Trump lancia la propria criptovaluta

Capitalizzazione subito oltre i 5 miliardi di dollari.
La valuta digitale porta il suo nome.

Nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 gennaio il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha annunciato il lancio della propria criptovaluta.

La criptovaluta, che porta il suo nome, ha scatenato una febbre d’acquisto che ha fatto salire in poche ore la sua valutazione complessiva fino ad oltre 5 miliardi di dollari.

Come riporta Il Sole 24 Ore, Trump ha presentato sui social la sua valuta digitale come una “moneta meme“.

Borsa 2025: dove investire?

Ecco i settori su cui puntare e quelli invece da evitare.
La classifica dei primi e degli ultimi cinque.

Ecco, secondo Il Sole 24 Ore, i settori sui quali investire nel nuovo anno: finanza, tech e pharma ai primi posti; da evitare, invece, auto, energia ed immobiliare.

Più precisamente, in merito ai settori sui quali investire, al primo posto troviamo la tecnologia, al secondo la finanza, al terzo la farmaceutica, al quarto le utilities ed al quinto posto l’industria.

Al contrario, la classifica dei settori da evitare vede al primo posto l’automotive, al secondo i beni di consumo discrezionali (beni e servizi non essenziali), al terzo l’energia, al quarto l’immobiliare ed al quinto posto i beni di consumo primari.

Riserve d’oro: Polonia leader di acquisti nel 2024

La Polonia ha iniziato ad incrementare le riserve d’oro nel 2019.
Prevede di superare il 20% delle riserve valutarie entro il 2025.

Secondo il think tank OMFIF, basato sui dati del World Gold Council, la Banca Nazionale di Polonia (NBP) ha acquistato 42 tonnellate d’oro fino a settembre 2024, il quantitativo più alto tra le banche centrali a livello globale quest’anno.

Complessivamente, gli acquisti netti delle banche centrali nel terzo trimestre del 2024 ammontano a 186 tonnellate, per un totale di 694 tonnellate dall’inizio dell’anno, un livello inferiore rispetto al 2023 ma in linea con il trend del 2022.

Ad ottobre, le riserve auree della NBP sono aumentate a 13,734 milioni di once, con un acquisto di 21,7 tonnellate solo a settembre, portando la quota dell’oro nelle riserve oltre il 16%.

La Banca Nazionale di Polonia, come riporta Polonia Oggi, aveva iniziato a incrementare significativamente le riserve auree a metà del 2019, portandole allora a 7,336 milioni di once.

La NBP prevede di aumentare la quota d’oro al 20% delle riserve valutarie complessive entro il 2025.

Imprese, Univendita-Confcommercio: bene senatori finanze su credito al consumo

Sinatra (Univendita): I senatori della Finanze confermano l’importanza che venga mantenuta la definizione di ‘creditore’.

Lo avevamo evidenziato in modo chiaro nelle settimane scorse e siamo lieti che adesso la commissione Finanze del Senato ci dia ragione nel suo parere alla legge di delegazione europea che recepirà nel nostro ordinamento la direttiva Ue sul credito al consumo”.

Lo dichiara Ciro Sinatra, presidente Univendita, la maggiore associazione della vendita diretta, aderente a Confcommercio, in relazione alle osservazioni della sesta commissione sul testo in esame alla commissione Politiche Ue di Palazzo Madama.

I senatori della Finanze confermano l’importanza che, in sede di recepimento, venga mantenuta la definizione di ‘creditore’ contenuta nella direttiva 2023/2225, confermandola nel suo attuale perimetro – spiega Sinatra – e non restringendola a beneficio esclusivo di banche e finanziarie. La dilazione di pagamento senza interessi, costi e spese per il consumatore è infatti uno strumento importantissimo a disposizione delle imprese della vendita diretta, un meccanismo che dà respiro al nostro comparto, favorisce i consumi con proposte di ammortamento flessibili e personalizzate, ma soprattutto, in definitiva, supporta la crescita del sistema economico”.  

Il presidente Univendita conclude:

Ecco perché, forti di un autorevole parere istituzionale che conferma la bontà delle nostre posizioni, chiediamo il mantenimento di questa prerogativa per le aziende diverse da quelle finanziarie, a partire dalle nostre associate, con procedure e adempimenti burocratici semplificati in ragione dell’assenza di indagini patrimoniali e gravami a carico della clientela. Ci auguriamo che la commissione Politiche Ue tenga conto del parere dei colleghi della sesta commissione e auspichiamo un recepimento pienamente aderente alla norma europea”.

Il social di Trump debutta a Wall Street: +40%

La piattaforma è Truth Social.
Trump ne detiene circa il 70%.

Le azioni della società di social media di Donald Trump sono balzate del 40% nel primo giorno di contrattazioni al Nasdaq, facendo aumentare il valore della grande partecipazione dell’ex presidente nella società.

Trump Media & Technology Group gestisce la piattaforma di social media Truth Social.

Prima dell’inizio delle contrattazioni, il valore di mercato di Trump Media era di circa 6,8 miliardi di dollari, cifra destinata a salire notevolmente se i primi guadagni delle azioni si confermeranno.

Le azioni sono quotate con il simbolo «DJT», come riporta Il Sole 24 Ore, e Trump detiene quasi il 70% della società.

Il titolo di Trump Media & Technology Group era già in netto rialzo nel premercato, dopo che era stata finalizzata la sua fusione con Digital World Acquisition (Dwac), che oggi la ha portata Borsa.

L’accordo dà al gruppo mediatico di Trump, che comprende la piattaforma Truth Social, il capitale necessario per affrontare anche una serie di problemi legali e finanziari che coinvolgono l’ex presidente degli Stati Uniti.

In suo aiuto anche la decisione di migliaia di azionisti di Dwac, circa cinquemila, di rifiutare la fusione con il gruppo di Trump, accettando 10,87 dollari per ogni azione posseduta, per una perdita del 75% rispetto alla chiusura di mercoledì scorso – l’ultimo giorno disponibile – a 42,90 dollari.

Ieri, il titolo di Dwac ha guadagnato il 35,22%, chiudendo a 49,95 dollari, prima del passaggio del ticker a DJT, ovvero le iniziali dell’ex presidente.

Trump avrà oltre 78 milioni di azioni della nuova società, quasi il 70% del totale, per un valore che solo ieri è aumentato di 1,02 miliardi di dollari, per un totale – alla chiusura di ieri – di 3,93 miliardi.

Tecnicamente Trump, per la terza volta consecutiva candidato repubblicano alla Casa Bianca, non potrà vendere le azioni per almeno sei mesi, ma potrebbe chiedere agli azionisti che gli sia concessa la possibilità di farlo subito, in modo da avere contante disponibile.

In questo momento, il titolo guadagna nel premercato il 25,7% a 62,79 dollari.