Elettrico: il progetto statale polacco chiude prima di nascere

Le auto elettriche dell’azienda ElectroMobility Poland non arriveranno mai sulle strade.
Mancanza di investitori: licenziati i 40 dipendenti.

ElectroMobility Poland è l’azienda statale responsabile del progetto Izera, un marchio di auto elettriche.

Tuttavia, Izera non arriverà mai sulle strade.

Come riporta Dziennik Gazeta Prawna, infatti, l’azienda ha deciso di licenziare i dipendenti e di modificare i piani.

Attualmente è previsto il licenziamento di quaranta persone e la ristrutturazione interesserà tutti i reparti; come riporta Polonia Oggi, la causa della riduzione del personale è la mancanza di investitori.

Disastro Green Deal: Cina nuovo principale fornitore elettrodomestici in Ue

Il Green Deal fa lievitare i costi di produzione europei.
La Cina cresce del 32% superando la Polonia (+3%) nelle vendite; spinge anche la Turchia.

Il maggior fornitore di grandi elettrodomestici nell’UE non è più la Polonia perchè è stata scalzata dalla Cina.

Il quotidiano Rzeczpospolita (“Rz”) riporta che la Cina ha aumentato le sue vendite nei mercati dell’UE di ben il 32%, mentre la Polonia solo del 3% nello stesso periodo, con vendite per un valore di 3,7 miliardi di euro.

Come riporta Polonia Oggi, la cosa ha destato un po’ di stupore, soprattutto per l’aumento dei costi delle forniture dall’Asia durante la pandemia ed i problemi di disponibilità dei componenti.

Secondo “Rz”, l’industria dei grandi elettrodomestici considerava piuttosto la Turchia come la principale minaccia per la posizione delle fabbriche polacche, poiché sta aumentando costantemente le esportazioni verso l’Europa.

Le importazioni dalla Cina stanno aumentando perché in Europa l’aumento dei costi di produzione, causato principalmente dal Patto Verde europeo, è così elevato che la redditività sta diminuendo. Di conseguenza, i produttori stanno chiudendo le fabbriche”, ha dichiarato al “RzMarcin Majchrzak, direttore generale del gruppo cinese Haier.

“L’aumento delle importazioni dalla Cina è anche il risultato dei programmi governativi a favore delle aziende. Si tratta di una politica di sostegno alle esportazioni da parte delle autorità cinesi, che riduce i costi di produzione e di trasporto. L’effetto si nota non solo nel settore degli elettrodomestici, ma anche nell’e-commerce o nel settore automobilistico”, ha dichiarato un produttore, citato da “Rz”.

Ricercatori studiano come produrre idrogeno verde a basso costo

Ci sta lavorando un team di scienziati delle università polacche di Danzica e Torun.
Un processo di elettrolisi più efficiente ridurrebbe i costi di produzione.

Un team di scienziati dell’Università Tecnica di Danzica (PG) e dell’Università Nicolaus Copernicus (UMK) di Toruń sta collaborando per sviluppare metodi economici di produzione di idrogeno verde.

L’obiettivo principale è rendere l’elettrolisi dell’acqua più efficiente e accessibile, riducendo i costi associati alla produzione di questo combustibile pulito.

L’elettrolisi, che comporta la scissione dell’acqua in idrogeno e ossigeno utilizzando elettricità, è attualmente una delle tecniche più promettenti per ottenere idrogeno verde.

Tuttavia, i costi elevati dei catalizzatori e dell’energia necessaria rappresentano ostacoli significativi.

Il team di ricerca, come riporta Polonia Oggi, sta esplorando l’uso di materiali alternativi e processi innovativi per abbattere queste barriere economiche.

Uno degli approcci in esame riguarda l’impiego di catalizzatori a base di metalli non preziosi, che potrebbero sostituire quelli tradizionali più costosi come il platino.

Inoltre, si stanno studiando metodi per integrare fonti di energia rinnovabile, come l’energia solare ed eolica, nel processo di elettrolisi, al fine di ridurre ulteriormente i costi operativi e l’impatto ambientale.

Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso la transizione energetica della Polonia, promuovendo l’adozione di tecnologie sostenibili e la riduzione delle emissioni di gas serra.

La collaborazione tra istituzioni accademiche e l’industria potrebbe accelerare l’implementazione di soluzioni innovative nel mercato, contribuendo a soddisfare la crescente domanda di energia pulita a livello nazionale ed europeo.

Il progetto ha anche il potenziale per rafforzare la posizione della Polonia nel settore emergente dell’idrogeno verde, creando opportunità economiche e occupazionali nel campo delle tecnologie verdi.

Ue: la presidenza polacca punta a sganciare le spese militari dal bilancio

La volontà è non far pesare le spese per la Difesa sui vincoli di bilancio.
Chieste ulteriori sanzioni per la Russia ma l’Ue non impone il divieto di acquisto di gas russo.

Alla conferenza di due giorni fa, dopo la riunione dei ministri delle finanze dell’UE a Bruxelles, si è discusso, tra l’altro, della possibilità di escludere le spese per la difesa dalle regole di bilancio e dell’introduzione di nuove sanzioni contro la Russia.

Il Ministro delle Finanze polacco, Andrzej Domański, ha ammesso che, nell’ultimo mese, la presidenza polacca ha condotto colloqui con la Commissione Europea e gli Stati membri per valutare l’esclusione delle spese per la difesa dai vincoli di bilancio.

L’obiettivo è allentare le regole fiscali in modo che i Paesi possano aumentare la spesa per la difesa senza dover effettuare tagli in altri settori.

Come riporta Polonia Oggi, Domański ha dichiarato quanto di seguito:

Il nostro piano è mantenere le regole fiscali nella loro forma attuale, ma definirle con maggiore precisione, ad esempio in un codice di condotta. Questo consentirebbe ai governi di investire in nuove attrezzature, aerei da combattimento, carri armati o munizioni senza impattare negativamente sul loro deficit netto e sul debito pubblico“.

Il Ministro ha annunciato che la presidenza polacca intende concludere i lavori prima della fine del suo mandato semestrale, probabilmente entro maggio.

Anche il Commissario europeo per gli affari economici, Valdis Dombrovskis, presente alla conferenza, ha dichiarato che, dopo la proroga delle attuali sanzioni per altri sei mesi a fine gennaio, la Commissione Europea ha preparato ulteriori misure per colpire la Russia.

La Polonia si aspetta che gli Stati membri approveranno la prossima settimana il sedicesimo pacchetto di sanzioni.

Domański ha sottolineato che “ci sono prove che l’economia russa non è così forte come vorrebbe apparire” e ha osservato che ciò è in gran parte il risultato delle sanzioni imposte dall’UE.

Il nuovo pacchetto include, tra l’altro, il divieto di importazione di alluminio dalla Russia, ulteriori restrizioni per il settore finanziario russo e nuove limitazioni nei confronti della cosiddetta “flotta ombra“.

Tuttavia, la Commissione non ha incluso nel provvedimento il divieto di importazione del gas naturale liquefatto (GNL) russo, misura su cui contavano molti Stati membri.

Elettrico: Northvolt costretta a svendere lo stabilimento di Danzica

Non ci sono ordini per auto elettriche: stabilimento costato 1,6 miliardi venduto a 100 milioni.
Tra Polonia e Svezia licenziate 1.750 persone.

Il produttore svedese di batterie Northvolt ha annunciato la vendita della sua fabbrica di Danzica (in Polonia), che attualmente impiega circa 150 persone.

Secondo il quotidiano “Svenska Dagbladet” di Stoccolma, l’acquirente è il produttore di camion Scania.

Northvolt ha dovuto vendere lo stabilimento a causa dei problemi finanziari, stando a quando riporta Polonia Oggi.

Questi sono dovuti al ritmo più lento del previsto dell’elettrificazione nell’industria automobilistica.

Gli ordini di batterie per le auto elettriche sono diminuiti, dato che i produttori hanno rivisto i loro piani. Inoltre, l’azienda svedese ha subito una forte concorrenza dalla Cina.

In Svezia, Northvolt ha già licenziato 1.600 persone, di cui 1.000 nella sua principale fabbrica di celle per batterie a Skelleftea, nel nord della Svezia.

La vendita della sola fabbrica non ha superato i 100 milioni di corone svedesi, ovvero poco meno di 9 milioni di euro.

Sempre secondo il giornale, si tratta di una cifra molto inferiore a 1,6 miliardi di corone (ovvero circa 145 milioni di euro), l’importo che Northvolt ha investito nella costruzione della fabbrica dal 2021.

Northvolt System Industrial, che opera a Stoccolma e a Danzica, sviluppa e produce batterie per auto elettriche, oltre a sistemi di batterie per l’industria pesante e per macchinari specializzati off-highway, come quelli per l’industria mineraria.