Russia: scuse dal Vaticano per le parole del Papa

La Santa Sede smentisce il ministro degli Esteri russo: solo contatti tra il Papa e Mosca.
Ma il direttore stampa del vaticano conferma.

Scuse dal Vaticano per le parole di Papa Francesco”, esordisce così il ministero degli esteri Russo.

Ma subito dopo la Santa Sede smentisce: solo contatti tra il Papa e Mosca.

Il mistero delle scuse del Papa, dunque, si infittisce: ci sono stati contatti tra Mosca e il Vaticano? Il Papa, in una recente intervista rilasciata alla rivista dei gesuiti “America“, si era espresso sulla guerra in Ucraina, citando anche la Russia e il suo popolo che in un certo senso si è sentito attaccato. Ora le due parti si sono chiarite?

Le parole che Papa Francesco ha riservato alla Russia durante un’intervista in cui si parlava della guerra in Ucraina, hanno toccato il popolo che si è sentito preso in causa. Il Pontefice aveva dichiarato:

In generale, i più crudeli sono forse quelli che sono russi ma non sono della tradizione russa, come i ceceni, i buriati e così via”.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, stando a quanto riporta Leggo, sostiene che siano arrivate delle scuse da parte della Segreteria di Stato del Vaticano per quanto dichiarato da Papa Francesco durante l’intervista. Zakharova dice quanot di seguito:

Riteniamo che questo incidente sia stato risolto e non vediamo l’ora di continuare una cooperazione costruttiva con il Vaticano”.

Dopo le dichiarazioni della portavoce russa, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha spiegato che Mosca ha ricevuto dalla Santa Sede una dichiarazione in cui la Segreteria di Stato vaticanasi scusa con la parte russa” per le dichiarazioni di Papa Francesco alla rivista “America“.

La Lega contro l’Ue: “Ci impediscono di firmare”

L’Europarlamento avrebbe impedito il voto sul Qatargate.
Salvini: “Ennesimo episodio scandaloso e ambiguo”.

Protesta della Lega per l’atteggiamento tenuto dall’Europarlamento.

Stando alla denuncia, la Camera avrebbe impedito ai deputati del Carroccio e al gruppo sovranista di Identità e Democrazia di poter prendere posizione sul Qatargate firmando la risoluzione comune.

Il cuore dell’Unione Europea, duramente colpito dallo scandalo delle mazzette che ha coinvolto anche Antonio Panzeri, sanguina ancora copiosamente; nel tentativo di porre rimedio alla situazione, il Parlamento Europeo si era riunito in plenaria proprio ieri, mercoledì 14 dicembre.

All’ordine del giorno la risoluzione unitaria dell’Eurocamera in cui viene richiesto di “sospendere tutti i lavori sui fascicoli legislativi relativi al Qatar, in particolare per quanto riguarda la liberalizzazione dei visti e tutte le visite programmate, fino a quando le accuse non saranno state confermate o respinte“.

Non solo. Nel documento bipartisan gli eurodeputati hanno proposto anche “la sospensione dei badge di accesso dei rappresentanti degli interessi del Qatar“, nonché “l’istituzione di una commissione speciale in materia di trasparenza, integrità e corruzione“, oltre che di scegliere il prima possibile “un vicepresidente dedicato e incaricato sui temi dell’integrità e della lotta alla corruzione“.

Sempre all’interno della risoluzione, stando a quanto riporta Il Giornale, la commissione europea viene esortata a presentare il prima possibile una proposta per istituire un organismo etico, oltre che a garantire la trasparenza includendo dati come il bilancio e il numero del personale.

Il Carroccio denuncia di essere stato escluso dalla sottoscrizione di suddetta risoluzione comune, che dovrà essere votata in aula nelle prossime ore. Di seguito quanto segnala su Facebook il gruppo guidato da Salvini:

Ennesimo episodio scandaloso e ambiguo a Bruxelles. Dopo aver partecipato attivamente alla proposta di risoluzione congiunta con tutti i gruppi dell’europarlamento per condannare i fatti del Qatargate, è stato impedito alla Lega e al gruppo ID (Identity and Democracy) di firmarlo, ostacolandone la presa di posizione. È questa la democrazia tanto paventata dalla sinistra europea? Dopo lo tsunami dello scandalo, tra arresti, indagati, sequestri di denaro e perquisizioni, serviva un gesto di risposta unitario. Senza divisioni. Si è deciso di allontanare una parte del parlamento europeo eletto democraticamente. Anziché isolare chi prende mazzette, isolano chi censura la corruzione senza se e senza ma. Perché? C’è qualcosa che dovremmo sapere?“.

Juventus: azioni in calo e Borsa ai minimi

-5,35 e -3,1% in due giorni: azioni al valore di 0,247 euro.
A rischio la partecipazione alla Serie A.

Nuova seduta in calo per la Juventus in Borsa, mentre la società è alle prese con le vicende dei conti.

In Piazza Affari il titolo cede il 3,1% a 0,247 euro, ritoccando i minimi e dopo il forte calo della seduta di ieri quando ha perso il 5,3%.

La capitalizzazione scende a 623 milioni di euro. Il 6 dicembre gli esperti contabili hanno scritto nella relazione finanziaria che il bilancio “fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del gruppo al 30 giugno 2022” ma farebbe eccezione quanto descritto nei paragrafi “Manovre sui compensi del personale tesserato relative alle stagioni sportive 2019/20 e 2020/2021” e “Rapporti con altra squadra di calcio”.

Il faro puntato dalla società di revisione Deloitte ha dato un “giudizio con rilievi” sulla Relazione finanziaria.

Secondo gli esperti di Deloitteil bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del gruppo al 30 giugno 2022”.

Tuttavia ci sono rilievi che non riguardano le plusvalenze, ma le manovre sugli stipendi, già al centro dell’inchiesta di Torino sui conti bianconeri insieme alle presunte plusvalenze artificiali.

Secondo i revisori, la conseguenza è che la perdita dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2022 e il patrimonio netto al 30 giugno 2022 risultano sovrastimati rispettivamente di 44 milioni e di 5 milioni.

Al contrario, la perdita dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021 risulta sottostimata di 21 milioni, mentre il patrimonio netto alla stessa data è sovrastimato di 49 milioni e all’1 luglio 2020 di 28 milioni.

Sanzioni, esclusione o limitazione all’accesso alle competizioni sportive dell’Uefa per gli sviluppi del contenzioso relativo alla Superlega, ma anche il rischio di non essere in grado di partecipare al campionato di Serie A e alle competizioni europee, stando a quanto riporta Il Corriere della Sera.

Le possibili conseguenze degli eventuali sviluppi dei procedimenti della giustizia ordinaria e sportiva mettono i brividi ai tifosi della Juventus e a tutto il mondo del calcio.

Sono solo potenziali, ma è la stessa società bianconera a mettere in guardia gli azionisti nella Relazione finanziaria al 30 giugno.

Vodafone: il ceo si dimette

Nick Read era in carica dal 2018.
Calo delle performance in Germania, Spagna ed Italia.

Cambio della guardia al vertice del gruppo delle tlc Vodafone.

Lascerà a fine dicembre il ceo Nick Read, annuncia il gruppo, e al suo posto è stata nominata ad interim Margherita Della Valle. Nick Read, alla guida di Vodafone dal 2018, resterà a disposizione del Cda fino a fine marzo 2023, con la scadenza dell’anno fiscale.

Margherita Della Valle, dal canto suo, continuerà a ricoprire il ruolo di cfo e assumerà ad interim la carica di interim ceo, in attesa della nomina del nuovo ceo

Per Nick Read arriva così la fine della sua avventura alla guida di Vodafone Group, diventata più difficile da quando il fondo attivista Cevian mesi fa ha iniziato a mettere in discussione l’andamento della società indiocando la necessità di razionalizzare attività e portafoglio partecipazioni.

Le dimissioni di Read arrivano ora a poche settimane dalla presentazione del profit warning di metà novembre in cui il management ha ridotto del 4% il target di free cash flow sull’anno corrente (da 5.3 miliardi di euro a 5,1 miliardi), come spiega Intermon te “a fronte dell’aumento dei costi legati all’elettricità e al peggioramento della performance in alcuni mercati chiave come Germania, Italia e Spagna”.

Stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore, le pressioni da parte dei fondi attivisti hanno portato il Gruppo ad adottare un approccio più pragmatico come dimostra la cessione di Vodafone Ungheria.

In discussione anche l’operazione su Vantage Tower, con l’accordo per vendere fino al 50% della sua società delle torri a un consorzio che comprende le società di private equity KKR e Global Infrastructure Partners e il Fondo per gli investimenti pubblici dell’Arabia Saudita.

Da inizio anno il titolo Vodafone ha perso il 18.8% contro il -11,5% del settore e il +2% del FTSE 100 UK.

In Vodafone in autunno è entrato il fondatore di Iliad, Xavier Niel, con l’acquisto del 2,5% di Vodafone ritenendola “un’interessante opportunità d’investimento”.