Basilica Palladiana: i vandali sono due soldati Usa

Ad imbrattare una colonna sono stati due militari di23 e 29 anni.
Altri sfregi prima di arrivare in Basilica.

Sono due soldati statunitensi, di 29 e 23 anni, di stanza alla base americana “Del Din” di Vicenza, gli autori dell’imbrattamento su una colonna della Basilica Palladiana.

Lo ha reso noto in un incontro con la stampa davanti alla Basilica il sindaco Giacomo Possamai, acompagnato dalla vicecomandante della Polizia locale Nives Pillan.

Come riporta Ansa, gli agenti sono risaliti ai responsabili anche con l’aiuto dei carabinieri del Nucleo Setaf della Caserma Ederle.

L’atto di vandalismo era avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi.

Al mattino era stata trovata su una colonna del monumento palladiano un evidente scritta a vernice rossa – una sigla non meglio identificata e un numero – all’angolo tra piazza dei Signori e piazzetta Palladio.

Dei due uomini, il 29enne è stato trovato ancora in possesso della vernice utilizzata per lo sfregio, che è stata sequestrata.

Oltre al fascicolo penale da parte della giustizia italiana, i due cittadini americani rischiano anche una indagine da parte dell’autorità militare Usa.

Le immagini di videosorveglianza delle telecamere comunali, e quelle fornite dagli ‘occhi’ di sicurezza di alcuni negozi, avevano permesso agli investigatori di riconoscere i volti dei tre soggetti.

Prima di raggiungere Piazza dei Signori e la Basilica, le immagini documentavano che la coppia aveva tracciato poco prima un disegno analogo su un tomem informativo in piazza Matteotti, vicino al teatro Olimpico.

L’indentità dei militari è stata svelata grazie alla collaborazione dell’U.S. Department of Army Criminal Investigation Division.

Cina: ministro Esteri sostituito dopo un mese di assenza

Il cambio a sei mesi dell’inizio dell’incarico.
Misteriosa l’assenza nell’ultimo mese.

È stato nominato il veterano Wang Yi come nuovo ministro degli Esteri cinese, rimuovendo l’ex diplomatico emergente Qin Gang dopo una misteriosa assenza di un mese dalle sue funzioni, ad appena sei mesi dall’inizio del suo incarico.

Qin, 57 anni, ex collaboratore del presidente Xi Jinping e inviato negli Stati Uniti, ha assunto la guida del ministero a dicembre ma non è apparso in pubblico dal 25 giugno, quando ha incontrato i diplomatici in visita a Pechino.

Il ministero, come riporta Reuters, ha comunicato che si è assentato dal lavoro per motivi di salute ma non ha fornito alcun dettaglio, scatenando speculazioni e attirando l’attenzione sulla segretezza che spesso circonda la leadership comunista cinese e il processo decisionale.

Il successore di Qin, Wang, 69 anni, è stato anche il suo predecessore, ricoprendo la carica dal 2013 al 2022, periodo in cui i legami con la superpotenza rivale, gli Stati Uniti, si erano deteriorati fino a un livello che Pechino aveva definito come minimo storico.

Wang ha sostituito Qin durante la sua assenza e questa settimana ha rappresentato la Cina alla riunione dei consiglieri di sicurezza nazionale dei Paesi Brics a Johannesburg, in Sudafrica.

I media statali non hanno riportato le ragioni della rimozione di Qin dall’incarico e il ministero degli Esteri cinese non ha rilasciato commenti.

Ja Ian Chong, professore associato di scienze politiche alla National University di Singapore, intervenuto sul tema ha dichiarato:

La mancanza di spiegazioni apre più domande che risposte. Gli sviluppi della questione di Qin suggeriscono che nessuno è indispensabile. Sottolinea anche l’opacità e l’imprevedibilità, persino l’arbitrarietà dell’attuale sistema politico“.

Stellantis e Samsung: gigafactory per produzione batterie

Il nuovo stabilimento è previsto tra il 2025 ed il 2027.
La location sarà Kokomo (Usa).

Stellantis e Samsung realizzeranno un nuovo stabilimento per la produzione di batterie entro il 2027

L’obiettivo, che rientra nel piano Dare Forward (approfondimento al link), è quello di arrivare a una capacità produttiva annua iniziale di 34 gigawattora; Stellantis e Samsung già in passato, più precisamente a maggio 2022, avevano dichiarato il loro intento di realizzare un primo stabilimento per la produzione di batterie negli Stati Uniti a Kokomo, in Indiana

La prima Gigafactory frutto della partnership tra le due grandi realtà leader nei rispettivi segmenti di mercato, nascerà entro il 2025 e avrà una capacità di 33 gigawattora, un target ben superiore a quanto stabilito inizialmente (23 GWh).  

Come riporta Adnkronos, il CEO di Stellantis, Carlos Tavares, ha dichiarato quanto di seguito:

Questo nuovo stabilimento contribuirà a raggiungere il nostro ambizioso obiettivo di offrire almeno 25 nuovi veicoli elettrici a batteria per il mercato nordamericano entro la fine di questo decennio. Stiamo continuando a incrementare la nostra capacità negli Stati Uniti in collaborazione con il nostro prezioso partner Samsung SDI e stiamo compiendo i prossimi passi per raggiungere l’obiettivo di azzerare le nostre emissioni di carbonio entro il 2038.”  

Gli ha fatto eco il Presidente e CEO di Samsung SDI Yoon-ho Choi :

“Lo scorso anno, con la creazione della joint venture con Stellantis, abbiamo gettato solide basi per consolidare la nostra presenza in Nord America. Il secondo stabilimento consentirà di accelerare il nostro sviluppo nel mercato statunitense e aiuterà Stellantis a portare avanti la transizione elettrica negli Stati Uniti, fornendo prodotti con i massimi livelli di sicurezza e qualità.

Nord Corea: sottomarino Usa autorizza uso bomba atomica

Arrivo al porto in Corea del Sud del sottomarino nucleare americano.
Pyongyang: “soddisfa le direttive interne per uso armi nucleari”.

La Corea del Nord ha affermato che l’arrivo in porto in Corea del Sud due giorni fa di un sottomarino nucleare statunitense potrebbe costringere Pyongyang all’uso di armi nucleari.

Più precisamente, come riporta Tgcom24, il ministro della Difesa di Pyongyang, Kang Sun Nam, accusando Washington e Seul di esacerbare le tensioni nella regione ha dichiarato in una nota quanto di seguito:

Il dispiegamento statunitense di risorse strategiche nucleari, tra cui un sottomarino, soddisfa le nostre direttive per l’uso di armi nucleari“.

È arrivato al porto di Busan, in Corea del Sud, scortato da due cacciatorpedinieri statunitensi dell’Uss Kentucky, il primo sottomarino nucleare schierato dagli Stati Uniti in Corea del Sud da 40 anni a questa parte.

Il sottomarino può essere armato con 20 missili balistici Trident e 80 testate nucleari ma non è noto, tuttavia, se l’Uss Kentucky abbia attualmente a bordo armi atomiche.

Il mese scorso era già arrivata a Busan la Uss Michigan, in grado di portare a bordo missili da crociera Tomahawk.

Tali unità sono state inviate dagli Stati Uniti in Corea del Sud nel quadro di un accordo raggiunto ad aprile alla Casa Bianca dai presidenti Joe Biden e Yoon Suk-yeol, con la richiesta di quest’ultimo che Washington estendesse il proprio impegno alla difesa del territorio sudcoreano con i propri asset nucleari alla luce delle crescenti minacce missilistiche della Corea del Nord.

In settimana, ad alimentare ulteriormente le tensioni nella Penisola, vi è stato l’episodio del militare statunitense di stanza in Corea del Sud arrestato in territorio nordcoreano dopo aver varcato senza autorizzazione la linea di demarcazione militare tra le due Coree: a vicenda non è stata ancora commentata da Pyongyang.

Pechino a Kissinger: impossibile contenere la Cina

Le parole di Wang Yi all’ex segretario Usa che ritiene inevitabile l’evolversi cinese.

Durante un incontro con l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, in visita a Pechino, l’alto diplomatico cinese Wang Yi ha dichiarato oggi che è “impossibile accerchiare o contenere” la Cina.

Lo stesso Wang Yi, come riporta Ansa, ha poi continuato come di seguito:

Lo sviluppo della Cina ha una forte dinamica endogena e una logica storica inevitabile. È impossibile cercare di trasformare la Cina, ed è ancora più impossibile accerchiarla e contenerla“.