La Russia pensa di sganciarsi dal dollaro

Prodotti in metallo e materie prime nel mirino.
Svincolarsi dal tasso di cambio col dollaro.

La Russia sta valutando di fissare temporaneamente limiti ai prezzi dei prodotti in metallo e delle materie prime e di sganciare le loro quotazioni dal dollaro.

Lo riporta l’agenzia “Tass“, ripresa anche da “Tgcom24” e citando il ministero dell’Industria e del Commercio di Mosca:

Nell’attuale situazione è necessario sostenere il regolare funzionamento dell’industria, disaccoppiando i prezzi dei prodotti in metallo e delle materie prime dal tasso di cambio del dollaro“.

Cafà: Mezzogiorno torni a essere granaio d’Italia

La guerra in Ucraina potrebbe portare ad un’economia di guerra.
Il presidente Cifa Italia punta sul Sud per la politica agraria.

Il Mezzogiorno torni ad essere il granaio d’Italia.

Così Andrea Cafà, presidente dell’associazione di imprese Cifa Italia, che interviene sul pericolo concreto di arrivare ad un’economia di guerra come conseguenza della situazione ucraina.

Come riporta “Adnkronos”, le sue parole sono state le seguenti:

Condivido il monito del presidente del Consiglio Mario Draghi sulla necessità di prepararsi per scongiurare un’economia di guerra. Occorre rimodulare la nostra politica agricola affinché il Mezzogiorno torni a essere il granaio d’ Italia. È necessario orientare i nuovi sostegni economici alla riorganizzazione della filiera. Tutto questo, in un’ottica di sostenibilità ambientale“.

LSE: sospesi tutti i servizi in Russia

Il London Stock Exchange valuta opzioni alternative per dare continuità al servizio.

Il London Stock Exchange sta sospendendo tutti i prodotti e i servizi per tutti i clienti in Russia.

A distanza di qualche giorno dall’aver sospeso la distribuzione di notizie e commenti nel Paese, LSE comunica i suoi prossimi passi in merito alla vicenda russa.

Più precisamente, come riporta “Reuters”, l’azienda comunica in una nota quanto di seguito:

“Lseg conferma di aver avviato la sospensione di tutti i prodotti e i servizi per tutti i clienti in Russia, rispettando i requisiti normativi. Continuiamo a sostenere i nostri dipendenti nella regione. Siamo inoltre in contatto con i nostri clienti fuori dalla Russia che dipendono da noi per dati e informazioni relative ai prezzi in Russia. Stiamo valutando opzioni alternative per continuare a fornire tali servizi“.

Biden firmerà ordine esecutivo su asset digitali

Si considera la valuta digitale della banca centrale statunitense.
Anche l’Ue sulla stessa lunghezza d’onda.

Joe Biden firmerà un ordine esecutivo sugli asset digitali e prende in considerazione di una valuta digitale della banca centrale statunitense (CBDC) a livello formale.

A comunicarlo è la Casa Bianca, indicando che l’ordinanza delineerà raccomandazioni per la protezione dei consumatori e la stabilità finanziaria negli Usa e che non contiene nessuna nuova disciplina.

Più precisamente, il comunicato riporta quanto di seguito:

L’ordinanza definisce una politica nazionale per gli asset digitali attraverso sei priorità chiave: tutela dei consumatori e degli investitori; stabilità finanziaria; finanza illecita; Leadership statunitense nel sistema finanziario globale e competitività economica; l’inclusione finanziaria; e innovazione responsabile”.

Stando a quanto riporta “cryptonews.com”, inoltre, gli Stati Uniti collaborano con altri paesi per “proteggersi dai rischi e guidare l’innovazione responsabile” nel settore crypto.

Proprio l’Ue sta per votare una legge sulle cryptovalute senza disposizione PoW (approfondimento al link).

Inoltre la dichiarazione afferma che l’amministrazione di Biden lavorerà per sviluppare “capacità internazionali allineate che rispondono ai rischi per la sicurezza nazionale“, oltre a collaborare con il settore privato per “studiare e supportare i progressi tecnologici negli asset digitali“.

Il comunicato afferma che l’amministrazione prenderà in considerazione anche formalmente lo sviluppo di una valuta digitale della banca centrale statunitense, sostenuta dalla Federal Reserve, la banca centrale del paese.

Secondo Jeremy Allaire, co-fondatore e CEO della società di pagamenti in criptovalute Circle, il nuovo ordine segna “un momento di svolta per le criptovalute“, che può essere paragonato al modo in cui il governo degli Stati Uniti si è svegliato con l’internet commerciale nel 1996-1997.

Allaire ha riferito che l’ordine esecutivo è “opportunamente focalizzato sul qui e ora di una rapida crescita di asset digitali e delle stablecoin in modo che queste tecnologie possano prosperare in modo responsabile“, prima di aggiungere che crede che l’ordine dovrebbe essere visto come l’unica più grande opportunità per impegnarsi con i responsabili politici” sulle questioni crypto.

Un alto funzionario dell’amministrazione è stato citato dal Wall Street Journal dicendo:

Questo non è più un problema di nicchia ed è estremamente importante disporre degli strumenti giusti per mitigare i rischi per i consumatori e per gli investitori e, francamente, per l’intero sistema finanziario“.

La Russia stila la lista dei Paesi ostili: c’è anche l’Italia

I debiti potranno essere pagati in rubli.
Ecco la lista degli Stati stilata dal governo russo.

C’è anche l’Italia nella lista di “Paesi ostili” stilata dal governo russo.

Nell’elenco sono stati inseriti tutti quegli Stati e territori stranieri che hanno applicato o che si sono uniti alle sanzioni contro Mosca, le sue aziende e i cittadini russi.

Come riferisce “Rai News” citando la Tass, la lista comprende tra gli altri i Paesi Ue, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera oltre che ovviamente la stessa Ucraina.

Ci sono anche Albania, Andorra, Islanda, Canada, Liechtenstein, Micronesia, Monaco, Norvegia, San Marino, Macedonia del Nord, Singapore, Taiwan e Montenegro.

Secondo il decreto, lo Stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a questa lista potranno pagarli in rubli.