Petro: bandiere Israele sono plauso a genocidio

Il premier colombiano si dichiara contro tutti i genocidi.
“Chi applaude al genocidio dei palestinesi costruisce politiche di morte”.

Questo governo è contro tutti i genocidi. Quanti applaudono il genocidio dei palestinesi hanno applaudito anche quello dei colombiani. Costruiscono politiche di morte, mentre l’umanità ha bisogno di politiche di vita”.

Queste le parole del presidente colombiano, Gustavo Petro, dal suo profilo X, in merito alle numerose bandiere di Israele, comparse ieri durante i cortei di protesta contro le sue politiche.

Secondo quanto riportato da Ansa, le manifestazioni hanno raccolto migliaia di partecipanti nelle principali città del Paese.

Miele sposta la produzione dalla Germania alla Polonia

Media tedeschi infuriati: è la soluzione più facile ma sbagliata; ne risentirà la qualità dei prodotti premium.

Miele, azienda tedesca che produce elettrodomestici ed impiega circa 23.000 persone (la metà delle quali in Germania), ha deciso di trasferire parte della sua produzione a Ksawerów (voivodato di Łódź).

L’azienda, che ha annunciato il trasferimento del montaggio delle lavatrici in Polonia in febbraio, come riporta Polonia Oggi, spiega che la decisone poggia sul peggioramento dei risultati, l’aumento dei costi e la diminuzione degli ordini.

Secondo PAP (agenzia di stampa nazionale polacca) 2.000 posti di lavoro andranno persi come conseguenza e 700 andranno trasferiti altrove.

I media tedeschi disapprovano la decisione di Miele, facendo notare l’influsso della crisi economica tedesca ma anche sottolineano che il trasferimento della produzione può influenzare la qualità dei prodotti premium tedeschi.

Secondo “Tagesspiel” la soluzione di Miele è la più facile ma è sbagliata.

Tesla: stop in Germania per incendio doloso

Estremisti di sinistra rivendicano l’azione.
Ambientalisti occupano la foresta vicina alla fabbrica per impedirne l’espansione.

La fabbrica Tesla di Grünheide, a 50 chilometri da Berlino, unica gigafactory europea del costruttore americano (produce solo Model Y), è rimasta ferma martedì mattina a causa di un black-out.

Il motivo è un incendio in una sottostazione vicino alla fabbrica, che ha provocato, secondo la stampa tedesca, un’interruzione di corrente nello stabilimento e nella vicina città di Erkner.

Sarebbero interessate anche aree della capitale, stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore.

Più nel dettaglio, come ha riferito la Bild, alle 4,50 del mattino si è verificata una forte esplosione nella sottostazione di Steinfurt e un traliccio ha preso fuoco.

Alle 5,15 i vigili del fuoco si sono messi in azione per spegnere l’incendio nella zona di Goßen-Neu Zittau, ha confermato la polizia.

I lavori di spegnimento sono stati ritardati perché accanto a un trasformatore in fiamme è stata scoperta una tenda con un messaggio di avvertimento: “Ordigni sepolti qui”. Sono quindi intervenuti gli artificieri.

Il gruppo estremista di sinistra “Vulkan” ha rivendicato l’azione come protesta contro la casa automobilistica americana: “Abbiamo sabotato Tesla”, hanno scritto in una nota riportata dal “Tagesscahu”.

Il gruppo era già sospettato di aver appiccato un incendio doloso alla rete elettrica nel cantiere della Tesla nel 2021.

Dalla fine della scorsa settimana, circa 100 ambientalisti hanno occupato una foresta vicino alla fabbrica Tesla e hanno costruito case sugli alberi per impedire l’espansione della gigafactory, bocciata di recente da un referendum locale.

Il 65% dei votanti lo scorso 21 febbraio si è opposto al piano di Tesla, che prevede l’abbattimento di 100 ettari di foresta per far posto, oltre che all’impianto, a una stazione ferroviaria, a magazzini ed a un asilo nido.

Il voto non è vincolante ma i consiglieri comunali hanno affermato di volere rispettare la volontà della comunità.