Vaccini Covid19: Ue al lavoro per i contratti

Acconto da 336 milioni alla AstraZeneca.
Merkel: altri accordi simili in cantiere. Finirà come con l’H1N1?

È caccia al vaccino per il Covid-19. E su questo fronte anche l’Ue si sta dando da fare.

Proprio ieri, infatti, un portavoce ha detto che la Commissione europea ha versato un acconto pari a 336 milioni di euro alla AstraZeneca, azienda farmaceutica britannica, al fine di accaparrarsi almeno 300 milioni di dosi di quello che è un potenziale vaccino contro il coronavirus.

Durante una conferenza stampa, poi, è arrivata la conferma anche da parte della cancelleria tedesca Angela Merkel:

Altri contratti di questo tipo sono in cantiere.”

La domanda che ora sorge spontanea è: finirà come l’H1N1, quando le case farmaceutiche si portarono a casa enormi business per un vaccino poi rimasto completamente inutilizzato (approfondimento al link)?

Grecia: dialogo con la Turchia ma no a cessioni di sovranità

Tensioni tra i due Paesi per le risorse energetiche nel Mediterraneo orientale.
Nikos Dendias: sì al dialogo, ma non cederemo diritti sovrani.

Pochi giorni fa il presidente turco, Tayyip Erdogan, aveva annunciato la più grande scoperta di gas naturale della storia della Turchia (approfondimento al link).

Oggi, per voce del ministro degli Esteri Nikos Dendias, la Grecia ha dichiarato di essere aperta ad un dialogo, proprio al fine di allentare le tensioni sulle risorse energetiche nel Mediterraneo orientale, ma che non ha alcuna intenzione di cedere anche un solo millimetro in tema di diritti sovrani.

Le dichiarazioni sono giunte al termine di un incontro avvenuto ad Atene tra lo stesso Densias e l’omologo tedesco Heiko Maas.

Insieme alle dichiarazioni sopracitate, il ministro greco ha aggiunto che la Turchia non cessa le “provocazioni” e le “violazioni del diritto internazionale“, nonostante le richieste da parte dei Paesi confinanti e degli alleati di allentare le tensioni.

La questione non riguarda solo i Paesi membri della Nato ma tutta l’Unione europea, ha infine concluso Dendias.

Madrid si ribella alla mascherina

Protesta dei cittadini spagnoli con cartelli e cori contro le misure anti-covid adottate dal governo.
In centinaia radunati al grido di “Libertà!”.

Si sono organizzati sui social network, per ritrovarsi in centinaia nel centro della capitale a manifestare contro l’uso della mascherina.

I cittadini spagnoli sono insorti in una manifestazione contro le misure anti-covid adottate dal governo, che ha reso obbligatorio l’uso della mascherina anche all’aperto.

Precisamente in Plaza de Colon a Madrid, sotto un’enorme bandiera spagnola che sventolava al centro della piazza, è andata in scena la protesta che ha visto i numerosi partecipanti radunarsi e al grido di “Libertà!” ed esibendo cartelli con scritto “Non abbiamo paura”, “il virus non esiste” e “La mascherina uccide”.

Molti di loro erano senza mascherina, ovvero proprio l’oggetto principalmente attaccato dai manifestanti stessi.

Oms: Monti presidente della Commissione salute e sviluppo sostenibile

L’ex premier italiano incaricato di attuare le politiche in risposta al covid19.
Relazione attesa per settembre 2021.

Mario Monti, presidente dell’Università Bocconi di Milano e già premier italiano, è stato incaricato di presiedere la Commissione paneuropea per la salute e lo sviluppo sostenibile da parte dell’Ufficio regionale dell’Oms Europa.

Il suo compito sarà quello di “ripensare le priorità inerenti alle politiche da attuare alla luce della pandemia di coronavirus”. La relazione finale sui lavori è attesa tra circa un anno, ovvero entro settembre del 2021.

Da parte sua, Monti, si è detto “onorato” di aver ricevuto la nomina al medesimo incarico.

Niente aiuti e no alla proroga delle imposte: lo Stato è senza soldi

Secco “no” del ministro Gualtieri per quanto riguarda il posticipo delle imposte.
Saranno i lavoratori a finanziare lo Stato e non viceversa; ma dopo il lockdown è dura.

Niente proroga delle imposte sui redditi al 30 settembre 2020; bisognerà pagarle entro il 20 luglio. Questo è quanto ha quanto arriva dal MEF.

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso dell’audizione in Commissione Finanze della Camera del 16 luglio, ha infatti dichiarato che non vi sarà al posticipo in merito al pagamento delle imposte.

Il motivo troverebbe radici nei problemi di cassa, in quanto per effettuare un ulteriore rinvio servirebbero circa 8,4 miliardi di euro. E lo Stato attualmente non dispone di questa cifra.

Ecco dunque che, proprio per far fronte alle esigenze di una cassa vuota, il governo ha deciso che le partite IVA dovranno versare quanto dovuto in termini di Irpef, Ires ed Irap o eventuali imposte sostitutive, tra le polemiche della minoranza che chiedeva un anno bianco fiscale data l’impossibilità materiale di pagare le imposte.

Questo, nonostante gli aiuti statali siano stati sostanzialmente nulli (600 euro ripetuti in due tranche e neanche per tutti), una cassa integrazione che deve ancora arrivare e gli aiuti europei che, ad oggi, sono solo slogan ed annunci.

Nessuna traccia dei “poderosi” piani da centinaia di miliardi di euro sbandierati dal premier Conte, una “potenza di fuoco” che si è invece rivelata una pistola ad acqua e per giunta scarica, che invece decide di prelevare ancora risorse da quei lavoratori ai quali è stato imposto il lockdown. A poco e nulla sono contati i suoi inviti verso le banche a fare “atti d’amore”, vista la sintesi sotto riportata nell’immagine (a maggior ragione tenendo conto che circa 6 miliardi sono andati solo a FCA, che oltretutto ha spostato le sedi amministrativa e discale a Londra ed Amsterdam):

Ancora meno ha fatto l’Europa, che va avanti ad incontri che si concludono di volta in volta in un rimando al meeting successivo e che, anzi, stando alla replica in aula da parte di Claudio Borghi Aquilini (Lega) verso lo stesso premier Conte, al momento è costata all’Italia uno sbilancio di 200 miliardi tra garanzie e versamenti basati sul funzionamento del bilancio europeo (approfondimento al link): abbiamo dovuto versarne 58 per il Mes-Fss (Fondo salva-Stati), 8 per il SURE e 130 per il Recovery Fund, senza riceverne neanche uno.

Siamo dunque di fronte ad una situazione surreale: mentre tutti gli altri Paesi hanno messo in campo doverosi pacchetti di aiuti senza farsi alcun problema, l’Italia ha imposto il lockdown più feroce, non ha stanziato aiuti ed ancora usa le partite IVA come un bancomat per recuperare i soldi versati all’Europa.

Stiamo assistendo ad un’inversione di ruoli: i cittadini finanziano lo Stato e non viceversa.