Coronavirus: l’origine resterà ignota

Sull’origine del virus si susseguono studi e teorie diverse, tanto da far pensare che la verità non si saprà mai.

Così Maria Rita Gismondo, Direttrice di microbiologia clinica e virologia dell’ospedale “Sacco” di Milano, su un articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano“.

Come dice la Gismondo, “The Lancet” e “Nature” riportano che l’infezione abbia iniziato a diffondersi nella prima metà di dicembre 2019 con 41 casi di polmonite con causa non chiara nella città di Wuhan e che, sempre secondo queste fonti, il primo caso risale al primo dicembre.

Si era detto che, aggiunge poi l’esperta, visti gli usi di macellazione e di vendita di diversi animali in questi tipici mercati cinesi ed esattamente com’era avvenuto per il coronavirus della Sars, anche questo virus poggiasse le sue radici su un mercato “umido”.

Riprendendo letteralmente le osservazioni pubblicate, notiamo però quanto di seguito:

“Purtuttavia si è presto accertato che il primo caso registrato fosse una persona che non si era recata al mercato ittico di Wuhan. “La comparsa dei sintomi nel primo paziente identificato risale al primo dicembre 2019”, si legge su The Lancet: “Nessuno dei suoi familiari ha sviluppato febbre né altri sintomi respiratori”. Al momento, inoltre, “non ci sono legami epidemiologici fra il primo paziente e gli altri casi”. A complicare il quadro, i risultati di studi effettuati sui primi 41 casi esaminati dal gruppo di ricerca cinese guidato da Chaolin Huang dell’ospedale Jin Yin-tan di Wuhan: 27 soggetti (pari al 66%) erano stati al mercato a partire dal 10 dicembre, gli altri no”.

La Gismondo, quindi, prosegue:

“Dietro l’angolo l’ipotesi del complotto che ha anche assunto un profilo ufficiale. È proprio un funzionario governativo cinese ad accusare gli americani di averlo introdotto (involontariamente) durante i Giochi internazionali dei militari tenutisi a Wuhan nel novembre 2019.”

La teoria del complotto era già stata affrontata anche mettendo insieme i unti di vista di altri autori (approfondimento al link). In merito all’origine del virus, come già riportato anche nei nostri precedenti articoli (approfondimento al link), ad oggi la pista che sembra essere la più credibile è quella di “Nature” in cui si dichiara che il covid19 non è stato creato in laboratorio; questo articolo, tuttavia, dichiara in calce (precisamente nello spazio dedicato ai “commenti etici”) un conflitto d’interessi tra l’autore dell’articolo e l’azienda che ha condotto lo studio.

Sempre la Gismondo fa notare poi quanto di seguito:

Un paper ha evidenziato strane evidenze di inserti in coronavirus di proteine di Hiv: Uncanny similarity of unique inserts in the 2019 – nCoV spike protein to HIV-1 gp120 del Kusuma School of Biological Sciences, University of Delhi, India. La ricerca è stata stranamente ritirata due giorni dopo la pubblicazione“.

Sull’origine del virus, conclude quindi l’esperta, la verità non si saprà mai.

Coronavirus e crisi economica, Tringali: “Al diavolo il libero mercato!”

Lo scienziato politico sottolinea come lo Stato debba tornare al centro dell’economia nazionale.
Per uscire dalla crisi serve sovranità: non ci è bastata la lezione?

Il mondo si ferma, c’è qualcosa che cambia.

Cambia un virus, che muta così velocemente da rendere difficilissimo lo studio per una medicina adeguata al contrasto; cambiano, con lui, tutte le nostre abitudini.

Lo stato d’emergenza è stato dichiarato, la quarantena imposta. I limiti delle persone, dettati dal decreto.

Tutti si spaventano per la salute propria e per quella dei propri familiari. Tutti si preoccupano di ciò che verrà dopo.

Sì, perché un dopo arriverà, ne siamo tutti certi, ma con che conseguenze dovremo combattere?

Stiamo assistendo al blocco dell’economia mondiale; partite iva, liberi professionisti, aziende di ogni forma e dimensione: tutti si chiedono “perderemo il lavoro?

Gli Stati stanno mettendo in campo dei pacchetti anti-crisi, con importi e modalità differenti. Basteranno?

Ne abbiamo parlato con il dott. Fabrizio Tringali, scienziato politico, autore del saggio “La trappola dell’euro” e del blog “Badiale&Tringali”, entrambi scritti a quattro mani con il professor Marino Badiale, ordinario di matematica presso l’Università di Torino.

Dott. Tringali, come valuta i pacchetti messi in campo dai vari Paesi?

“Per il momento si tratta prevalentemente di annunci, però alcune indicazioni chiare le possiamo già trarre: ci sono paesi come gli USA e la Gran Bretagna, che si impegnano a sostenere con ogni mezzo la propria economia nazionale. Annunciano stanziamenti di dimensioni storiche, destinati non solo alle imprese, ma anche direttamente ai lavoratori. In Italia si chiude tutto (giustamente) ma a farne le spese sono i lavoratori, i commercianti, i professionisti. Conte si limita a dire genericamente che “Il governo ci sarà”, ma non dice cosa farà concretamente per proteggere gli italiani dalla crisi. Le misure fin qui varate sono una goccia nel mare, così come quelle annunciate per il prossimo futuro. E intanto l’Unione Europea non dà risposte, perché ogni misura solidale è bloccata dai paesi del nord. Il messaggio che ne esce è chiaro: i governi americano e britannico ci sono, quelli italiano ed europeo no.”

Nello Specifico, in Italia, secondo lei di cosa avremmo bisogno?

Di un governo che si assuma la responsabilità di garantire tutto il denaro necessario a rimettere in moto l’economia. In questo momento è impossibile preventivare la cifra, ma di certo si tratta di numeri largamente superiori a quelli di cui sta parlando Conte. Massicci aiuti alle imprese ed ai lavoratori (dipendenti ed autonomi) saranno necessari, ma non basteranno. Il tessuto produttivo farà comunque fatica a riprendersi. Ci saranno licenziamenti. Fra chi non perderà il lavoro, tanti avranno salario decurtato, magari parzialmente integrato con ammortizzatori sociali. Andiamo quindi verso un vistoso calo della domanda. Nel settore privato, fra le imprese che riusciranno a sopravvivere, ben poche saranno quelle disposte ad assumere. Rischiamo una crisi spaventosa. Se ne potrà uscire solo mandando al diavolo l’ideologia del “libero mercato” e riportando lo Stato al posto che gli compete, cioè quello di regolatore dell’economia nazionale.”

Dunque, se capisco bene, dal suo punto di vista serve un piano di assunzioni pubbliche su larga scala. In quali settori?

“Non ci è bastata la lezione per capirlo? Sanità innanzitutto, ed istruzione. E poi investimenti nei trasporti (da Alitalia, al trasporto su rotaia, fino al trasporto pubblico locale). I viaggi da e per l’estero, ma anche i commerci internazionali, saranno difficili. Bisognerà sostenere i produttori locali e il turismo interno.

Avremmo anche bisogno di imparare ad essere disgustati dalla retorica della bontà delle privatizzazioni, e anche dalla caricatura che spesso viene fatta dei lavoratori del settore pubblico, dipinti come privilegiati o nullafacenti. E invece sono medici, infermieri, anestesisti, insegnanti, assistenti sociali. Tutte persone che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano moltissimo, a volte rischiando la propria salute, mettendo anima e cuore in servizi fondamentali per noi, per i nostri figli, per i nostri anziani.

Dobbiamo imparare ad odiare questa retorica. Chi si comporta in modo disonesto, una esigua minoranza, va certamente punito, ma dobbiamo recuperare la consapevolezza che i servizi pubblici sono nostra ricchezza, e i lavoratori che li mandano avanti, svolgono un servizio prezioso.

Lo stato può fare moltissimo per frenare la crisi investendo nei servizi pubblici e assumendo, calmierando il tasso di disoccupazione.

E questo è fattibile?

“All’interno dei vincoli europei no. La sospensione del patto di stabilità non è certamente sufficiente. Come dice lo stesso Draghi, i debiti pubblici dovranno necessariamente aumentare in modo importante. Se la UE è una “unione” allora i membri devono accettare di condividere le garanzie sui debiti. E questo deve avvenire senza “condizionalità”, cioè senza imporre agli stati “memorandum” come quelli che hanno distrutto la Grecia. In pratica la Germania dovrebbe accettare di essere garante del debito di tutti, lasciando a ciascun paese la libertà di decidere autonomamente quanto contrarne e come utilizzare il denaro. Impossibile. Se accetteranno forme di apparente solidarietà sarà in cambio di cessioni di sovranità. E la medicina sarà peggiore del male.”

Come dovrebbe agire lo Stato secondo lei?

Dovrebbe fare quello che Conte e Di Maio stanno dicendo, ma che non faranno. Il governo dice che se dalla UE non arriveranno risposte, l’Italia farà da sola. Ma Conte e Di Maio sono figuranti, la loro è solo una sceneggiata mediatica. Alla fine si piegheranno. Mentre invece il governo dovrebbe impegnarsi pubblicamente a difendere ogni posto di lavoro e a varare un piano straordinario di investimenti ed assunzioni. Dovrebbe annunciare che sarà fatto tutto quello che servirà per uscire dalla crisi il prima possibile, proteggendo tutti. Un “whatever it takes” nazionale di portata storica. Ma per farlo dovrebbe disporre della libertà di poter decidere le proprie politiche economiche nazionali. I paesi che hanno la propria moneta e la propria banca centrale possono permetterselo, noi no.

La Parola ai Lettori – Video del 2015 sul coronavirus: è lui o non è lui?

I social esplodono su un video del 2015. Secondo altri non si tratta dell’attuale coronavirus.
Ce ne hanno parlato i nostri lettori.

Una pioggia di notifiche. Questo è quanto sta arrivando in redazione da parte dei lettori.

Siamo partiti col mettere insieme i punti di vista di più autori ed ipotizzando degli scenari (approfondimento al link); alcuni li hanno ritenuti puramente fantascientifici, altri assolutamente logici.

Sono poi intervenuti i nostri lettori (approfondimento al link) ed infine ne abbiamo parlato con il dott. Stefano Montanari (intervista al link).

Oggi mail e messenger sono presi d’assedio dai nostri lettori. Molti di loro ci segnalano un video andato in onda nel 2015 su “TGR Leonardo” e che, ascoltandolo, ci riporta dritti dritti ai nostri giorni: il video è stato pubblicato anche da “AnsaVideo” ed è reperibile qui.

Altri lettori, assieme al video, ci hanno segnalato la connessione con l’impianto dell’Istituto di Virologia afferente all’Accademia Cinese delle Scienze, cioè laboratorio sanitario specializzato nello studio di agenti patogeni legati a malattie infettive fulminanti, la cui “mission” istituzionale è lo sviluppo di antidoti e vaccini contro virus ad alta diffusione (accedendo al link cliccare su “guarda tutto”).

Dall’altra parte, arriva la segnalazione dell’articolo di “Open” (reperibile al link) in cui si sostiene che il virus del video non sia l’attuale coronavirus.

Lo stesso articolo riporta che il tema era già stato discusso in una precedente occasione (reperibile qui), dove si citava un articolo del “Nature” (reperibile qui); lo stesso articolo che, tra l’altro, era già stato oggetto di contesa da parte dei nostri lettori (come visto sopra): qualcuno lo segnalava come fonte a favore del fatto che il coronavirus non sia nato in laboratorio, altri ne mettevano in discussione la credibilità a causa del conflitto d’interessi tra l’autore dell’articolo e l’azienda in cui si è svolto lo studio, come la rivista stessa segnala nei “commenti etici” in calce alla pubblicazione.

(Si ringraziano, in particolare, per i contributi M. C., G. P., G. D. A., M. G., D. P. e A. L., che ci scrivono da Italia, Polonia e Germania).

Coronavirus, Montanari: Szczepionka to wielki przekręt

Co to jest? jak to działa? dlaczego jesteśmy w stanie zagrożenia i co się za tym kryje?
Stefano Montanari kompleksowo wyjaśnia kwestie związane z koronawirusem.

(Tłumaczenie Magda Żymła)
(Włoska wersja na link)
(Angielska wersja na link – Tłumaczenie Jolanta Micinska – Hercog)

Gorącym tematem tego okresu jest, na pewno, koronawirus.

Niewidzialny i przebiegły wróg, który spowodował, że świat się zatrzymał.

Próbowaliśmy wyobrazić sobie, co może się za tym kryć (więcej informacji pod linkiem), a także zaangażowaliśmy naszych czytelników (więcej informacji pod linkiem).

Dziś na pierwszy plan wysuwa się jeden z czołowych ekspertów w tej dziedzinie: dr Stefano Montanari, nanopatolog, profesor w Centrum Steliora w Genewie, autor kilku patentów w dziedzinie kardiochirurgii, chirurgii naczyniowej, pneumologii oraz projektant systemów i urządzeń dla elektrofizjologii, dyrektor naukowy laboratorium Nanodiagnostyki w Modenie, wykładowca kilku krajowych i międzynarodowych studiów master, autor licznych publikacji naukowych, były konsultant Prokuratury i Włoskiego Obserwatorium Wojskowego. Stale współpracuje, w zakresie publikacji, z żoną Antoniettą Gatti, która od 2012 roku wpisana jest na listę 32 najlepszych naukowców na świecie i to z nią, ponad dwadzieścia lat temu, pracowali odkrywcy chorób i zaburzeń mikro- i nanoproszkowych.

Doktorze Montanari, co to za koronawirus, który tak bardzo nas przeraża?

“Jest to łańcuch chemiczny należący do rodziny koronawirusów, których są tysiące; wystarczy pomyśleć, że zwykłe przeziębienie jest zazwyczaj spowodowane przez koronawirus; jest to wirus wysoce infekcyjny (a więc zaraźliwy), ale zwykle jest nieszkodliwy – u przeważającej większości ludzi pozbawiony jakichkolwiek objawów (najprawdopodobniej teraz, kiedy rozmawiamy, sami mamy koronawirusa i tak ma przynajmniej połowa populacji włoskiej).

W rzeczywistości jest to nowy wirus grypy, który ma tę cechę, że atakuje płuca i dlatego w sposób patologiczny dotyka osoby starsze, palaczy i osoby, które mają już wcześniejsze dolegliwości, a zatem oprócz tego, że cierpią na jakieś jednostki chorobowe, przyjmują również pewne leki, na przykład na nadciśnienie. Ogólnie rzecz biorąc, zdrowi ludzie w ogóle nie są dotknięci tym wirusem, który, powtarzam, staje się wszechobecny i bardzo normalny, podobnie jak ogromna liczba innych wirusów.”

I gdzie się narodził?

“O tym słyszałem wszystko i przeciwieństwo wszystkiego; kiedy słyszę, że zaczęło się od nietoperzy czy węży, śmieję się i myślę, że tęsknimy tylko za jednorożcem.

Nie wiem skąd się to wzięło, tylko kilka osób na świecie ma taką wiedzę, ale wirusy takie jak ten są bardzo łatwe do zmodyfikowania, wymieszania, przerobienia w laboratorium… może się zdarzyć, że wydostanie się z laboratorium przez pomyłkę lub celowo. Na pewno nie sam, jak mógłby to zakładać były minister zdrowia Lorenzin, gdy mówił, że wirusy pełzają i skaczą.”


Mówi Pan, że to wirus, który sam w sobie nie stanowi żadnego problemu, ale ludzie we Włoszech umierają w większej liczbie niż w Chinach, pomyślmy na przykład o Bergamo. Skoro tak Pan mówi, to skąd te wszystkie zgony?

“Proszę spojrzeć, tak to działa: wypełniamy ludzi, zwłaszcza starszych, szczepionkami przeciwko grypie i osłabiamy i tak już słabe ciała. Dzieje się tak dlatego, że za pomocą szczepionki zamierzamy wstrzyknąć do organizmu stary wirus (celem powinno być stworzenie przeciwciał), ale nie ma żadnych szczepionek na grypę i dlatego nie robimy nic poza osłabieniem organizmu i poddaniem go nowej grypie (nawet nowemu koronawirusowi), a ponadto, stary wirus został wstrzyknięty do organizmu, więc masz w sumie dwie możliwe grypy w już i tak przemęczonym ciele.  BBC, brytyjski nadawca państwowy, wyemitował raport mówiący, że osoby zaszczepione przeciwko grypie muszą pozostać w izolacji przez 12 tygodni (dostępny pod linkiem). Wydaje mi się, że to już może dać do myślenia. Jeśli weźmiemy oficjalne liczby Wyższego Instytutu Zdrowia, zobaczymy, że zmarli “z” koronawirusem, to 3 osoby i osobiście mam wątpliwości co do tych 3; ponadto, jeśli zwrócimy uwagę, zauważymy, że mapa zmarłych pokrywa się z mapą przeprowadzonych szczepień. Im większa gęstość osób zaszczepionych, tym większa gęstość osób zakażonych wirusem. Oficjalne dane są jednoznaczne: osoby umierające były dotknięte innymi potencjalnie śmiertelnymi chorobami, a często nawet więcej niż jedną. Dlatego mówimy, że ludzie umierają “z” koronawirusem, a nie “z powodu” koronawirusa.

Na koniec podkreślam, że liczba zgonów, jest taka sama jak każdego roku z powodu normalnej grypy, co dowodzi, że koronawirus nie zwiększył śmiertelności.”

Proszę pozwolić mi zrozumieć: jeżeli problemem nie jest sam wirus, ponieważ nie jest on śmiertelny, to znaczy, że problemem jest włoska opieka zdrowotna. Czy tak mam to traktować?

“Właśnie tak! Problem polega na tym, że nie jesteśmy przygotowani na tyle przypadków zachorowań na choroby płuc; a nie jesteśmy, ponieważ nasi politycy w ciągu ostatnich 10 lat również nie byli przygotowani. W ciągu ostatniej dekady jedynie osłabiliśmy opiekę zdrowotną poprzez zmniejszenie liczby szpitali, personelu, maszyn i urządzeń. Dzisiaj potrzebujemy respiratorów i nie mamy ich. Ponadto ograniczamy edukację, tym samym nie jesteśmy w stanie wyszkolić personelu medycznego do właściwego poziomu ani utrzymać go we Włoszech z powodu dewaluacji pracy, a także nie dostarczamy materiałów potrzebnych lekarzom do wykonywania ich pracy. Mamy mniej niż 4 placówki intensywnej terapii na 1000 mieszkańców: to skandal.

Dodajmy na koniec system powszechnej korupcji, który wiąże się z dwoma problemami; po pierwsze: za produkt, który normalnie kosztuje 10, we Włoszech płacisz 20, wykorzystując niewłaściwie tę niewielką sumę, która jest do dyspozycji; po drugie: lekarze muszą wykonywać dyktaty reżimu, w przeciwnym razie zostaną pozbawieni prawa wykonywania zawodu… a oni też mają rodzinę do utrzymania.”

Mówi nam Pan, że problemem jest nieadekwatność systemu opieki zdrowotnej i tych, którzy zarządzali nim w ciągu ostatnich 10 lat. Jeśli tak jest, to czy oznacza to, że przepisy, które wprowadzili w zakresie zapobiegania są również błędne?

“Gorzej, często są to kompletne bzdury. Wystarczy pomyśleć o noszeniu rękawiczek: w ten sposób chronimy nasze “dobre” grzyby i bakterie przed kontaktem z wirusem i zwalczaniem go; w tych rękawiczkach nasączonych wirusem idziemy i dotykamy ubrań, pieniędzy, powierzchni itp., rozsiewając wszędzie wirusa. Maski są bezużyteczne, ponieważ wirus jest w stanie wejść w ogromnych ilościach do komórki, której rząd wielkości, to kilka tysięcznych części milimetra; wyobraźmy sobie, co maska może zrobić, aby zadziałać na takich rozmiarach: nic!

Mówią nam, aby pozostać w domu, kiedy musimy wyjść na zewnątrz, ponieważ słońce jest niezbędne, daje nam możliwość metabolizmu witaminy D, która jest potrzebna dla naszego układu odpornościowego. A jazda na motocyklu, która zawsze była zalecana w celu utrzymania dobrego stanu zdrowia, jest nawet zakazana na mocy dekretu. Krótko mówiąc, przepisy te przygotowują organizm do przyjęcia nie tylko tego wirusa, ale w rzeczywistości wielu patogenów. Bez uwzględnienia tego wszystkiego, co jest nieodłącznie związane z depresją, nastrojem i strachem: wszystkiego, co ma odwrotny skutek od tego, czego potrzebujemy, aby ciało zareagowało. Kiedy na początku lat siedemdziesiątych pracowałem przez jakiś czas w Szwecji, naczelny lekarz powiedział do mnie: “Widzisz, tutaj umiera ten, kto chce umrzeć, a ten, który chce żyć, przeżywa, a to robi całą różnicę.”

Wracając do szczepionek, o ile dobrze rozumiem, czy zastrzyki grypy są jakimś rodzajem oszustwa?

“Nie jest to rodzaj przekrętu, to prawdziwy fałsz. Szczepionkę można zdefiniować jako taką tylko na choroby, które dają odporność (odra, różyczka, ospa wietrzna itp.), a nie na przeziębienie czy grypę; byłem uczniem Luigiego Di Bella i powiedział, że wyleczona grypa trwa siedem dni, a niewyleczona trwa tydzień. Jeśli prawdziwa choroba nie daje odporności, absurdem jest mieć nadzieję, że szczepionka może to zrobić, co nie jest niczym innym, jak tylko chorobą w postaci atenuowanej.

A jeszcze gorsze są te uniwersalne szczepionki, które stały się obowiązkowe dla dzieci i bez których nie mogą chodzić do szkoły. Skoro szczepionka ma zapobiegać chorobie, to dlaczego tak bardzo martwić się o dzieci, które tego nie robią? Ci, którzy są szczepieni, powinni być bezpieczni… ale najwyraźniej nie są i domaga się zaszczepienia każdego, poza wszelką kontrolą, ponieważ każde szczepienie oznacza pieniądze. Pieniądze dla firm farmaceutycznych, z wartością dodaną, którą nie może pochwalić się żaden produkt na świecie, aż do jałmużny, którą lekarze haniebnie akceptują: kilka euro za każdy wykonany zastrzyk.

Ale powiem wam więcej: szczepionki są z mocy prawa zwolnione z wszelkich prób, eksperymentowania i od co najmniej 33 lat nie były nawet poważnie testowane;

A jakby tego było mało, szczepionki są jedynym produktem na świecie, za który nie ponosi się żadnej odpowiedzialności cywilnej ani karnej: to prawda, że jeśli szczepionka stwarza jakiekolwiek problemy dla zaszczepionej osoby, to otrzymuje ona odszkodowanie, ale płaci za to Ministerstwo Zdrowia, a nie przedsiębiorca, który zarejestrował szczepionkę. Dodajmy, że ci, którzy istnieją w biznesie szczepionek nie mają najmniejszych kłopotów ze znalezieniem klientów, ponieważ jest się  po prostu zobowiązanym do bycia nabywcą, a reklamę zapewnia państwo.

Jeśli prawidłowo nadążam za Pana tokiem rozumowania, to myślę, że jeśli szczepionki przeciwko grypie są oszustwem, to szczepionka przeciwko koronawirusowi może być kolosalną aferą.

“Oczywiście! Wkrótce z Izraela i/lub jakiejś wielkiej firmy farmaceutycznej wyjdzie trochę pomyj i te pomyje zostaną przekazane jako szczepionka przeciwko koronawirusowi. Zdefiniowanie jej jako takiej, ponieważ epidemia ma charakter globalny, zmusi 7,5 miliarda ludzi do zaszczepienia się: tak jak w przypadku wielu innych szczepionek, przedsiębiorca nie będzie musiał nawet tracić czasu na szukanie swoich klientów, ponieważ każdy będzie zmuszony nim być. Różnica jest w liczbach.”

Więc pandemia koronawirusa  jest ustawiona? Czy to dlatego nie zamknęli giełd (więcej na ten link)?

“To jedno wielkie oszustwo. Proszę pomyśleć, że w 2017 r. wydano obligacje, które stawiają na ciekawą infekcję koronawirusową, która miałaby miejsce między 2020 a 2021 r.: ile pieniędzy można było zarobić? kto postawił na takie pozornie nieprawdopodobne wydarzenie jak to ?

Następnie proszę pomyśleć, ile pieniędzy firmy tracą na giełdzie każdego dnia. Weźmy jednak praktyczny przykład: masz pizzerię, ale masz obowiązek utrzymywania jej w zamknięciu i dlatego nie zarabiasz na niej, ale w międzyczasie musisz płacić czynsz, opłacić personel, rachunki, podatki, hipotekę, jeśli ją masz, zapasy żywności tracą swój termin przydatności do spożycia i musisz kupić nowe. Czas mija i tak naprawdę nie wiemy, jak długo potrwa kwarantanna, ale zjednoczone środowiska ciągle nam mówią, że to będzie trwało coraz dłużej (mówimy już o październiku); w międzyczasie, zostając w domu, wpada się w depresję i strach. Przyjeżdża miły facet i oferuje zakup pizzerii za 1000 euro: oczywiście sprzedajesz ją natychmiast, aby uwolnić się od kosztów i ryzyka, uważając jednocześnie kupującego za świętego.

Ten sam przykład jest powtarzany na przedsiębiorstwach: po zakończeniu epidemii mała grupa ludzi kupi wszystko i zrobi to za śmiesznie niską cenę, może nawet zostaną uznani jako święci lub bohaterowie”.

Wreszcie, nieco osobiste pytanie: czy to prawda, że sprzedał Pan swój dom, aby zebrać fundusze na badania? I czy to prawda, że zabrano Panu niezbędne narzędzie do badań?

“To prawda. Ale prawdą jest również to, że nie zrobiłbym tego ponownie, biorąc pod uwagę sposób, w jaki nas traktują i to, co właśnie zobaczyliśmy: ludzie nie zasługują na to poświęcenie. Co do narzędzia, mikroskopu elektronowego, zabrali nam go dziesięć lat temu. Zbiórka pieniędzy, która została zorganizowana w celu zakupu, przynosi rozczarowujące rezultaty, i dlatego też powtarzam, że ludzie na nic nie zasługują.”

Germania, pacchetto da 750 miliardi. Dopo coronavirus ritorno all’austerity

Il governo tedesco aumenta il pacchetto degli aiuti da 550 a 750 miliardi di euro.
Dopo l’emergenza si tornerà all’austerity.

La Germania amplia le misure emergenziali per fronteggiare la crisi dovuta al coronavirus.

Il primo pacchetto messo in campo parlava di 550 miliardi di euro; oggi, come riporta “Reuters”, il ministro dell’Economia Peter Altmaier ha annunciato all’emittente televisiva “Zdf” che il pacchetto salirà a 750 miliardi di euro.

Il ministro ha poi aggiunto che, non appena sarà passata l’epidemia, la Germania tornerà alla politica di austerity ed al pareggio di bilancio.

Più precisamente, le parole di Altmaier sono state le seguenti:

Stiamo prendendo denaro a condizioni favorevoli sul mercato dei capitali e le condizioni sono così favorevoli soltanto perché tutti credono in noi e confidano che lo faremo solo per il tempo necessario. Una volta che la crisi sarà finita torneremo alla politica di austerità e, al più presto, alla politica di bilancio in pareggio.”