nearshoring“, in cui le aziende spostano la produzione più vicino al loro paese d’origine.

La Polonia è diventata una posizione attraente per gli investimenti industriali, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto.

La Polonia mira ad attirare investimenti stranieri in nuove tecnologie, come fabbriche di chip Intel e per batterie per veicoli elettrici.

L’infrastruttura è un fattore chiave per il successo e la Polonia ha costruito significativamente più autostrade della Germania nell’ultima decade.

Allo stesso tempo, la Germania sta affrontando problemi legati ai prezzi del gas e dell’elettricità, con alcune aziende che spostano o riducono le proprie attività.

La Polonia, d’altro canto, sta cercando di implementare fonti di energia rinnovabile, tra cui centrali nucleari, per garantire stabilità energetica per la propria industria.

Mentre la Germania rimane leader nella produzione industriale nell’UE, la Polonia sta crescendo dinamicamente e potrebbe presto assumere la corona del centro industriale europeo.

Israele o Palestina: da che parte state?

Ecco gli esiti dei sondaggi lanciati su Telegram e Twitter.
Tendenza opposta alle decisioni del governo.

Sono ripresi in maniera particolarmente violenta gli scontri tra Israele e Palestina, con Hamas che gioca un ruolo decisamente forte.

Mentre c’è chi sostiene che ci sia dietro lo zampino dell’Iran che, a sua volta, reagisce immediatamente alle accuse (approfondimento al link), Israele risponde all’attacco subìto in maniera forte e decisa annunciando un assedio totale nella Striscia di Gaza (approfondimento al link).

Noi abbiamo lanciato un sondaggio su Twitter e su Telegram per vedere cosa ne pensano lettori ed utenti; ne è emerso un quadro che va esattamente in direzione opposta all’operato che il governo sta mettendo in pratica.

Di seguito i risultati dei sondaggio; in alto quello lanciato su Telegram, sotto quello lanciato su Twitter: