Conference call tra Putin e Xi

Al centro dell’incontro le tensioni in Europa.
Ritenuta aggressiva la retorica Usa e Nato.

Una conference call tra il presidente russo Putin e quello cinese Xi, in programma per domani.

A riportarlo è il Cremlino, aggiungendo che il tema del meeting saranno le tensioni in Europa; il clima tra Occidente ed Oriente è infatti sempre più teso dopo che l’Ucraina, gli Stati Uniti e le capitali occidentali hanno espresso diversi timori a causa della mobilitazione di truppe russe verso il confine ucraino.

Dall’altra parte, invece, si reputa “aggressiva” la retorica degli Usa e della Nato più in generale.

Pfizer: tempi troppo corti per studiare eventi avversi. FDA chiede di secretare i dati per 55 anni

La casa farmaceutica ritiene troppo piccolo il tempo di studio.
La FDA chiede ai giudici di secretare i documenti fino al 2076: e la trasparenza?

Colpo di scena.

Pfizer, in un documento consegnato al comitato consultivo dell’FDA per l’approvazione della vaccinazione Covid per la fascia d’età dai 5 ai 12 anni, dichiara che il gruppo di studio è troppo piccolo per capire i rischi e gli eventuali eventi avversi.

Non solo. Nello stesso documento aggiunge anche che gli eventuali danni a lungo termine li conosceremo nello studio durante i prossimi 5 anni.

Di seguito la parte appena riportata:

L’intero documento è reperibile al link.

Nel frattempo, proprio la FDA, ha chiesto ai giudici di secretare i documenti di approvazione del vaccino Pfizer fino al 2076, ovvero per altri 55 anni.

A riportarlo è il The Epoc Time (articolo reperibile al link) e viene da chiedersi dove finisca la trasparenza e come sia possibile che non sorgano dubbi sul vaccino e la gestione in generale della pandemia.

Australia rischia milioni di euro in rimborsi per danni da vaccino

Oltre 10.000 le richieste di risarcimento.
78.880 eventi avversi secondo la Therapeutic Goods Administration.

Rimborsi di decine di milioni di euro.

È quello a cui potrebbe andare incontro il governo australiano per risarcire gli eventi avversi al vaccino per il Covid-19.

Stando a quanto riporta Scenarieconomici.it, infatti, per via di una norma che dà rimborsi limitati a fronte di una rinuncia a cause civili.

In base al suo schema d’indennizzo automatico, senza riconoscimento di colpa per il governo, i richiedenti ritenuti idonei possono richiedere importi di risarcimento compresi tra AU$ 5.000 (circa 3.200 Euro) e AU$ 20.000 (circa 13.000 euro) a risarcimento per spese mediche e la perdita di salario a causa di ricovero in ospedale dopo la vaccinazione. Importi superiori di rimborso sono possibili, ma con una procedura diversa. Il portale online dello schema dovrebbe essere lanciato il prossimo mese, ma è possibile già pre iscriversi e nel solo mese di settembre sarebbero state registrate già più di 10.000 richieste di presentare un reclamo.

Se ogni richiesta fosse approvata, il governo potrebbe affrontare un conto di almeno 50 milioni di dollari australiani (ovvero circa 32 milioni di euro), solo con riferimenti ai dati attualmente registrati.

Scenarieconomici.it riporta, inoltre, che Secondo la Therapeutic Goods Administration,  al 7 novembre in Australia si sono verificati circa 78.880 eventi avversi alla vaccinazione correlata al Covid: la maggior parte di questi sono stati minori, inclusi mal di testa, nausea e dolore alle braccia, ma evidentemente i casi maggiori non sono pochi.

Il sito indica che “lo schema australiano è molto rapido, anche se il rimborso garantito è piuttosto esiguo.

Per chi ha avuto almeno una notte di degenza il rimborso è automatico, sotto presentazione di prove, ancora non chiarite; Se però la richiesta supera i 20 mila dollari australiani, comprese quelle per decessi correlati al vaccino, allora il giudizio dovrebbe passare a una commissione di esperti indipendenti che emetterà un giudizio sulla cifra ritenuta congrua.”

I rimborsi potranno essere su varie patologie riscontrate come effetti collaterali della vaccinazione, dalla trombocitopenia alle miocarditi e pericarditi, a tutti gli altri disturbi correlati.

Soldi per onorificenze: si dimette l’aiuto del principe Carlo

A lungo tra i più stretti collaboratori, era ceo della Princès Foundation.
Al centro dello scandalo un’onorificenza ad un tycoon saudita.

Si è dimesso Michael Fawcett.

L’ex aiutante del principe Carlo, da anni tra i suoi più stretti collaboratori oltre che ceo della Princès Foundation (fondazione creata dall’erede al trono) ed ex assistente personale (valet), ha rassegnato le dimissioni in seguito allo scandalo legato alla concessione di onorificenze reali in cambio di cospicue donazioni.

Come riporta Leggo citando a sua volta il Daily Mail, infatti, al centro dello scandalo ci sarebbero le accuse di aver agevolato cospicue donazioni in denaro alla Princès Foundation da parte di un tycoon saudita che in cambio ha ottenuto una importante onorificenza reale nel 2016.

Un portavoce di Clarence House, inoltre, ha precisato che non ci saranno più legami fra le attività del principe di Galles e Fawcett, anche per quanto riguarda la società di organizzazione di eventi dell’ex valet di Carlo.

Festa dei single: boom di vendite su Alibaba

La festa spopola trai giovani.
Record d’incassi per il colosso delle vendite online.

74 miliardi di euro incassati in un giorno solo.

La cifra è il nuovo record registrato da Alibaba, colosso cinese del commercio online, grazie alla “Festa dei single” (anche nota come “Singles day” o, in mandarino “Guanggun Jie”).

Questa giornata si festeggia dal 1993 e sta spopolando tra i giovani che, praticamente come accade durante il “black Friday”, possono acquistare su internet milioni di prodotti in saldo, dall’abbigliamento all’informatica, passando per gli alimentari.

Rispetto alla festa dell’anno scorso, Alibaba ha incassato addirittura 10 miliardi di euro in più (ovvero circa l’8,5%): questa giornata, in Cina, ha un impatto talmente forte da superare gli eventi americani del “black Friday”, del “Prime Day” e del “Cyber Monday” che messi insieme hanno toccato quota 30,7 miliardi di dollari.

Nonostante la giornata sia stata in parte danneggiata dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime che hanno frenato anche la produzione cinese, Alibaba ha registrato entrate per un totale complessivo pari a 540,3 miliardi di yuan mentre la concorrente JD.com ha dichiarato vendite per 48,7 miliardi di dollari.

Ad aver partecipato al festival sono stati circa 290.000 marchi.